Giornata Mondiale dello Yoga
Domenica 21 giugno si celebra la Giornata Mondiale dello Yoga con Maria Grazia Sarandrea. Foto di Pinella Palmisano

Domenica 21 giugno appuntamento sui social con Maria Grazia Sarandrea per celebrare insieme la Giornata Mondiale dello Yoga.

Maria Grazia Sarandrea è danzatrice, coreografa e studiosa di danze etniche. La sua è una concezione della danza che esce dagli schemi recitativi e performativi per riacquistare il suo senso più arcaico. La danza è una forma di preghiera, un linguaggio universale attraverso cui ristabilire l’equilibrio cosmico e percepire le energie dell’universo.

Danzare è volare, staccarsi dal corpo, liberare l’anima, entrare in armonia con il movimento dell’universo e svelare la rete invisibile che unisce le cose

Gli studi e l’approccio antropologico

Tale concezione della danza è frutto degli studi, pratici e teorici, intrapresi da Maria Grazia Sarandrea.

Inizia gli studi di danza classica da bambina con Maddalena Platania e Marisa Matteini del Teatro dell’Opera di Roma. Si appassiona poi alla danza Jazz di Paul Steffen e alla danza Moderna di Gillian Hobart. Si perfeziona a New York con Bertram Ross e con Mary Antony; in Francia nella scuola di Peter Goss.

Approfondisce l’antropologia del Teatro e della Danza all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, laureandosi con il professore Ferruccio Marotti – uno dei massimi esperti del lavoro di Edward Gordon Craig.

Influenzata dai suoi studi antropologici, di danza e dalla sua passione per l’oriente, la Sarandrea ha, così, ideato due discipline: il Tribal ed il Nataraja Yoga.

Tribal

Il Tribal, danza etnica contemporanea, è uno stile che fonde lo spirito e l’intento dei balli tribali con le tecniche della danza moderna e contemporanea. Nasce dall’osservazione di vari stili di danza tribale presso popoli diversi e dalla riscoperta di forme di movimento rimaste immutate nel tempo perché legate a riti e a feste popolari.

Nel Tribal sono fusi fra loro elementi di danza Jazz, moderna e contemporanea, danze indiane, africane, danza balinese, flamenco, danza sufi, tecniche yoga, arti marziali e tamburi giapponesi. Un linguaggio volto a recuperare le antiche origini rituali ma orientato verso l’attualità.

Giornata mondiale dello Yoga con Maria Grazia Sarandrea
Maria Grazia Sarandrea, fotografata da Pinella Palmisano, in una performance di Tribal

Nataraja Yoga

Il Nataraja Yoga è una tecnica innovativa, uno stile che per la sua dinamicità e fluidità si avvicina alla danza. Il termine Nataraja si riferisce a Shiva, il dio danzatore della religione induista. Nataraja si traduce, infatti, Re della Danza. Attraverso la sua danza Shiva crea, distrugge e rigenera i cicli cosmici in un continuo rinnovamento. La danza è dunque trasformazione, metamorfosi e si compie attraverso un corpo in movimento.

Shiva è anche conosciuto come, il Grande Yogi. Da lui, secondo la leggenda, ha origine lo Yoga. La sua attività è legata sia al ritmo, per la danza, sia allo sviluppo di un pieno controllo su se stesso, per lo Yoga. Nataraja Yoga, dunque, è un allenamento completo e allo stesso tempo un riscaldamento efficace per chiunque, grande o piccino, danzatore o meno.

Giornata mondiale dello Yoga con Maria Grazia Sarandrea
Una dimostrazione del Nataraja Yoga ideato da Maria Grazia Sarandrea. Foto di Pinella Palmisano

Giornata Mondiale dello Yoga

In questi mesi lockdown, Maria Grazia Sarandrea ha continuato i suoi corsi per adulti su zoom e in questi giorni inizierà anche con i più piccoli.

Domenica 21 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dello Yoga, Sarandrea presenterà sui social lo spettacolo Yoga Tales con il coinvolgimento da casa di numerosi bambini.

Danza è fonte di benessere

Flauti e tamburi hanno un significato profondo nelle culture orientali. Combinati con l’uso delle maschere possono rievocare forze naturali. La danza di Maria Grazia Sarandrea, infatti, si configura come un atto vitale, una necessità dell’anima per esprimere sentimenti profondi a cui le parole non possono arrivare. Secondo questa concezione, quindi, la danza non è acrobazia bensì fonte di benessere. Attraverso la danza si può raggiungere l’equilibrio interiore, entrando in armonia col cosmo.

Il mito nipponico di Uzumè

Il fascino delle danza orientali e l’influsso delle teorie antropologiche sono chiaramente percepibili in coreografie come Uzumè che danza. Questo spettacolo ha origine da un antichissimo mito giapponese relativo alla spiegazione dell’eclissi solare. La divinità del sole, essere femminile per i giapponesi, si nasconde nel suo palazzo, costringendo l’umanità a vivere nel buio. Solo Uzumè riesce a far uscire la divinità del sole dal proprio palazzo, interpretando una danza sacra.

Di seguito un video della coreografia di Maria Grazia Sarandrea, rielaborazione del mito.

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Mariavittoria Veneruso
Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.