Home Attualità Recensioni Re-Born, ovvero il difficile percorso della rinascita

Re-Born, ovvero il difficile percorso della rinascita

161

NAPOLI – Quest’anno “Second Hand”, la storica rassegna di danza contemporanea organizzata da Gabriella Stazio e giunta alla ventunesima edizione, si è aperta  con “Re-Born”, la bella coreografia di Martina Fasano, andata in scena lo scorso 5 dicembre nella sala Assoli. Lo spettacolo è incentrato sulla storia di una rinascita. Il protagonista (il danzatore Luidi D’Aiello) precipita in un abisso, nel vuoto di una completa solitudine, in cui gli altri (la stessa Martina Fasano, Katia Marocco e Vivianna Ferraro) parlano senza voce, senza comunicare e senza vederlo. In questa situazione disumanizzante la sua vita, dopo un tuffo dal terzo piano, sembra “spegnersi sull’asfalto”. L’uomo, il Francesco di cui ci parla la presentazione dello spettacolo, pittore e musicista, appare esanime e intrappolato. La scenografia, essenziale e di forte impatto, curata da Francesco Leone, è costituita da una struttura a forma di parallelepipedo, che rappresenta verosimilmente una gabbia, scura e opprimente. Ma sarà lì, nel buio dell’isolamento, che cominceranno ad apparire elementi positivi, ricordi ed echi del passato. A questo punto inizia la lotta per uscire dalla gabbia, la lotta per la vita, contro la morte che sembrava vincitrice definitiva. Una gabbia multiforme, con vie d’uscita impossibili e altre ampie, ma difficili da imboccare, con gli elementi di aiuto, gli “angeli della vita”, che vengono in soccorso a mostrare la via. E la via maestra per la rinascita è l’arte. Sarà un lungo corridoio bianco, una striscia che incarna la strada per l’uscita dal tunnel, che si percorre dipingendo, scarabocchiando e disegnando, a far ritrovare a Francesco la fonte ultima della sua voglia di vivere. L’arte come espressione di sé, come gioia di essere al mondo, quasi come gioco, soprattutto nell’ultimo quadro, quando ogni tensione sembra risolta e i danzatori si dipingono il corpo con tanti colori, mescolandosi e mescolandoli. Una coreografia curata e attenta e un’esecuzione precisa e senza sbavature rendono questo lavoro interessante e a tratti sinceramente commovente.

Lo spettacolo è prodotto da ARB Dance Company, con la direzione artistica di Annamaria Di Maio, una realtà in piena crescita, che nel tempo continua a offrire lavori interessanti e   innovativi  al pubblico della danza. Anche stavolta non si smentisce, presentando una coreografia “narrativa”, che racconta una storia di resilienza e che fa dell’arte e dell’espressione artistica il suo focus.

Mara Fortuna

iscriviti alla newsletter di Campadianza