Talk About

SALERNO – Domenica 6 dicembre, si è conclusa la rassegna virtuale Ra.I.D. -Talk About, edizione digitale. Una serata dedicata alla danza internazionale.

Ra.I.D Festival 2020 sarebbe dovuto concludersi con Ra.I.D. Off – Incursioni in Irpinia, purtroppo è stato annullato. La sua programmazione, però, è stata interamente recuperata e ripresentata in digitale grazie all’iniziativa #talkabout di Borderline Danza.

La scorsa domenica, 6 dicembre 2020, quindi si è conclusa Ra.I.D. -Talk About. Alla serata hanno partecipato ospiti da ogni parte del mondo, in collegamento streaming. In questo difficile momento, il web ha consentito il dialogo fra artisti che vivono in differenti continenti.
D’altronde Ra.I.D., proprio in quanto Rassegna Internazionale Danza, pone da sempre in contatto paesi lontani.

Spettacoli in rassegna il 6 dicembre

The movie

Compagnia Daegu City Dance Company (DCDC)
Coreografo Sung Yong Kim
Nazione Corea

Ceremonius the anonymous body

Compagnia
Coreografo
Noriko Kato
Nazione
Giappone
Lungo strascico rosso. Musica e canto dal vivo. Video di pochi secondi.

Covid ara

Compagnia Arabesque Dance Company
Coreografo
Tan Loc
Nazione
Vietnam
Una riflessione sull’attualità: l’uso dei dispositivi di protezione individuale, il distanziamento sociale. L’ansia, l’angoscia di questi mesi, la paura del contagio. Ma anche la speranza che tutto passi in fretta, che potremmo tornare presto ad abbracciarci.

Out of the Folds of Women

Compagnia
Coreografo
Anabella Lenzu
Nazione
USA
Director, Choreographer and Dancer: Anabella Lenzu
Videographer, Editor and Music Composition: Todd Carroll
Un’intenso spaccato sull’universo femminile. Il racconto personale di cosa vuol dire essere donna, madre e immigrata oggi. Il titolo è ispirato alle parole del grande autore statunitense Walt Whitman: “Unfolded out of the folds of the woman Man comes unfolded,  And is always to come unfolded”.

Il luogo del paradosso 

Compagnia Movimento Danza
Coreografo
Gabriella Stazio
Nazione
Italia
Nella parte di sé stessi Roberta Escamilla Garrison, Joseph Fontano, Claudio Malangone, Sonia Di Gennaro, Michele Simonetti, Angela Caputo
Musiche originali dal vivo e Sound Design Francesco Giangrande
Produzione Movimento Danza, MIBACT, Regione Campania
In Il corpo nel medioevo Jacque Le Goff, noto studioso di storia medievale, scrive che la matrice del corpo presente si trova nel medioevo. Protagonista della coreografia è, infatti, il corpo come luogo di un paradosso. Il corpo incarna perfettamente il paradosso delle nostre vite, dunque non abbiamo bisogno di altro per rappresentarci.

Talk About

Questa edizione digitale di Ra.I.D. Festival si è configurata non solo come una rassegna online ma anche come un’importante occasione di confronto con gli autori delle coreografie proposte. Gli incontri, moderati da Luigi Aruta, si sono svolti sulla pagina Facebook del Festival a fine di ogni serata di rassegna. Il 6 dicembre, ospiti del Talk About sono stati: Susan Kempster (UK), Gjergj Prevazi (Albania), Gabriella Stazio, Mario Crasto De Stefano. Hanno partecipato anche, con delle interviste in video, Anabella Lenzu (USA), Sung Yong Kim (Corea), Tan Loc (Vietnam), Noriko Kato (Giappone).

Danza e Covid in Italia …

Claudio Malangone ha presentato due importanti personalità della danza in Campania: Gabriella Stazio e Mario Crasto.
Durante questi mesi, ha ricordato la Stazio, siamo tornati a teatro ma solo per poco tempo. È stata un’occasione per rivedere i modi di creare coreografie. Il luogo del paradosso, infatti, doveva andare in scena nel 2020, ma lo spettacolo è stato annullato poiché, per rispettare il distanziamento fra i danzatori sarebbe stato necessario un palco molto grande e soprattutto si sarebbe stravolta la coreografia. In Italia, ha concluso Gabriella Stazio, ci si accorge per la prima volta cosa vuol dire essere senza arte e danza.

Mario Crasto, poi, ha ribadito l’assenza di una normativa specifica per la danza e la necessità di redigerne una al più presto. Si spera che il prossimo anno sia dedicato alla riorganizzazione del settore. Ha concluso, infine, facendo notare che non si può continuare a organizzare spettacoli tersicorei di soli assoli, bisogna trovare nuovi stimoli anche per formare il pubblico.

Entrambi hanno concordato sul fatto che il Covid-19 ha fatto esplodere un sistema che non bene funzionava già da prima. E che il 2021 non sarà, purtroppo, l’anno della ripresa. Si spera almeno di uscire dalla pandemia, in attesa della ripresa economica nel 2022.

… e all’estero

Susan Kempster ha raccontato la propria esperienza durante questi mesi di chiusura totale. Stava insegnando quando è scoppiata la pandemia; tutte le attività sono passate, quindi, online. Ma, ha notato, la reazione è stata incredibile. All’inizio ha vinto la voglia di trovare un modo per continuare a danzare. Si augura, dunque, in futuro di creare una rete fra i danzatori, una comunità della danza che può crescere e ricreare.
È davvero interessante come un artista può trarre ispirazione da un momento di crisi. Può essere di esempio per tutto il mondo.

Gjergj Prevazi, invece, ha raccontato che il primo lockdown è stato uno shock. Nessuno era preparato per un esperienza del genere. Ha ricordato, poi, che la danza è un momento di incontro prima ancora di essere arte. Se si perde questo incontro, è davvero stressante.
Ha riferito, infine, dell’iniziativa intrapresa con i propri allievi. Realizzare un video negli spazi limitati delle proprie abitazioni. È stata una novità interessante ma, ha affermato al contempo, di aver mancanza del contatto fisico.

Let’s talk about…together!

Il Ra.I.D. Festival – Talk About si è concluso con un momento di incontro virtuale con gli spettatori. Il pubblico che ha seguito la rassegna e partecipato agli incontri virtuali ha potuto porre domande agli ospiti.

Rispondendo alle domande in diretta streaming, quindi, Gabriella Stazio ha evidenziato alcuni aspetti positivi derivanti, paradossalmente, dall’assurda situazione che stiamo vivendo. La pandemia, infatti, ha dimostrato che la danza è una comunità globale, che siamo sempre intimamente vicini pur non conoscendoci. C’è maggiore consapevolezza di questo legame. La sfida sta adesso nel evitare di tornare indietro, di ripetere gli errori del passato. Durante il primo lockdown, ha infatti ricordato, tutti noi affermavamo che nulla sarà più come prima. Poi è tornato tutto come prima se non peggio. Speriamo di non tornare in un passato che non esisterà più.

Alla domanda sui timori dell’uso dello streaming per promuovere la danza Susan Kempster ha risposto facendo notare che proprio l’evento di Ra.I.D. e la conversazione che ne è derivata sono stati possibili grazie al web. Ha però ribadito che lo streaming non equivale alla performance dal vivo e in nessun modo la può sostituire.

Sullo stesso tema, Gjergj Prevazi ha affermato che la danza è amore e non si può amare online, non c’è tatto. La danza appare qui ed ora, non può mentire. Ma, ha constatato, al momento non abbiamo alternative. Il web ci consente, in questi mesi, di raggiungere il pubblico.

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Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.