16 Aprile 2016, Auditorium Centro Solciale di Salerno. Ospite nella rassegna campana di Quelli che la danza, è Giuseppe Muscarello, fondatore e coreografo della compagnia Muxarte, con Io sono mia madre, un progetto artistico che prevede, oltre la danza, una mostra fotografica e un romanzo breve.
Il viaggio nella narrazione inizia con la fotografia: 7 gigantografie che ritraggono un bambino-adulto, responsabile del suo destino, sullo sfondo un’assenza, vestiti indossati da una madre invisibile.
Il nucleo centrale dell’opera è la danza, l’arte viva e più usuale per l’autore.

Chi dice che un bambino da solo cresce male?
Giuseppe Muscarello mette in scena la storia di un bambino, di un uomo, che diventa se stesso, grazie all’assenza. È imprevedibile il risultato di una madre che è presente solo nell’immaginazione. Un protagonista che vive forse la quotidianità della propria casa, in uno spazio scenico che si adatta alla fantasia dello spettatore attraverso i movimenti, ispirati talvolta ad azioni motorie quotidiane. Un protagonista che dapprima si desta , ancora con gli occhi chiusi si impegna in un sorta di gioco-ricerca, e ancora un uomo che si cresce da solo, un uomo che è sua madre. Attraverso l’utilizzo degli oggetti di scena e di una mimica intelligentemente codificata, appare di fronte lo spettatore l’uomo genitore di se stesso, l’uomo che si scopre, che si cresce attraverso la solitudine. Il protagonista si partorisce da solo, è l’ostetrica di se stesso, taglia il cordone ombelicale, diventa autonomo, indipendente. L’ultima immagine poetica con cui ci lascia ‘io sono mia madre’ è quella di un uomo allo specchio che ascolta sua madre che gli parla; il protagonista narra a se stesso, agli spettatore, della consapevolezza di essere retaggio di qualcuno.
Dopo la conclusione dello spettacolo , gli spettatori vengono invitati a continuare il viaggio in una dimensione più intima, immaginativa, attraverso la lettura: Giuseppe muscarello scrive un romanzo breve, omonimo al progetto, accompagnato dalle illustrazioni dinamiche di Nicola Console.