Home Inchieste Inchiesta Covid-19 / Si cambia danza Walter Mramor: “Affrontare l’emergenza con interventi efficaci”

Walter Mramor: “Affrontare l’emergenza con interventi efficaci”

316

Walter Mramor è attualmente direttore artistico (dal 1987) di a.Artisti Associati (https://artistiassociatigorizia.it/), del Teatro Comunale di Cormòns (dal 1998), del Teatro Verdi di Gorizia (dal 2002), del Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo (dal 2009), del Teatro Duse di Bologna (dal 2011), del Settore danza del Circuito Multidisciplinare del FVG. Si occupa dal 1978 di spettacolo e manifestazioni culturali a livello nazionale ed internazionale.

Essere stato attore, autore e regista di chiara fama, gli ha permesso di essere un figura di riferimento per l’organizzazione e la promozione di eventi. Avvia e sostiene significativi progetti di ospitalità e produzione transfrontalieri con il Comune ed il Teatro Nazionale di Nova Gorica, il Teatro Nazionale di Maribor, il Teatro Nazionale di Zagabria, il Teatro Nazionale di Lubiana, il Dramma Italiano di Fiume.

Nel 2006, dopo anni di costante ricerca rivolta ai nuovi linguaggi ed investimento capillare sull’intero territorio regionale, il MiBACT ha individuato la a.ArtistiAssociati quale soggetto di distribuzione e formazione del pubblico nell’ambito della danza. Per nove anni dirige il Circuito Danza FVG tessendo collaborazione con molti Enti pubblici e privati e con le più prestigiose produzioni italiane ed internazionali. Da gennaio 2015 costituisce, assieme all’Ente Regionale Teatrale che ne è il capofila, il Circuito Multidisciplinare regionale, curando la programmazione del settore danza. È stato direttore di MittelFest a Cividale del Friuli nelle edizioni 2009, 2010 e 2011 (settore danza). Nel 2017 ha diretto ed organizzato la quarta edizione di NID Platform, evento internazionale dedicato alla danza italiana svoltosi a Gorizia. Nel 2011 ha costituito la cordata per il rilancio del Teatro Duse di Bologna, di cui è tuttora presidente e co-direttore artistico.

In parallelo si dedica all’insegnamento. Crea nel 1990 il laboratorio Teatro-Giovani, importante strumento di diffusione della cultura teatrale sostenuto dalla Provincia di Gorizia. Negli anni ha formato ed accompagnato l’inserimento lavorativo di numerose nuove professionalità. Tiene workshop anche in collaborazione con l’Università di Udine.

Per Campadidanza, poter raccogliere il pensiero di Walter Mramor, nell’ambito dell’inchiesta Covid-19/Si cambia danza, è motivo di grande orgoglio. Qui di seguito, le sue lunghe ed esaustive risposte alle nostre poche domande.

Il Coronavirus è arrivato qui dall’altra parte del mondo costringendo le città ad implodere nelle proprie mura. Ha travolto tutti i settori e stavolta le istituzioni non hanno potuto nascondere la polvere sotto il tappeto. Ripercorrendo i decreti e le diverse disposizioni definite in questa emergenza, anche rispetto alla riapertura dei teatri, Walter Mramor pensa che lo spettacolo dal vivo e la danza siano stati tutelati?

Abbiamo vissuto, e stiamo vivendo, una situazione inedita e inaspettata che ha colto tutti di sorpresa. In una situazione di emergenza le misure adottate devono essere tempestive ed efficaci. Il nostro settore è ampio e composito e capisco che forse alcune categorie siano state più penalizzate di altre. Tuttavia ritengo che la politica abbia portato a casa risultati importanti a sostegno dei lavoratori.

L’azienda che dirigo ha potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali straordinari attivati dal Governo per far fronte alla chiusura forzata e al fermo di tutte le attività: cassa integrazione straordinaria, Congedo parentale al 50%, bonus di € 600 per gli scritturati.

