Dall’ 1 al 3 ottobre si è tenuta a Galleria Toledo, Teatro Stabile di Innovazione di Napoli, la rassegna Second Hand, ideata da Gabriella Stazio, direttore dell’Ente di Promozione Nazionale della danza Movimento Danza, ed in tre serate si sono succeduti diversi spettacoli, tra compagnie già affermate a nuove proposte di giovani coreografi. La rassegna si pone l’obiettivo, fin dalla sua prima edizione, di diffondere la giovane danza d’autore dando spazio ai coreografi emergenti nell’ambito della danza contemporanea attraverso l’offerta di una sede per residenze e sperimentazioni in cui le idee artistiche possano prendere forma. Infatti dopo il fine settimana, in cui sono andati in scena Mediterraneo di Annarita Pasculli (Compagnia Campania Danza) e Erodiadi I di Elisa Barucchieri (Compagnia Res Extensa), lunedì 3 ottobre è stata la volta della finale di “Residanza-La nuova casa della coreografia” che ha visto “sfidarsi” sul palco i finalisti: la Compagnia Vuoto per pieno, Maria Stella Pitarresi e il duo Sara Bizzoca ed Elisabetta Bonfà.

Questi tre finalisti, da luglio fino ad ottobre, hanno avuto la possibilità di avere sale prova a disposizione presso la sede di Movimento danza e momenti di incontro, scambio e feedback con la direttrice Gabriella Stazio, per permettere la creazione delle loro proposte. I ragazzi, per questa edizione, sono stati tutti non campani, a segno che il progetto, sostenuto da CUNAE, per il ricambio generazionale, è riuscito a far conoscere la giovane danza nazionale in territorio italiano.
A scegliere i vincitori una giuria prestigiosa composta da Mario Castro de Stefano, Presidente Federdanza AGIS e Direttore Artistico sezione danza Teatro Pubblico Campano, Angela Lonardo, Giornalista, Massimiliano Craus giornalista, Adriana Cristiano, Membro Jr- Compagnia Boderline Danza, Annarita Pasculli, coreografa, Antonella Iannone, Direttore Compagnia Campania Danza. A presentare la serata è stata la critica e docente di danza Elisabetta Testa.
E’ stata presentata, inoltre, fuori concorso, durante la riunione della giuria per scegliere il vincitore, anche una coreografia dal titolo Araba del gruppo Woman Experience, un gruppo composto da sole donne provenienti da diverse zone del territorio campano, ognuna con esperienze artistiche diverse la cui mission è quella di ricodificare le danze urbane adattandole al movimento contemporaneo.

La Compagnia Vuoto per pieno composta da tre ragazzi del Sud, che hanno scelto Milano come città d’adozione, ha portato in scena il lavoro dal titolo LA PRAGMATICA DEL#CIAOINVISIBILE di Fabrizio Calanna con interpreti Fabrizio Calanna, Lara Viscoso e Davide Boi. La Compagnia ha presentato al pubblico una problematica molto attuale attraverso la sua realizzazione pratica come denuncia al sovvertimento delle relazioni sociali e familiari sostituite dalla tecnologia degli i-phone e della vita virtuale dove tutto deve essere documentato sul web. I tre ragazzi, dei genitori ed un figlio, sono avvinghiati in una gabbia, simbolo della prigione della realtà in cui il legame è finto ed il senso di isolamento diventa patologia. Teatro-danza con forte ispirazione bauschiana ha coinvolto il pubblico insieme ad una travolgente scelta musicale.

E’ stato, poi, il turno di BLU OTTOBRE di e con Maria Stella Pitarresi, una giovane promettente danzatrice palermitana, che ha indagato la tematica della malinconia del mese di ottobre, associata al colore blu, che con dinamico e ritmico cambiamento porta l’uomo alla ricerca della rinascita. Il processo presentato al pubblico è stato molto intenso e conciso, in cui grazie a sequenze di danza fortemente virtuose, è emersa la solitudine, la difficoltà di parola, lo stato animale che affina l’istinto dell’uomo e molte emozioni e sensazioni consone alla tematica hanno colpito tutto il pubblico pienamente coinvolto nel processo artistico.

Ed infine, ecco il duo NA DIE ANDER di e con Sara Bizzoca ed Elisabetta Bonfà che hanno, invece, indagato la tematica dell’immigrazione, della coscienza e necessità di essere nomadi, problematica molto sentita dai giovani artisti come dagli immigrati che con i barconi sbarcano sulle coste italiane ogni giorno. Scrivono le due danzatrici: “Per quelli che l’attraversamento ammucchiati e in piedi sopra imbarchi d’azzardo,il mediterraneo è un butta dentro”. Erri De Luca. NA DIE ANDER è un viaggio tra sabbia ed acqua, è lasciare un paese per realizzare un sogno. Naufragio degli Ulisse contemporanei, dove il ritorno a casa viene sostituito dal ricreare una nuova casa, sdradicando le proprie radici e cercando di piantarle in una nuova terra. Così Na Die Ander prende atto di quello che oggi è l’immigrazione, non lontano da quello che era ieri e vicino a quello che sarà domani. È lo spunto di riflessione, non come denuncia, ma come atto di coscienza di qualcosa che c’è e che si vuole ignorare.

Il duo si è aggiudicato il punteggio più alto secondo la decisione dalla giuria, con un lieve scarto rispetto all’assolo della Pitarresi, ed ha, così, ricevuto un premio in denaro di cinquecento euro come sostegno economico alla continuazione del lavoro insieme alla possibilità di essere ospitato ancora nelle sale di Movimento Danza per dare seguito alla sperimentazione in atto.

Tutti i lavori, presentati, hanno, a mio avviso, aperto delle finestre di riflessione su tematiche sociali ed emozionali ed hanno dato conferma che la ricerca nella danza non finirà mai, in quanto sempre nuovi giovani continueranno ad innovare, semplicemente portando in scena se stessi, la loro creatività, il loro modo di dire le cose attraverso il corpo e la voce. Le possibilità per dire qualcosa sono sempre infinite e così quella che chiamiamo innovazione non morirà mai.