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Korperformer: Cloud e Rosarosaerosae mettono in scena la suggestione delle immagini

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NAPOLI – “Korperformer”, la rassegna di danza organizzata dalla Compagnia Korper alla Sala Assoli dal 18 al 22 dicembre, porta in scena la ricerca coreografica di giovani del nostro territorio e non solo. Per la serata di venerdi 20 dicembre due produzioni d’autore: Cloud e Rosarosaerosae.

Cloud, sharing a new intimacy, ideato e realizzato da Giovanfrancesco Giannini, è una denuncia sociale contro l’omofobia. Proiettando immagini dal web, l’artista mostra l’ideale di bellezza femminile e maschile, dalla Venere di Botticelli al culturista. Con fare provocatorio, vestito di scarpe da ginnastica e retina per parrucca – come se fosse bloccato a metà fra l’essere uomo o donna – l’interprete svela se stesso guardando direttamente il pubblico, costringendolo a prendere una posizione in merito al dibattito in scena. Mentre sullo schermo si alternano agghiaccianti  immagini della repressione russa, emblema della più accanita omofobia, Giovanfrancesco ne riproduce le pose di prigionieri, torturati, condannati a morte, generando uno scioccante cortocircuito fra virtuale e reale. L’immagine digitale fa ormai parte della nostra quotidianità, eppure restiamo sconvolti nell’apprendere quanto crudele può essere l’uomo contro un suo simile.  Cloud ,tra i finalisti di DNAppunti coreografici 2019 Romaeuropa Festival, è un ritratto di grande umanità e commovente pietà, va oltre l’omofobia: è una denuncia contro qualsiasi forma di violenza.

Rosarosaerosae, La pelle delle immagini è uno spettacolo creato ed interpretato da Sara Lupoli, una riflessione sui film che hanno influenzato la sensibilità dell’artista. Su due schermi, realizzati in tulle e stoffe bianche, sono proiettati le immagini mentali dalla danzatrice, a cui si sovrappongono le intuizioni sensoriali del pubblico in sala. Seduta davanti uno schermo, immobile eppur magnetica, Sara ci guarda mentre su di lei viene proiettata la sua stessa immagine, un doppio virtuale che muove la sua figura stante – omaggio al film Vertigo, la donna che visse due volte. L’intrigante effetto video, realizzato da Alessandro Papa, genera gran curiosità nello spettatore, che attende con ansia cosa accadrà. Fra bisbiglii e musica angosciante, l’interprete danza come se fosse posseduta, raggiungendo il fondo del palco, dove indossa quello che sembra un abito da sposa– realizzato da Daria Bonavita e Dario Biancullo – , ma che con sorpresa fagocita la danzatrice trasformandola in una sposa-cadavere. In un crescendo di musica assordante e inquietante, l’abito-mostro avanza inesorabilmente verso il pubblico, fino ad un improvviso buio e silenzio che segnano la fine dell’entusiasmante performance.

Mariavittoria Veneruso

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