La favola di Biancaneve  foto di Francesco Squeglia
La favola di Biancaneve
foto di Francesco Squeglia

Ha il grande dono di saper raccontare. E il merito di aver creato per i suoi allievi un vero e proprio repertorio che spazia dai grandi titoli come La Sylphide, Paquita, La Bella Addormentata, Napoli a  nuove produzioni che sono dei piccoli gioielli coreografici tra cui Pinocchio, Il Guarracino, Peter Pan, La favola di Biancaneve, quest’ultimo andato in scena al Teatrino di Corte di Palazzo Reale.

Il motivo è semplice: Anna Razzi, étoile del Teatro alla Scala e partner dei più grandi danzatori del nostro tempo, dirige da venticinque anni la Scuola di Ballo del Teatro San Carlo, la più antica d’Italia (1812),  e non c’è giorno che non si sia dedicata totalmente ai suoi allievi, al suo lavoro. Con serietà, rigore, lungimiranza, coraggio e ostinazione ma anche con l’entusiasmo, la passione e la tenerezza di chi ama profondamente l’arte della danza, capace di emozionare e far sognare.

Tredici anni fa, con le musiche evocative di Gaetano Panariello, le scene meravigliose di Lele Luzzati e i costumi originali di Giusi Giustino – pieni di fantasia – nasceva La favola di Biancaneve di cui Anna Razzi ha creato la sceneggiatura, la coreografia e ne ha curato anche la regia.

E’ un balletto di grande eleganza, ben costruito, che colpisce l’immaginario di grandi e piccoli.

Fedele alla fiaba dei fratelli Grimm, tranne in alcuni passaggi cruenti, Anna Razzi ha lavorato molto con la fantasia per creare momenti d’insieme, non previsti nel racconto originale.

Preparato in pochissimo tempo- con l’aiuto di Fabio Gison, assistente alla coreografia preciso e rigoroso- il balletto racchiude tutti gli insegnamenti di base che da anni la direttrice impartisce ai suoi allievi. A cominciare dalla propria esperienza teatrale, visibile nell’importanza dei gesti e di una mimica chiara ed incisiva, fino alla mescolanza degli stili tradotta nelle danze storiche (ben curato il madrigale nel palazzo del principe), nella danza classica (il pas de deux di Biancaneve col principe, tra elfi e spiritelli o nella coreografia dei fiori che è un omaggio ai quattro cignetti de Il lago dei cigni), neoclassica (il ruolo della regina) o di demi-caractère (l’insieme degli animaletti del bosco) fino alla danza di carattere nel personaggio della strega cattiva.

Scorrevole e molto articolato La favola di Biancaneve ha una struttura drammaturgica di facile lettura e dà risalto a tutti i giovani protagonisti, dai più piccini- i sette nani, strepitosi, sono allievi del primo corso- ai ragazzi dei corsi superiori. Deliziosa la scena del bosco tra mille sfumature di colori, in un clima veramente fiabesco realizzato da fiori che danzano, gufi, cerbiatti, scoiattoli e quant’altro. L’apoteosi finale con l’arrivo del cavallo bianco in scena è la cronaca di un successo annunciato, perché, almeno nelle favole, il bene trionfa sempre. Delicata, espressiva e molto precisa nella tecnica, Linda Piccolo (Rossella Gallo nel secondo cast) nel ruolo di Biancaneve che ha danzato in coppia con Luigi Crispino (Raffaele Vittozzi nel secondo cast) nel ruolo del principe. Alto, dotatissimo e di una bellezza abbagliante è veramente un talento emergente, una promessa per il futuro che, speriamo, continuerà ad arricchire la compagnia del Teatro San Carlo in cui la maggior parte degli elementi proviene dalla Scuola di Ballo diretta da Anna Razzi. Certamente un bel traguardo che ha acceso da un po’ di tempo un grande faro di luce sul nostro teatro, il più bello del mondo. I lunghissimi applausi a scena aperta hanno suggellato l’ennesimo successo della Scuola di Ballo napoletana, nel pieno rispetto di una lunga e gloriosa tradizione.

Elisabetta Testa

foto di Francesco Squeglia
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