Michele Esposito a 17 anni ha vinto la medaglia d’oro del prestigioso Grand Prix de Lausanne ed ha anche vinto il Primo premio come migliore interpretazione del contemporaneo e  il premio come migliore danzatore in Svizzera. La 45° edizione del  più prestigioso concorso internazionale di danza ha visto la partecipazione di oltre 150 candidati provenienti da tutto il mondo, selezionati  in una durissima settimana di  studio e prove.  Il  Prix de Lausanne, ha scelto di rendere omaggio al lavoro del coreografo John Neumeier, che ha ricevuto un Premio alla carriera, e la scelta delle variazioni di contemporaneo rientrano nel suo repertorio coreografico. La giuria era  guidata  da  Kevin O’Hare direttore del Royal Ballet, e composta da  Leanne Benjamin, Paola Cantalupo, Gigi Hyatt, Sue Jin Kang, Goyo Montero, Aki Saito, Christian Spuck et Stanton Welch.  In finale sono arrivati  20 candidati e tra di loro, oltre a Michele, c’erano altri due italiani: Alessandro Frola ed Edoardo Sartori.  Altri due ragazzi della provincia di Napoli, Guido Sarnataro (Somma Vesuviana)e  Francesco Mazza (Ercolano) hanno superato le selezioni rientrando in semifinale.    Michele è nato ad Aversa e Campadidanza ha voluto incontrare e conoscere meglio un talento che ha portato la regione Campania  al primo posto tra le future stelle del balletto europeo.

A che età hai cominciato a studiare danza?

Ho iniziato a soli tre anni insieme a mia sorella che è di un anno più grande di me. I miei genitori amano la danza ed erano contenti che noi due  cominciassimo da piccoli. Fino a 11 anni ho studiato al Centro Danza Diana di Aversa diretto da Claudio Diligente e Diana Pagano.  Poi mi sono trasferito alla Tanz Akademie di Zurigo.

Che cosa ha significato trasferirti all’estero così piccolo?

Beh è stata un’esperienza dura perché all’età della prima media mi sono trovato in un’accademia di danza dove si parlava prevalentemente inglese o tedesco. Per fortuna ho avuto dei tutori e qualche compagno del convitto che conoscevano anche l’italiano. Poi a scuola ho iniziato a studiare inglese e tedesco e quindi piano piano mi sono inserito.

Qual è stata la tua formazione in danza?

Ad Aversa ho iniziato fin da subito con tutte le forme di danza, oltre a quella classica. In Accademia a Zurigo invece si dà prevalenza al classico affiancato nei primi anni dalla danza di carattere e  quella moderna, importante è anche la ginnastica di potenziamento  soprattutto per i ragazzi. Ora  studio classico, passo a due, contemporaneo e sempre c’è l’integrazione di body conditioning o ginnastica.

Ti è servito cominciare fin da piccolo a studiare danza moderna? Abbiamo notato oltre alla tua eleganza tecnica,  una dinamica davvero notevole.

Si mi è servito molto, il classico è imprescindibile ma unire il prima possibile la danza contemporanea aiuta ad acquisire scioltezza nei movimenti  ed un rapporto con lo spazio e la dinamica davvero importante per un danzatore.

Nella finale trasmessa in streaming da ARTE Concert ti abbiamo apprezzato nella variazione di Solor da Bayadére e nell’ assolo contemporaneo  Nijinsky, che esperienza è stata partecipare e vincere il Prix de Lausanne?

E’ stata una settimana di lavoro durissimo, infatti ora sono a casa per qualche giorno di vacanza. E’ stato molto importante partecipare al concorso perché quest’anno il livello era altissimo e mi è servito molto guardare ed apprendere anche dal modo di danzare degli altri candidati, oltre che studiare e provare con gli insegnanti. Inoltre l’esperienza umana di condividere con altri ragazzi queste grandi emozioni, è veramente unica.

Quando terminerai il tuo corso di studi?

Il mio diploma è previsto per fine giugno prossimo.

Già sai cosa danzerai?

Certamente le due variazioni della finale del concorso perché nell’Accademia è previsto che chi arrivi in finale al Grand Prix si esibisca nei brani che ha portato in gara. Poi non so ancora se danzerò anche in altri momenti dello spettacolo finale.

Quale tra danza classica e contemporanea preferisci?

Al momento non ho una preferenza. Amo sia la danza classica che quella contemporanea. Nel balletto hai la possibilità di raccontare una storia e delle emozioni e di  interpretare tanti personaggi diversi: un principe, un corsaro o uno schiavo. Nella danza contemporanea tu stesso contribuisci a creare un’emozione ed è un’esperienza molto importante.

Cosa ti aspetti ora dal futuro?

Il mio sogno è di danzare in tante compagnie in giro per il mondo, ma per ora, visto che sono molto giovane, vorrei iniziare a fare le mie prime esperienze professionali  in Europa, Inghilterra o Germania. Ma per ora non c’è ancora nulla di preciso, gli organizzatori del concorso  mi comunicheranno in seguito le proposte ricevute dalle compagnie associate  alla manifestazione.

In bocca al lupo Michele!!

Roberta Albano

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