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Sara Aniello:”Per sopravvivere dobbiamo essere più economisti e meno artisti”

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CAMPOBASSO – Sara Aniello è direttrice artistica di una delle più importanti scuole di danza molisane. Il suo centro, Style Dance, è presente in Molise da oltre trent’anni e vanta numerosi succursali in tutto il territorio regionale. Nel centro sud è l’unica sede dove si può conseguire il diploma dell’Imperial Society di Londra per la street dance e commercial hip hop Style Dance ed è centro di avviamento professionale all’arte della danza con iscrizioni a numero chiuso. Sara Aniello è iscritta all’albo insegnati della Royal Academy of Dance di Londra e tutor per il tirocinio formativo delle insegnanti. Il suo sogno è da sempre far conoscere la disciplina coreica a quanti più allievi possibile e lo dimostrano le sue classi numerosissime. La sua scuola, costituita giuridicamente come ditta individuale, ha sofferto enormemente e continua tuttora a risentire della crisi economica, ma non solo, dovuta alla pandemia.

La pandemia ci ha bloccato per mesi

Sara, lei è direttrice di importanti centri di formazione coreutica in Molise. Quali attività sono state sospese o annullate a causa della pandemia?

Purtroppo nella prima fase ho dovuto sospendere tutte le mie attività, con le conseguenze economiche che potete ben immaginare e con il disagio per garantire un sostegno economico anche ai miei collaboratori.

Come hanno reagito gli allievi e le famiglie alla chiusura?

Molto male perchè gli allievi da lì ad un mese avrebbero dovuto sostenere gli esami con la Royal Academy of Dance di Londra. E’ stato veramente un momento di grande sconforto perché eravamo nel pieno della nostra attività didattica.

Durante la pandemia avete adottato misure didattiche alternative?

Siamo riusciti a organizzare corsi on- line per tenere in allenamento i ragazzi e non farli demotivare in previsione del futuro impegno degli esami previsti nel mese di luglio. Siamo riusciti a svolgerli in maniera dignitosa con grande apprezzamento da parte degli allievi.

La tanto attesa Fase 2

La Fase 2 ha previsto la riapertura dei centri di danza ma molte scuole hanno scelto di rimanere chiusi. Quale la vostra scelta e perché?

Naturalmente abbiamo colto subito l’opportunità di riaprire e ci siamo organizzati secondo il rispetto delle linee guida. E’ stato oneroso, ma il nostro obiettivo era quello di fare lavorare in presenza gli allievi per presentarli pronti agli esami e avremmo sostenuto qualsiasi sacrificio pur di essere puntuali con i nostri impegni didattici. C’è stato un grosso sforzo sia da parte nostra che dei ragazzi, e così siamo riusciti a centrare il nostro obiettivo.

Quali sono le attività e i corsi del suo centro che più hanno risentito e risentiranno in futuro della pandemia?

C’è stato un calo di presenze dettato soprattutto dalla paura di contagio. Per il futuro è un po’ difficile fare previsioni.

Una riapertura “ridotta”

Gli insegnanti del centro attualmente hanno ripreso a lavorare?

I nostri collaboratori, anche se con ore di lavoro un po’ ridotte rispetto al passato, sono tornati regolarmente ai loro impegni in ragione del fatto che abbiamo varie sedi e quindi la loro presenza è necessaria.

Una danza nel rispetto dei dispositivi di sicurezza

La riapertura ha comportato un adeguamento alle norme, come hanno risposto i genitori e gli iscritti alla riapertura?

Per quanto ci riguarda siamo stati molto fiscali e rispettosi delle prescrizioni di legge e del protocollo. Questo è stato molto apprezzato sia dai genitori che dagli iscritti che hanno visto in noi serietà e professionalità. Del resto siamo in attività da più di trent’anni e da noi la gente si aspetta la professionalità e la competenza che da tempo dimostriamo sul nostro territorio.

Un’ estate all’ insegna della didattica

Avete partecipato ad eventi con pubblico durante l’estate?

Assolutamente no. Il nostro impegno è stato profuso nella didattica, questo perché a novembre dovremmo sostenere un’ulteriore sessione di esami.

Finalmente la riapertura

Come è stata la riapertura a settembre e come si prospetta il nuovo anno accademico 2020/2021?

A settembre anche se si è riscontrato un leggero calo degli iscritti le cose sono andate abbastanza bene. Nel mese di ottobre abbiamo avuto un trend di crescita positivo in tutte le varie sedi, ma la nuova chiusura di questi giorni non la capiamo per il semplice motivo che non abbiamo mai registrato un caso di contagio nelle nostre sedi e soprattutto perché abbiamo rispettato tutte le procedure andando anche oltre per motivi precauzionali.

Lo stop inatteso! Il nuovo DPCM del 24 ottobre.

Lo stop a palestre, piscine, cinema e teatri è per tutti una triste notizia. Cosa ne pensa?

Chiudere le scuole di danza come pure le palestre non ci sembra un provvedimento opportuno perché questo potrà metterci in grosse difficoltà economiche. Le ragioni del nuovo espandersi della pandemia forse vanno trovate negli assembramenti che si verificano sui mezzi di trasporto e nel locali pubblici, sulle piste da sci e nei luoghi di divertimento, non certo nei teatri, nelle scuole di danza, nelle palestre dove l’incidenza dei contagi allo stato risulta statisticamente risibile.

Le invisibili

Cosa ne pensa del fatto che la dicitura “scuole di danza” non sia stata menzionata nel DPCM del 24 Ottobre?

E’ il solito boccone amaro che noi operatori del settore dobbiamo ingoiare, un problema atavico in quanto in Italia lo stato riconosce soltanto le istituzioni di alta formazione musicale e coreutica, vedi Accademia Nazionale e Scuole dei grandi Teatri, che sono puntualmente citati nel DPCM. Per lo Stato questi sono gli unici centri di diffusione dell’arte tersicorea meritevoli di nota. Purtroppo chi governa non si rende conto che vi è una moltitudine di professionisti che opera nel settore con grande sacrificio e serietà dando lavoro a molti giovani. Tante piccole realtà economiche che contribuiscono in maniera puntuale al sostentamento di molte famiglie e provvedono con il pagamento delle proprie tasse ad riempire le casse dello Stato. Siamo tante piccole aziende, ma, purtroppo, lo Stato non si accorge di noi, forse ci considera palestre!

Per il quadro che si sta prospettando, soprattutto sotto il profilo economico, è bene che ciascuno di noi metta un po’ da parte la passione per la danza e cominci a fare l’economista al fine di preservare la propria attività.

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