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Sistema MeD si mobilita per un Auditorum a Napoli

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NAPOLI – Napoli, la città della musica e della danza (la prima scuola professionale ancora in attività è nata al Teatro di San Carlo nel 1812), non ha un auditorium! Un vuoto da colmare al più presto. La richiesta arriva da Gabriella Stazio, in qualità di presidente di Sistema MeD- Musica e Danza in Campania, associazione che riunisce molti organismi professionali attivi sul territorio regionale.

Un progetto a breve e lungo termine

Al termine del 2019 si era programmata una stagione densa di eventi distribuiti sul territorio campano, ma la pandemia ha bloccato tutte le attività. Non è il momento solo di piangersi addosso, ma di ripartire guardando con fiducia alla fine di questa terribile parentesi. Per questo Sistema MeD chiede, per l’immediato, l’individuazione di spazi all’aperto per avviare la stagione primavera /estate 2021 e a lungo termine spazi al chiuso per affrontare in maniera stabile e sicura la stagione autunno /inverno 2021-22.

Manca uno spazio per la sperimentazione

La realtà è che la città di Napoli, come ha ribadito anche il maestro Pasquale Scialò in una recente intervista, non ha uno spazio aperto alla sperimentazione, ai gruppi di ricerca o giovani che propongono una visione musicale alternativa a quella operistica giustamente accolta nel Teatro di San Carlo. Per la danza è la stessa cosa, la fondazione lirica napoletana deve proporre il repertorio ottocentesco e le grandi opere del Novecento che presuppongono allestimenti e compagnie ingenti.

Esiste però una ricca attività alternativa, composta da gruppi storici che da decenni propongono creazioni d’autore e giovani coreografi entusiasti e creativi che hanno bisogno di uno spazio che sia un riferimento sicuro e istituzionalmente destinato alla danza.

Una struttura che sia equivalente all’Auditorium di Roma

Gabriella Stazio fa giustamente notare che la programmazione fuori cartellone o in rarissimi casi anche con un cartellone stabile, avviata dai teatri che in genere ospitano la prosa, sia un’iniziativa che, seppur meritevole, non offre una continuità ed uno spazio certo al pubblico della danza e agli operatori del settore. Così come le rassegne di danza più o meno stabili che gli stessi operatori campani promuovono sul territorio. Napoli ha bisogno di un auditorium per la musica e la danza così come il Lazio ha il suo Auditorium Parco della Musica.

Campadidanza con la sua redazione inizierà una campagna di sensibilizzazione e promozione dell’iniziativa indispensabile sia per una immediata risposta per la ripresa post-Covid dell’attività di danza e musica, sia per un progetto ambizioso e duraturo come quello di un auditorium a Napoli.

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Roberta Albano
Docente di danza classica abilitata all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, critico di danza, studiosa e docente di storia della danza, autrice di saggi e monografie sulla danza. Ballerina professionista fino al 1982, è laureata al DAMS dell’Università di Bologna in “Semiologia dello Spettacolo”. Dal 1990 al 2014 è vicedirettrice dell’associazione Movimento Danza di Gabriella Stazio. E’ inoltre socio fondatore di AIRDanza - Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza.