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Talento….chi era costui??

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Il talento è…  anzi era una ” unità greca di misura di massa, probabilmente di origine babilonese. Da misura ponderale divenne anche moneta di conto. Un talento corrispondeva a 60 mine e a 6000 dramme. Il valore variò secondo i luoghi e i tempi.” (Enciclopedia Trecani.it)… Ecco fatto! Allora abbiamo capito cos’é il “talento” ? Andiamo cercare quella che poi divenne una moneta (anche se credo che dovremmo sottrarla a qualche museo) e  saremo certi di avere “talento” anche noi.
Poi ci sono i talent show, i giovani talenti, i talent scout, la fuga dei talenti e quindi mi rendo conto che non abbiamo risolto il problema… che cos’è il talento?
La risposta l’ho trovata leggendo l’articolo di Michele dell’Amico su life.wired.it
Scott Barry Kaufmnn, laureato a Cambrige con un dottorato a Yale su ” The Guardian” (luglio 2013) si pone anche lui alcune domande come :il talento è innato e si rivela in tenera età? Ebbene eccetto rari casi, la risposta è no.La prima cosa che ci insegna la ricerca scientifica su questo tema è che, piuttosto, il talento ha molto a che fare con la pratica.

Ampi studi di psicologia mostrano come una performance d’eccellenza si raggiunge in 10 anni di pratica: basta mantenere una costante determinazione a migliorarsi, tenere sempre ben presenti gli errori del passato e avere certamente a disposizione un ottimo maestro, che sia in grado di individuare e spingerci oltre i nostri limiti.
Ma certamente allenarsi non è sufficiente. Cosa aumenta la motivazione? Perché alcuni apprendono e ottengono risultati migliori in tempi più brevi? L’allenamento determina il 30% del successo ma per il resto è difficile sapere cosa intervenga. Anche il limite di 10 anni è una media che non vale per tutti.

Quindi, tecnicamente, si usa il termine talento per indicare l’insondabile. La scienza lo definisce come quell’insieme di caratteristiche personali che accelerano l’acquisizione di una capacità, o che migliorano i risultati dell’allenamento. Ma queste caratteristiche possono variare immensamente: e sarà proprio il giusto mix a dar vita a speciali capacità. E il punto è: talentuosi si nasce?

No. Come noto da una delle più importanti scoperte degli ultimi anni, l’ambiente in cui cresciamo non solo influenza il nostro destino, ma influenza direttamente la nostra genetica, risvegliando geni “addormentati”. Allo stesso tempo, dato che durante l’infanzia e l’adolescenza le diverse caratteristiche – l’abilità di lettura come la crescita di statura – non sono armoniche ma procedono a balzi, è possibile non notare una particolare abilità fino all’età adulta. Ed è proprio il raggiungimento di questa armonia a fornire le condizioni giuste per l’emergere del talento. I cosiddetti “ effetti multipli” sono stati inseriti in un modello  che mescola abilità e caso per mostrare che un minuscolo dettaglio può fare la differenza nello sviluppo di un individuo. Poi ci sono le nostre decisioni, in parte influenzate anch’esse dai geni, che ci spingono verso alcune discipline piuttosto che altre.

Ai geni del nostro Dna serve tempo per sincronizzarsi l’uno con l’altro e con l’ambiente, e un talento può modificarsi in un altro, nel momento in cui l’ambiente esterno fornisce gli elementi per il risveglio di geni fino a quel momento silenti. Nulla impedisce quindi – se non l’opinione comune – che un artista diventi uno scienziato, o viceversa.

Certamente ci sono persone che da bambine mostrano innate e incontrovertibili tendenze e capacità prima dei 10 anni di età. Sono prodigi che la scienza spiega come una fortunata coincidenza di fattori. Un ambiente famigliare stimolante nello stesso ambito in cui il bambino mostra capacità; una società che ammetta quel genere di talento in base all’etnia o al genere; un carattere incline allo sforzo e alla determinazione; buone possibilità socio-economiche. Ma questi casi sono una rarità. Per tutti gli altri, l’unica soluzione per scoprire qual è la propria innata propensione e in quale campo possiamo dare il meglio di noi e essere incoraggiati e incoraggiarci a prendere confidenza con il maggior numero possibile di arti, ambiti e discipline. A prescindere dall’età, è fondamentale mantenere la “porta aperta”, essere pronti a imparare cose nuove.

Un’altra recente e molto importante conclusione della scienza è che non è vero – come si crede – che solo da bambini si impara bene e velocemente. Ma che anzi, questa capacità appartiene agli adulti. Il loro unico ostacolo per avventurarsi sempre in nuove sfide e imparare a capire quale sia il loro – attuale – campo d’elezione è la paura di sbagliare. Al contrario dei bambini, che accettano senza problemi di ripetere un errore o di imparare per gradi, gli adulti sono mediamente molto meno inclini alla modestia.

Conclusioni? Il talento può essere alla portata di tutti. Basta volerlo.

Alla prossima settimana

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Direttore artistico, manager ed insegnante del centro internazionale "Movimento Danza”, fondato a Napoli nel 1979 ed accreditato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come "Organismo di Promozione Nazionale della Danza”. Coreografa e direttore artistico della pluripremiata "Compagnia Movimento Danza" e del "Performing Arts Group". Direttore artistico ed event manager di rassegne, festival, eventi e bandi di danza contemporanea. Promotrice italiana e direttore artistico della "Giornata Mondiale della Danza". Editore di "Campadidanza Dance Magazine". Presidente di "Sistema MeD - Musica e Danza Campania", associazione aderente all’Unione Regionale Agis Campania.