Home Blog Curiosità e Storia della danza La borsa di Milano, Tokio, Parigi e la borsa di danza

La borsa di Milano, Tokio, Parigi e la borsa di danza

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Niente spread, niente PIL,  azioni o quotazioni, chiusure e/o differenziali. L’unica borsa che ci interessa è “la borsa di danza”.

Unica, mitica, agognata, coccolata, guardata a vista, desiderata, ambita, corteggiata,  che non si cambia mai, in cui si aggiunge e non si leva (piuttosto si lava!), in cui tutto il nostro mondo ,tutto il nostro essere è mischiato, amalgamato in un insieme indiscindibile di utile, inutile,vecchio, consumato ( a vari stadi e livelli), usato, e  non si sà mai mi serve, oppure senza come faccio. Un insieme di superstizione, feticismo, indubbia utilità, calze bucate, body scoloriti, magliette slabbrate, ricordi e sogni, una casa viaggiante , senza cui le nostre sicurezze quasi svaniscono. Rituali ripetuti ad ogni lezione, ad ogni prova, oppure ricerche frenetiche in cui ci si tuffa nuotando o annaspando.  Oggi ne esistono di firmate, griffate, quasi come se fosse un capo di abbigliamento da esibire. Ma no. E’  molto di più. La borsa di danza va cercata tra mille, diecimila, e devi sentire che ti apparterrà per sempre, che sarà capace di contenerti e di cambiare, di evolvere con te. La cerchi ovunque guardando anche quelle che non potrebbero , per le loro caratteristiche diventare la “tua” borsa di danza. Poi finalmente la trovi.  L’eletta ! E quando devi cambiarla?? Allora vuol dire che è “finita una storia” , che è finita una epoca , che qualcosa di nuovo sta arrivando.

E nella tua borsa cosa c’è?

Geltrude S.

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