SPOLETO – Preljocaj è tra i coreografi contemporanei il più assiduo frequentatore della narrazione e la versione del Lago dei cigni, che stasera debutta al Festival dei due Mondi di Spoleto, ne è l’ennesima prova. Blanche neige, Roméo e Juliette, Le songe de Médée sono tra i suoi principali successi che confermano la vocazione del coreografo al racconto.

La rilettura di Preljocaj

La partitura di Čajkovskij è il filo conduttore che lo ha guidato nella sua riproposizione del capolavoro di Petipa-Ivanov anche se ha scelto di affiancargli alcuni arrangiamenti più contemporanei. Per quanto concerne lo sviluppo della coreografia, creata nel 2020, Preljocaj, pur mantenendo una certa affinità con la drammaturgia originale del balletto ottocentesco, sceglie una sua versione ecologica della misteriosa storia dei cigni incantati del Lago. Il coreografo sviluppa le sollecitazioni che già nel 2018 in Ghost, come omaggio a Petipa, lo avevano spinto a mettere in scena quattro danzatrici in punta che circondavano un uomo ripetendo meccanicamente  gli emblematici port de bras da cigno.

Una storia ecologica

Ecco le note del programma con le parole di Preljocaj in un’intervista rilasciata a  Agnès Izrine :

Sulla riva di un lago, Rothbart vuole sfruttare un giacimento di energia fossile. Una giovane donna, Odette, manda a monte i suoi piani, lui la trasforma in cigno. Altrove, a una festa, Siegfried si oppone al padre che intende affiliarsi a Rothbart per costruire un una fabbrica sulla riva del lago dei cigni. Del balletto originale conservo la storia d’amore, la favola ammaliante, legata alla trasformazione di una donna in cigno, mentre modifico completamente il ruolo dei genitori. Nella maggior parte delle versioni del Lago dei cigni sono più che altro dei personaggi di facciata, ballano poco o per nulla, interpretano un ruolo formale. Nella mia versione, al contrario, sono molto importanti, hanno parecchie parti danzate, perché incidono sui rapporti fra i protagonisti. Il padre di Siegfried è un uomo piuttosto tiranno, incline all’abuso di potere. Sua madre è protettiva, richiamando in qualche modo l’universo di Proust. A proposito, è piuttosto divertente vedere che in A la Recherche du temps perdu ritroviamo Swan e la sua amante Odette! Ho l’impressione che fosse abbastanza vicino al Lago dei cigni… Rothbart è sempre là, è un mago quando vuole, un personaggio molto ambiguo. Oltre ad essere un mago, ha anche altre funzioni sociali. Può rappresentare uomini d’affari o industriali sfruttatori, che possono essere dannosi per le nostre società. Il padre di Siegfried ricopre in qualche modo lo stesso ruolo senza essere un mago. Si potrebbe dire che ci sia una sorta di piano, un complotto fra loro.

Gli interpreti

La compagnia del Ballet Preljocaj presenta Théa Martin nel ruolo di Odette-Odile, Laurent Le Gall come Siegfrid, Mirea Delogu e Simon Ripert, nei ruoli dei genitori di Siegfrid e Antoine Dubois nelle vesti di Rothbart.

Fino a domenica al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto.

Roberta Albano

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Docente di danza classica abilitata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, critico di danza, studiosa e docente di storia della danza, autrice di saggi e monografie sulla danza. Ballerina professionista fino al 1982, è laureata al DAMS dell’Università di Bologna in “Semiologia dello Spettacolo”. Dal 1990 al 2014 è vicedirettrice dell’associazione Movimento Danza di Gabriella Stazio. E’ inoltre socio fondatore di AIRDanza - Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza.