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Marco Valerio Amico dà il via a Second Hand con il laboratorio Alphabet: Metodo

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NAPOLI – Domenica 16 febbraio 2020, nello Spazio Comunale di Piazza Forcella, ha avuto luogo la performance conclusiva del laboratorio Alphabet: Metodo” tenuto da Marco Valerio Amico, danzatore, coreografo e direttore della Compagnia Nanou.

Il laboratorio, che si è svolto dal 14 al 16 febbraio, ha dato il via alla XXII edizione della rassegna di danza contemporanea Second Hand – Di Seconda Mano organizzata e promossa da Movimento Danza di Gabriella Stazio.

Le undici danzatrici che vi hanno partecipato, Erika Aiello, Flodiana Apreda, Maria Giovanna Cimmino, Maria Teresa Ferraro, Linda Guerriero, Lia Gusein Zade, Eloise Listuzzi, Sara Lupoli, Marianna Moccia, Federica Scognamillo e Linda Vinattieri, hanno mostrato il frutto dell’intenso studio effettuato in un tempo piuttosto limitato: una performance talmente magnetica che il pubblico ha chiesto il bis.

Un groviglio di coreografie semi-improvvisate si è intrecciato, sotto gli occhi degli spettatori, apparentemente senza uno schema preciso: qui l’innovazione di questo interessantissimo “esperimento coreografico”, ovvero fornire delle linee guida a partire dalle quali ogni danzatrice costruisce la propria coreografia; esprimendo se stessa ma senza estraniarsi da ciò che la circonda, mantenendo un contatto costante con lo spazio, le altre danzatrici e gli spettatori.

Scopo dell’ Alphabet: Metodo” è infatti quello di dimostrare al pubblico che la danza contemporanea non è uno spettacolo destinato a pochi, bensì un vero e proprio linguaggio: <<Se osserviamo un geroglifico, non ne comprendiamo il significato, ma intuiamo di essere di fronte ad un linguaggio>> spiega infatti il coreografo Marco Valerio Amico, che con la sua compagnia, fondata nel 2004 insieme a Rhuena Bracci e Roberto Rettura, sta esplorando proprio il rapporto fra lo spettatore e la scrittura coreografica.

Ha accompagnato la performance il brano musicale adoperato dal rivoluzionario coreografo William Forsythe per realizzare “In the Middle Somewhat Elevated”, una delle coreografie più famose degli ultimi decenni. Tale scelta non è casuale: questa musica, infatti, presenta dei vuoti che consentono alle danzatrici di inserire un proprio discorso coreografico, instaurando così un dialogo anche con la musica.

Il progetto è in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo.

Questo evento si è svolto nell’ambito del progetto Gap! Change! Now! Projects for the next dancegeneration 2018/2020 con il sostegno del Ministero per i Beni e Attività Culturali  – Regione Campania.

Mariavittoria Veneruso

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