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Up,up away-David-Parson-Dance

Cos’è la danza moderna? O meglio. Cosa intendiamo con il termine danza moderna?

Facile da dire, complesso da risolvere, il termine danza moderna invece di trovare nel tempo una sua definizione parrebbe aver perso identità. Danza moderna sembra essere diventato un termine generico per definire quello che non sapremmo dire altrimenti. E quindi che può essere tutto e forse anche niente. Inoltre la danza moderna e la Modern Dance sono la stessa cosa? E la Modern Dance è diversa dalla danza contemporanea? E cos’è la Modern Jazz Dance?

Storicamente il termine Modern Dance viene coniato nel 1933 da John Martin critico di danza del New York Times dal 1927 al 1962 quando per la prima volta si avvicina a questa nuova arte.

“L’aggettivo “moderno” riferito alla danza è ovviamente un termine inadeguato. Non è sinonimo di danza contemporanea, poiché non ha affatto una connotazione così vasta. Ammesso che questo termine ha una qualche utilità, questa è soltanto temporanea, perché domani, quando sarà nato un nuovo e più avanzato tipo di danza, sarà impossibile riferirci alla danza di oggi come moderna.” (1)

Secondo il ragionamento di John Martin quindi tutta la danza di oggi dovrebbe essere definita contemporanea e tutta quella di ieri fino ai suoi esordi, moderna. Una “classificazione” semplice ed efficace che dovrebbe eliminare ogni ambiguità ed incertezza. E ci dice di più:

“Qui si userà il termine danza moderna per indicare, per esclusione, quel tipo di danza che non è né classica né romantica. E’ forse superfluo dire che sono escluse dalla nostra indagine la danza folcloristica e quelle popolari forme di spettacolo note come “tip-tap e danza acrobatica”.(2)

E’straordinario constatare come a distanza di tanti anni l’intuizione di John Martin di definire la danza moderna per esclusione, ovvero quella danza che non sia classica né romantica, sia stata particolarmente perspicace ed ancora oggi efficace. Nel senso che definire la danza moderna per quello che è o potrebbe essere o diventare, sarebbe una impresa molto, molto complessa. Definire la danza moderna per quello che non è e che probabilmente non diventerà neanche nel prossimo futuro, potrebbe essere meno “rischioso”. Se John Martin non avesse individuato questa prospettiva “in negativo” come avremmo fatto fino ad oggi ad includere in questa corrente filosofica, di pensiero, in questa prospettiva del corpo e del movimento, tutto quello che è stato creato e che si continuerà a produrre e creare? Forse sarebbe stato impossibile.

John Martin con Martha Graham

Quindi secondo le indicazioni di John Martin la danza moderna è tutta quella di ieri che non sia classica o romantica. E che si basa su alcuni caratteristiche fondamentali, almeno quattro per John Martin, il movimento come sostanza, l’empatia/metacinesi, la dinamica, la forma propria. Attraverso queste caratteristiche comuni  che comprendono inoltre la respirazione, l’importanza del bacino e della colonna vertebrale, la forza, la forza di gravità, il peso, che la danza moderna crea il proprio insieme definito in base a proprietà caratteristiche definite. Per poi generare numerosi sottoinsiemi.

Apparentemente abbiamo risposto alla domanda da cui siamo partiti. Ma è doveroso andare oltre. Ovvero se la Modern Dance a cui si riferisce John Martin sia la stessa a cui ci si riferisce quando si usa il termine italiano di danza moderna. E se con la traduzione italiana del termine Modern Dance, ovvero danza moderna, si intenda realmente il periodo della Modern Dance statunitense preso in esame da Martin, o altro ancora.

Addentriamoci in alcune ipotesi.

Con il termine danza moderna (italiano – minuscolo) si potrebbe intendere l’intero arco temporale di questo fenomeno dai suoi esordi agli inizi del ‘900 ad oggi ,o meglio a ieri, e che ha avuto come territori di eccellenza l’Europa, in particolare la Germania, e gli Stati Uniti. Se può essere improprio definire la corrente tedesca come danza moderna per le sue molteplici specificità, questo può divenire possibile in virtù del fatto che la danza moderna ha avuto inizio sia in Europa che negli Stati Uniti  dalle teorie di  François Delsarte (1811/ 1871) e che in questo modo si può mettere in evidenza quello che queste due correnti condividono, piuttosto che le singole caratteristiche.