Non appena ci è stato possibile abbiamo riaperto gli uffici ed iniziato a lavorare alla programmazione futura, seppur tra mille incertezze. Ci siamo attivati per far ripartire prima possibile le attività consentite nei teatri, per dare lavoro ad artisti e tecnici. Ovviamente nel rispetto della sicurezza di tutti.

Il primo progetto a ripartire è stato ARTEFICI Residenze Creative FVG, che abbiamo voluto ampliare per offrire a più artisti possibile l’occasione di una residenza in un momento particolarmente difficile come questo. Quest’anno ARTEFICI ospiterà ben 33 artisti che potranno beneficiare per 15 giorni ciascuno di spazi attrezzati e di un percorso di tutoraggio.

Stiamo inoltre lavorando, in collaborazione con ERT-Ente Regionale Teatrale del FVG, alla distribuzione della danza in regione. L’obiettivo è recuperare tutte le recite perse la scorsa stagione e difendere lo spazio che la danza si è guadagnata in questi anni nelle programmazioni. Manterremo alta l’attenzione del pubblico e delle istituzioni sulle compagnie.

Considerando le criticità sociali e culturali portate in auge dall’emergenza, quanto, secondo Walter Mramor, stanno cambiando e cambieranno ancora, le proposte artistiche?

È chiaro che in questa prima fase le misure di prevenzione condizionino ancora le programmazioni. Ma quello che vedo, al di là di tutto, è una gran voglia di ripartire. Mai come in questo momento avverto un potente desiderio di rivivere il “rito del teatro”, di ritrovarsi di persona a condividere la visione, la partecipazione allo spettacolo. Sono sicuro che gli artisti sentano questa rinnovata energia attorno a loro, sapranno convogliarla e farsi interpreti di questo nuovo mondo post Covid.

Se le venisse chiesto di indicare una linea operativa da seguire in questo primo reale scorcio di ripartenza, cosa suggerirebbe Walter Mramor?

Non mi sento di dare suggerimenti. Quello che posso fare è raccontare ciò che stiamo facendo noi come a.Artisti Associati.

Abbiamo deciso di essere ottimisti. Nessuno di noi può prevedere l’evoluzione futura di questa emergenza, elaborare qualsiasi scenario è impossibile. Ci possiamo solo basare su dati reali, quelli effettivi e validi ad oggi. E fare ciò che è nella nostra funzione: programmare cultura, prenderci dei rischi. E noi abbiamo deciso di rischiare. Proprio quest’anno, ad ottobre come avevamo previsto, nascerà il primo festival internazionale transfrontaliero di danza contemporanea a Gorizia e Nova Gorica.

L’abbiamo chiamato Visavì, un termine che nella nostra parlata si usa per dire “di fronte”, e porta con sé una dimensione di vicinanza, dialogo, scambio. Ha a che fare con le relazioni tra le persone, che vogliamo aiutare a ritessere grazie a questo nuovo progetto.

Saranno quattro giorni di grande danza, con Prime Mondiali e Nazionali, progetti in esclusiva, sharing e momenti di incontro tra artisti e operatori. Dopo la positiva esperienza di NID Platform 2017 ci siamo subito messi al lavoro per sviluppare una progettualità nuova che potesse connettere la dimensione locale con quella internazionale e diventare un appuntamento fisso per la città e per il mondo della danza. Dopo tre anni ci siamo riusciti, ci adegueremo alle normative per il contenimento del virus, ma non abbiamo intenzione di fermarci.

Inchiesta Covid-19/Si cambia danza

Friuli-Venezia Giulia

a.Artisti Associati

Circuito

Gorizia

Iscriviti alla Newsletter


Luigi Aruta
Danzatore, docente di danza e chinesiologo. Opera come performer e giovane autore in Borderline Danza di Claudio Malangone e collabora come danza-educatore con enti e associazioni. Attivo nel campo della ricerca pedagogico-didattica, porta avanti un'indagine sui vantaggi della danza come dispositivo di adattamento cognitivo e sociale.