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TORINO – Arriva dal Piemonte la paradossale proposta di utilizzare teatri, cinema e musei come hotspot per le vaccinazioni contro il Covid-19.

L’idea è del vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte, Mauro Salizzoni. Questi sostiene, infatti, che l’ipotesi di adoperare il Museo d’Arte Contemporanea al Castello di Rivoli come base strategica per la campagna di vaccinazione possa estendersi a tutti i luoghi della cultura, compresi cinema e teatri.

«Musei, cinema e teatri – afferma Salizzoni – sono luoghi idonei sotto il profilo logistico e organizzativo, con tutte le caratteristiche necessarie per assicurare una gestione ordinata delle procedure vaccinali. Ci sono entrate e uscite, servizi, vie di fuga, spazi tali da garantire il distanziamento al coperto in un luogo riscaldato, ecc».

La proposta appare contraddittoria se non, addirittura, una beffa ai danni dei lavoratori dello spettacolo. Mentre i musei stanno riaprendo al pubblico in questi giorni, i teatri e cinema sono ancora chiusi. Sono stati chiusi con il Dpcm del 24 ottobre 2020 proprio perchè ritenutierroneamente – luoghi in cui il virus è più pericoloso e il contagio più facile. Non si comprende, dunque come facciano cinema e teatri ad essere considerati rischiosi se offrono spettacoli ma assolutamente sicuri come hotspot.

L’indignazione aumenta se si pensa che l’utilizzo di teatri, cinema e musei come hotspot per i vaccini vuole essere anche un tentativo di sanare la crisi del settore culturale.
«E soprattutto – prosegue Salizzoni – si realizzerebbe un virtuoso incontro tra la sanità e il mondo della cultura e dell’intrattenimento, ovviamente prevedendo adeguate risorse a favore di uno dei settori oggi maggiormente in sofferenza».

Natalia Casorati: così bloccano gli spettacoli

Sarà davvero questo il modo migliore per risolvere la crisi della cultura? Lo abbiamo chiesto a Natalia Casorati, presidente dell’Associazione Culturale Mosaico Danza e membro di ADEP – Associazione Danza Esercizio e Promozione – Agis. L’Associazione ha celebrato, nel 2020, ventisei anni di attività e venti edizioni di Interplay Festival.

Cosa ne pensa della proposta del vicepresidente Salizzoni?

I miei colleghi ed io siamo sconvolti da questa proposta. Se venisse attuata, dovranno essere stanziati, prima di tutto, dei fondi per adattare questi luoghi in hotspot. Soprattutto, attuare questa proposta significherebbe bloccare gli spettacoli, prolungare la chiusura dei teatri e dei cinema. La riapertura diverrebbe un’ipotesi sempre più lontana e improbabile. Sarebbe la morte della cultura in questo paese.

Penso, invece, che ci siano altri luoghi in Italia più adatti ad essere adoperati come basi per le vaccinazioni. Le caserme, i centri commerciali, i palazzetti dello sport, spazi più grandi e più facili da adattare come hotspot. Esattamente come stanno facendo in Germania e in Inghilterra.

Trasformare i luoghi della cultura in hotspot, aiuterebbe a sanare la crisi del settore culturale?

Non credo che sia questo il modo giusto di aiutare economicamente il settore. Aiuti economici allo spettacolo e alla cultura devono provenire dal Governo, come in parte si è già cercato di fare. Soprattutto, mi auguro che nel giro di qualche mese i teatri vengano riaperti, mettendo in moto un circolo virtuoso di spettacoli e incassi.

La proposta, inoltre, sembra contraddire il Dpcm del 24 ottobre. Secondo lei è possibile aprire i teatri in modo sicuro?

I musei, i teatri, i cinema, come anche le scuole, aperti in modo saggio, contingentato, sono luoghi sicuri. D’altronde, i parrucchieri sono aperti, perchè non aprire anche i teatri? Non sono i teatri i luoghi di diffusione del virus.

Se si rispettano le norme anti-covid, l’uso delle mascherine, il distanziamento, gli ingressi contingentati, la diffusione del virus è nulla. Anche la vendita dei biglietti online può aiutare, evitando la formazione di assembramenti alle biglietterie.

La cultura, in questo momento più che mai, è fondamentale per farci stare bene non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente. È vergognoso che non si sia ancora affrontato il discorso della riapertura dei teatri.

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Mariavittoria Veneruso
Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.