Con il termine Modern Dance (inglese – maiuscolo) si intende una particolare fase storica di questo fenomeno, specifico degli Stati Uniti e che ha avuto una importante diffusione in tutto il mondo occidentale. Sarebbe opportuno, per non creare confusioni, cercare di non sovrapporre questi due termini poiché il secondo è una parte del primo, sebbene la traduzione di Modern Dance in italiano sia sempre Danza Moderna. Con il termine Contemporary Dance si potrà fare riferimento al periodo storico che vede in Merce Cunningham e Alwin Nikolais i suoi massimi esponenti statunitensi. E così via.

Se volessimo tracciare la linea del tempo dell’insieme danza moderna, sarebbe necessario disegnare questa linea in parallelo su due territori geografici, Stati Uniti ed Europa, in particolare la Germania, specificando, fin dove è possibile, i vari sottoinsiemi prodotti dal sistema.

Negli Stati Uniti questo fenomeno si differenzia, schematizzando, in diverse e successive fasi di ricerca che sono state definite da Leonetta Bentivoglio come :

  • Romantic Dance, termine coniato anche questo da John Martin, i cui principali esponenti sono Loie Fuller (1862/1928), Isadora Duncan (1877/1927), Ruth St. Danis (1879/1968), Ted Shawn (1891/1972);
  • Modern Dance i cui principali creatori sono Hanya Holm (1893/1992) Martha Graham (1894/1991), Doris Humphrey (1895/1958), Charles Weidman (1901/1975),Lester Horton (1906/1953), Josè Limon (1908/1972);
  • Modern Jazz Dance stile che ha avuto un origine lunga e complessa e che inizia a formalizzarsi con Katherine Dunham (1909/2006), Jack Cole (1911/1974) e poi con  Matt Mattox (1921/2013), Eugene Louis Faccuito detto Luigi (1925/2015), Bob Fosse (1927/1987);
  • Contemporary Dance con Alwin Nikolais (1910/1993) e Merce Cunningham (1919/2009);
  • Post-Modern Dance una corrente che vede un collettivo di artisti riunirsi fin dagli inizi degli anni ’60 al Judson Memorial Church – Greenwich Village di New York che verrà chiamato Judson Dance Theater. Tanti i protagonisti di questa corrente tra cui Ann Harplin (1920), Yvonne Reiner (1934) che introduce il termine post-modern dance, Simone Forti (1935), Trisha Brown (1936/2017), David Gordon (1936), Steve Paxton (1939),  Lucinda Childs (1940),  Deborah Hay (1941);
  • Post-Post Modern Dance così denominata negli anni ’80 da alcuni critici americani e tra cui Leonetta Bentivoglio inserisce Bill T. Jones ( 1952)e Arnie Zane (1948/1988),  Karole Armitage (1954),  Molissa Fenley (1954).
Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

In Europa e nello specifico in Germania, la danza moderna trova diverse definizioni che si sovrappongono ed intersecano in un quadro storico, sociale ed economico di non poche complessità e che rende ancora più difficile una suddivisione interna del fenomeno. Il primo conflitto mondiale, l’ascesa del fascismo e del nazismo, il secondo conflitto mondiale sono infatti fattori di ostacolo e di interruzione forzata del’arte, della cultura e della vita stessa delle persone in Europa e che determina una interruzione temporale nell’evoluzione della danza moderna in Germania ,dalla fine degli anni ’30 arriva fino alla fine degli anni ’60. Inoltre mentre negli Stati Uniti la danza moderna crea delle tecniche di danza definite e distinguibili almeno fino alla Contemporary Dance, in Europa siamo di fronte a metodi di lavoro che hanno una valenza creativa e coreografica preminente, se si esclude la tecnica Jooss-Leeder.

