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Materlucis e Self-portrait in yellow shades chiudono la XXI edizione di “Second Hand” alla Sala Assoli di Napoli

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NAPOLI – il 7 dicembre 2019 alla Sala Assoli si è conclusa la XXI edizione della storica rassegna, “Second Hand – Di Seconda Mano” diretta da Gabriella Stazio, con due incantevoli performances.

Ideato ed eseguito da Simona Perrella, Materlucis apre la serata conclusiva della rassegna; lo spettacolo ha debuttato alla XXXVII edizione del Festival Internazionale Nuova Danza ed è una coproduzione dello stesso FIND37 e di ASMED – Balletto di Sardegna.

Allo spegnersi delle luci in sala, il pubblico scopre con grande sorpresa che la danzatrice è già presente in scena, distesa sul palco sin dall’arrivo dei primi spettatori, nascosta alla vista proprio dalla luce abbagliante della platea.

L’azione si svolge completamente al buio, esattamente come immaginiamo sia l’universo, l’unica fonte luminosa è il costume indossato da Simona Perrella: una tuta nera, che le copre persino il volto, su cui è avvolto un filo di piccole luci dorate, creazione di Marco Nateri e Stefania Dessì. L’atmosfera, il costume e i movimenti di calcolata lentezza della danzatrice trasformano il corpo umano in una costellazione, un insieme di stelle comete in movimento nel cosmo, creando un effetto suggestivo ed emozionante. Materlucis ovvero “la madre della luce” è un viaggio fantastico indietro nel tempo, fino all’origine dell’universo: dallo scoppio primordiale del big bang al successivo espandersi del cosmo, partecipiamo commossi alla nascita del pianeta su cui viviamo e dunque della nostra stessa esistenza.

Fa parte della formazione della Perrella, oltre il perfezionamento con Movimento Danza e con innumerevoli maestri di fama internazionale, anche lo studio di floor-work presso il centro “Danza Flux” di Fabrizio Varriale e Chiara Alborino, tecnica che caratterizza fortemente questa esibizione.

Self-portrait in yellow shades, creato ed interpretato da Irene Fiordilino, è un affascinante spettacolo meta-teatrale, misto di danza e prosa in cui non mancano i riferimenti alla pittura. In Self-portrait, “autoritratto”, la Fiordilino incarna l’opera d’arte che racconta se stessa e il proprio rapporto con il pubblico, stimolando lo spettatore a riflettere sul significato e sulla funzione dell’arte in generale, dalla pittura alla danza.

Il confronto auto-ironico che la danzatrice intraprende con un cubo giallo spinge lo spettatore ad osservare con più attenzione qualsiasi prodotto artistico, a non fermarsi all’apparenza ma cercare ciò che in esso si cela. Al buio, nascosta dietro una porta blu, attendiamo curiosi che l’opera appaia di nuovo, bizzarra ed estrosa. La Fiordilino, aprendo la porta, – metafora della cornice del quadro ma anche portale che trasporta il pubblico dentro l’opera – scruta gli spettatori grazie ad una torcia che ha sulla fronte. Correndo da un lato all’altro del palco, con mimica caricaturale, l’opera mostra la differenza fra “vedere”, “guardare” e “cercare”: «You see me; you look at me; you look for me». Il pubblico è piacevolmente sorpreso nello scoprire che il proprio sguardo sull’opera è assorbito e riflesso dall’opera stessa, esattamente come il fascio di luce della torcia; l’opera d’arte è dunque uno specchio in cui ogni spettatore si riflette, dando vita ad una pluralità di autoritratti.Self-portrait in yellow shades è uno spettacolo stimolante e coinvolgente, qualità premiate nel 2018, alla XXXV edizione di “Residanza – La casa della nuova coreografia”.

Mariavittoria Veneruso

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