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AMSTERDAM – Francesca Monti, Italiana di nascita, traferitasi in Olanda 13 anni fa per rendere realtà il suo desiderio di fare la danzatrice contemporanea, è oggi una delle personalità più conosciute nel mondo della danza contemporanea in Olanda. Un viso da attrice che racchiude in se tutta la bellezza italiana, una sensibilità senza fine ed una passione per la danza che pochi hanno. Arrivata in Olanda quasi per caso si è fatta spazio in questo mondo arduo con tanto duro lavoro ed è riuscita a ballare in compagnie di alto prestigio a livello internazionale come Dansgroep Krisztina de Chatel, Dansgroep Amsterdam e Ann van de Broek. L’abbiamo intervistata per ripercorrere un po’ il suo percorso e per capire cosa significa essere una ballerina contemporanea in Olanda.

Dove e come è iniziato il tuo percorso nel mondo della danza?

Penso di aver sempre ballato. In salotto, in cucina, in giardino, fin da quando ero piccolina. Sono sempre stata una ragazza molto attiva, mi è sempre piaciuto fare attività fisica, e ballare è sempre stata la mia più grande passione!Ufficialmente ho cominciato a 6 anni con la ginnastica ritmica a livello amatoriale, nella palestra sotto casa per poi iniziare con la danza classica e danze folkloristiche verso gli 11 anni in una piccola scuola privata (Orizon  Danza) ma con insegnanti eccellenti. Fisicamente non sono mai stata un vero talento ma con caparbietà e tanta forza di volontà ho ” educato” il mio corpo e il mio portamento.

Cosa ti ha spinto a trasferirti all’estero e perché l’Olanda?

Ho studiato danza classica con passione per qualche anno ma ho capito abbastanza in fretta che fisicamente non sarei mai riuscita a raggiungere un livello alto tale da poter ballare in una delle compagnie classiche più famose al mondo. La danza contemporanea mi dava invece la possibilità di esprimermi più liberamente e di condividere le mie emozioni pur non avendo il tipico corpo da ” ballerina”. Ed è proprio durante uno stage di danza contemporanea a Livorno che ho conosciuto il direttore della rotterdamse dansacademie (Samuel Wuersten ) che, riconoscendo il mio talento, mi ha invitata a partecipare all’audizione per l’accademia. E così eccomi qui,per caso, quasi 13 anni fa, sono arrivata in Olanda.

Quali sono i lati positivi nel mondo della danza contemporanea in Olanda e quali sono quelli negativi?

In Olanda, o almeno nelle città più grandi come Amsterdam e Rotterdam, penso ci sia sempre stata più apertura mentale nei confronti dell’arte contemporanea che in Italia, e sicuramente un maggior supporto a livello economico.
In Olanda  però ho l’impressione che si sopravvaluti certe volte il vero valore artistico di certe manifestazioni.

I tuoi sacrifici sono stati ripagati con una carriera ad alto livello artistico. Ci racconti i momenti più significativi?

Non saprei da dove iniziare! Diciamo che con tanta forza di volontà e anche fortuna ho iniziato a lavorare come ballerina subito dopo il diploma, e da quel momento non mi sono mai fermata. Di momenti significativi ce ne sono davvero tanti. Il mio sogno da piccola era ballare su un palco con un pubblico e penso di aver realizzato il mio sogno molte volte!

Cosa stai facendo al momento?

Al momento lavoro con Ann van Den Broek  tra Anversa e Amsterdam e con krisztina de Chatel , come ballerina e Rehearsal director.

 Progetti per il futuro?

I progetti e i sogni per il futuro sono tanti, il problema e’ capire ora da dove iniziare.
Nei prossimi anni vorrei riuscire a dedicare un po’ più tempo non solo alla danza ma ad altre mie passioni. Non penso che continuerò a fare la ballerina come prefessione per molti anni ancora, ci sono così tante altre cose che voglio fare, ma smettere di ballare? Penso mai!

Speri di tornare un giorno in Italia o pensi di continuare a costruire la tua vita all’estero?

Sinceramente non saprei. Non so fare progetti a lungo termine.
Amo l’Italia e mi manca la mia famiglia, ma l’Olanda non mi ha mai fatto mancare niente.
Mi piace vivere in un ambiente internazionale, e non sopporto le mentalità ottuse, retrograde e piene di pregiudizi.
Amo vivere in una città che supporta eventi culturali, una città viva.
Amsterdam, la città dove vivo, mi offre tutto questo, ma non escludo che in futuro , a seconda delle mie necessità, mi trasferisca da qualche altra parte.

Un consiglio per i giovani danzatori che stanno ora per intraprendere il tuo stesso percorso?

Ballate sempre con passione e per passione. E’ un lavoro stupendo, gratificante, che regala emozioni indescrivibili, mette in contatto corpo, mente, e anima, permette di viaggiare, conoscere e condividere momenti bellissimi con colleghi internazionali. Ma è anche una professione dura, che può diventare a momenti strenuante a livello fisico e mentale. Se fatta con passione e per passione la fatica quasi non si sente! Sul palco bisogna essere in grado di trasmettere emozioni. Nel momento in cui la performance diventa soltanto un “lavoro” … La magia del palco svanisce.