Il termine di Ausdruckstanz – erroneamente tradotto come danza espressiva o espressionista, in inglese expressionist dance ed in modo inappropriato assimilato al movimento artistico espressionista – è forse quello che meglio può racchiudere l’intero arco temporale del fenomeno della nuova danza che prende il via in Germania agli inizi del ‘900. Durante i primi tours internazionali inoltre l’ Ausdruckstanz viene anche definita come  “German Dance  per differenziarla in particolare dall ‘American Modern Dance.

The term Ausdruckstanz (dance of expression) defines a heterogeneous group of choreographic languages and teaching methods that became known in the German-speaking regions in the early twentieth century.1 Though these languages and methods covered a broad range of theoretical, practical, and aesthetic approaches (whose definitions emphasized their “artistic,” “free,” “rhythmic,” “plastic,” and “expres “new,” “modern,” sive” character) they still agreed on certain major principles…” (3)

Altri termini come Moderner Tanz , già titolo del libro di Ernst Schur Der Moderne Tanz del 1910, Absoluter Tanz termine che risente del clima dadaista degli inizi del ‘900 in cui si inserisce il fenomeno della danza moderna europea ed adottato sia da Laban ma sopratutto dalla Wigman, Neuerer Künstlerischer Tanz (NKT) Nuova Danza Artistica, termine che risale agli anni ’20 e ripreso da Gret Palucca nel 1951 come nome per il suo concetto di danza educativa e sintetizzato dall’abbreviazione NKT, o Tanzkunst e Bewegungskunst, sono oggi molto meno conosciuti in Italia ed usati.

Il termine oggi più usato, o abusato, per definire la corrente tedesca è certamente la denominazione di Teatrodanza, traduzione inefficace di Tanztheater , corrente che si presenta intorno alla metà degli anni ’60 e che in alcuni casi si riferisce specificamente al metodo coreografico di Pina Bausch e di altri coreografi dello stesso periodo. Isa Partsch-Bergsohn sostiene che il termine Tanztheater è stato usato per la prima volta già da Rudolf Von Laban nella prima parte del ventesimo secolo come un modo per descrivere le sue danze corali dell’epoca. Il termine Tanztheater riemerge poi in modo prepotente agli inizi degli anni ’70 come versione o visione riformata dell’ Ausdruckstanz. In alcuni casi la rinascita della danza negli anni ’70 in Germania viene definita anche come neoespressionismo tedesco  sempre in riferimento alla corrente artistico- pittorica dello stesso periodo, come recupero della “tradizione” espresssionista.

Il termine Danza Libera – Freier Tanz – termine utilizzato anche da Aurel von Millos, pare sia stato il nome di una delle prime scuole di Laban , se non la prima, Der Freier Tanz nel 1913 nel suo periodo a Monaco di Baviera. Tale termine in molti casi viene utilizzato anche la Romantic Dance statunitense degli esordi ed in particolare per Isadora Duncan. Oppure in altri viene utilizzato quasi come sinonimo di danza moderna, anche se la Danza Libera può essere considerata un altro sottoinsieme della danza moderna.

Proveremo a suddividere l’intero arco temporale della danza moderna europea in vari sottoinsiemi, tenendo presente la terminologia maggiormente in uso :

  • I Precursori François Delsarte (1811/ 1871)  le cui idee e teorie sono anche alla base della corrente statunitense ed Émile Jaques-Dalcroze (1865/1950)
  • AusdrucksTanzDanza espressiva o Danza espressionista – dagli inizi 1908/1936, termine entrato in uso quando il fenomeno artistico si stava esaurendo, per Tonja Lara van Helden precisamente nel 1928;
  • AbsoluterTanz  – Danza assoluta – apparentemente la prima definizione viene data da Rudol Von Laban (1879/1958) intorno al 1912/13 come una danza che sia svincolata dalla musica, dalla parola e da significati concreti; poi utilizzata da Mary Wigman (1886/1973)  per definire una danza pura, semplice, senza luci, costumi o decoro e Valeska Gert (1892-1978); termine utlizzato fino alla fine degli anni ’30;
  • Freier TanzDanza Libera la prima scuola aperta da Rudolf Von Laban nel 1913 si chiama Der Freier Tanz, il cui uso coincide con quello di AusdrucksTanz, con sfumature diverse;
  • NeueKunstlerischeTanz –  Nuova danza artistica – Mary Wigman e Gret Palucca (1902/1993), termine usato fino alla fine degli anni ’50 da Gret Palucca;
  • Essentialismus – Essenzialismo – Kurt Jooss (1901-2009), corrente filosofica in cui si riconosce Jooss;
  • Tanztheater –  Teatrodanza – termine introdotto per la prima volta nel 1920 da Rudolf Von Laban e Kurt Jooss, i cui esponenti di spicco sono Gerhard Bohner (1936/1992),  Johann Kresnik (1939/2019), Pina Bausch (1940/2009)  che chiama la sua Compagnia Tanztheater Wuppertal  nel 1973, Reinhild Hoffmann (1943) e Susanne Linke (1944),

In molti casi la traduzione italiana della denominazione di queste correnti artistiche può essere fuorviante e generare confusione, sia per la corrente tedesca che statunitense e sarebbe più corretto, ove possibile, usare i termini nella lingua originale.

Dagli inizi del ‘900 in poi il termine danza si affianca alla parola balletto, e non devono essere considerati sinonimi. Infatti viene recuperato il significato antropologico della danza come riappropriazione del suo significato espressivo, rituale, sociale, con la sua funzione vitale, nel suo ruolo estremamente importante nella vita degli individui e delle comunità.

Oggi

Oggi, secondo John Martin, tutta la danza deve essere considerata contemporanea. E come potremmo dargli torto?

Inoltre la suddivisione geografica tra le due principali correnti della danza moderna appare superata per la danza di oggi che si diffonde, migra, si sposta, si contamina in un continuum senza sosta. 

La creatività si moltiplica in maniera inimmaginabile fino a pochi anni fa. Le informazioni e le correnti artistiche viaggiano incessantemente insieme alla capacità degli artisti di creare, formarsi e lavorare everywere.

Con la nascita della Contact Improvisation e Material for The Spine, della cosidetta Tecnica Release, e di quello che viene chiamato Floor Work , del Thanztheater oggi l’universo della danza contemporanea si è espanso in maniera esponenziale anche grazie ai social media, alla possibilità grazie ad uno smartphone di riprendere, registrare, diffondere, condividere in ogni momento immagini di danza. Allo stesso tempo questo, presumibilmente, ha portato ad una pratica di sistemi ed universi di movimento che vengono “protetti” dai loro stessi creatori, specie nella loro forma di trasmissione tecnica e formazione di danzatori ed allievi, a salvaguardia della stessa ricerca come ad esempio la Countertechnique di Anouk van Dijk, Flying Low and Passing Through di David Zambrano, Gaga Dance di Ohad Naharin, che hanno creato dei veri e propri percorsi di formazione certificati. Un fenomeno abbastanza nuovo se si pensa allo spirito di Steve Paxton e della Contact Improvisation, una pratica democratica di movimento che ha nella condivisione orizzontale il suo punto di forza e di merito o alla genesi della Tecnica Release.

La delocalizzazione della danza teatrale occidentale si sta inevitabilmente e fortunatamente incontrando con culture del corpo altre, come in Cina, India, Africa dando vita a “fusioni” inaspettate, inattese, originali, artisticamente innovative e vitali.

Tao Dance Theater

Come il coreografo cinese Tao Ye ed il TAO Dance Theater, che formatosi alla Chongqing Dance School dove i suoi studi si concentravano sul balletto, sulla danza popolare e classica cinese, scopre la danza contemporanea prima nell’esercito con un insegnante del JinXing Dance Theatre  e successivamente con JinXing e la Beijing Modern Dance Company. Dire che il suo movimento è una fusione delle sue esperienze è riduttivo.

O Germaine Acogny danzatrice e coreografa senegalese discendente del popolo Yoruba, considerata la “madre” della danza africana contemporanea per aver sviluppato una particolare tecnica di danza africana moderna attraverso la sintesi di danze tradizionali dell’Africa occidentale e danze classiche e moderne occidentali.

Aditi Mangaldas, danzatrice e coreografa di spicco nella classica forma di danza indiana di Kathak, che con la Adirti Mangaldas Dance Company ha aperto nuove strade usando la sua conoscenza ed esperienza di Kathak come trampolino di lancio per sviluppare un vocabolario di danza contemporanea. O come Akram Khan che nato a Londra da una famiglia di origini belgalesi, ha “confused” la danza contemporanea con la danzaKathak, studiata sin da piccolo.

Ed allora, Modern cosa?

Gabriella Stazio

Terminology box

Danza

Secondo la Treccani.it l’etimologia della parola danza è incerta. Per altre fonti invece è un vocabolo originario della Francia del nord probabilmente derivato da una voce germanica, dall’antico francese danuier, muoversi in qua ed in là, divenuto poi danser. Da qui si è diffuso in tutte le altre lingue europee: danza in italiano, dance in inglese, tanz in tedesco, danza in spagnolo. Per altre fonti ancora il termine danza deriva dalla radice tan che in sanscrito, antica lingua indiana appartenente alla famiglia indoeuropea, vuol dire tensione. E questa è l’etimologia che ci piace di più.

Balletto

Termine che è stato associato per lungo tempo alle rappresentazioni di danza da palcoscenico proprie della cultura occidentale e che dovrebbe comprendere esclusivamente quelle coreografie che fanno uso della tecnica classica accademica, ma che sovente è utilizzato in maniera estensiva anche a forme di danza non provenienti da questa matrice.

Composizione di danza che esprime una idea poetica, o storia drammatica in cui oltre alla tecnica classica accademica si ritrova l’utilizzo della pantomima, come di scene, luci, costumi; viene utilizzato impropriamente anche come sinonimo di danza.

Probabilmente dall’italiano ballare ballata ovvero accompagnamento cantato al ballo proprio del tredicesimo e quattordicesimo secolo. Balli e balletti, particolare tipo di danza, che poi viene ad indicare uno spettacolo di corte dove sia presente in massima misura la danza. Nel 1500 e nel 1600 brani o suites di brani vocali o strumentali; dalla fine del 1500 il termine acquista anche l’accezione di spettacolo musicale e danzato, costituito da una successione definita di figurazioni coreutica su uno schema fisso.

Citazioni e Fonti

Leonetta Bentivoglio –La danza moderna  – Longanesi – 1977

Leonetta Bentivoglio – La danza contemporanea– Longanesi – 1985

Leonetta Bentivoglio – Taztheater, dalla danza esperssionista a Pina Bausch – Di Giacomo Editore – 1982

Franz Boas, Gregory Bateson – La funzione sociale della danza. Una lettura antropologica – Ed. Ghibli – 2015

Susanne Franco – Salti e scatti – L’immagine dell’Ausdrucstanz fra storia e fotografia – engramma.it – 2017

Susanne Franco, Marina Nordera – a cura di Dance Discourses: Keywords in Dance Research – Routledge – 2007 – (3) pag. 80

John Martin – La Modern Dance – Traduzione, prefazione e note di Nicoletta Giavotto – Di Giacomo Editore – 1991 – (1) pag.  4; (2) pag.4

Lynn Matluck Brooks, Joellen A. Meglin, a cura di  – Preserving Dance Across Time and Space –  Routledge – 2013

Treccani.it

Tonja Lara van Helden   Expressions of Form and Gesture in
Ausdruckstanz, Tanztheater, and Contemporary – University of Colorado at Boulder – 2012

Wikipedia – Expressionist dance

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Gabriella Stazio
Direttore artistico, manager ed insegnante del centro internazionale "Movimento Danza”, fondato a Napoli nel 1979 ed accreditato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come "Organismo di Promozione Nazionale della Danza”. Coreografa e direttore artistico della pluripremiata "Compagnia Movimento Danza" e del "Performing Arts Group". Direttore artistico ed event manager di rassegne, festival, eventi e bandi di danza contemporanea. Promotrice italiana e direttore artistico della "Giornata Mondiale della Danza". Editore di "Campadidanza Dance Magazine". Presidente di "Sistema MeD - Musica e Danza Campania", associazione aderente all’Unione Regionale Agis Campania.