Francecsa La Cava direttrice artistica del Gruppo e-motion
Francesca La Cava, direttrice artistica del GRUPPO e-motion. Foto di Paula Suarez Castro

Il GRUPPO e-motion è la compagnia di danza contemporanea diretta dal 2005 dalla danzatrice e coreografa Francesca La Cava. La compagnia, sostenuta dal MIBACT, dalla Regione Abruzzo e dal Comune dell’Aquila, ha partecipato a importanti festival e stagioni teatrali nazionali e internazionali.

Le creazioni, alla cui base troviamo la ricerca del gesto e una ricerca introspettiva dell’essere umano e della società contemporanea stanno via via riprendendo le messinscene ma per saperne di più abbiamo intervistato la coreografa e direttrice: Francesca La Cava.

Una “sospensione” costruttiva

In quale misura Francesca La Cava ha risentito e risente ancora dello stop a causa della pandemia?

Ne ha risentito come tutto il settore dello spettacolo. I nostri artisti sono stati tutelati con il bonus mensile di 600,00 euro e con la cassa in deroga, che non sono ancora totalmente arrivati. Sia il bonus che la cassa in deroga non sono risolutivi per i lavoratori dello spettacolo in quanto le problematiche continuano e continueranno nei prossimi mesi.

Come hanno reagito i suoi danzatori?

Gli artisti reagiscono sempre in maniera positiva e creativa. In questo momento di sospensione, l’artista resta attivo. Succederà certo qualcosa ma non sappiamo ancora cosa. La storia ce lo insegna: dopo ogni grande accadimento nasce qualcosa di nuovo e di diverso che cambierà il modo di scrivere, di fare arte, e magari in meglio.

In questo momento di “sospensione”, osserviamo e rivalutiamo tutto ciò che ci circonda e di cui, magari, ci eravamo dimenticati. La scatola teatrale, in questo periodo, forse non c’interessa più? Può essere, perché no! Ritorneremo a viverla, come se appartenesse anch’essa alla teoria vichiana dei corsi e ricorsi storici.

Il web come momentaneo palcoscenico

E la vostra alternativa al palcoscenico?

Stiamo portando avanti un talk sui social, nella pagina facebook della compagnia, Web e-motion performing nel quale i giovani autori presentano i loro video, tutti realizzati a partire dal mese di maggio, sul tema “Danza e architettura”. Ho voluto investire in questo progetto. I giovani autori hanno potuto realizzare dei video in luoghi con architetture suggestive e hanno avuto la possibilità di presentare i loro lavori. Gli abbiamo fatti lavorare in un altro modo. Ho voluto stimolare i giovani autori della compagnia, volevo che si confrontassero con altri mezzi con nuove idee, che si stupissero e ci stupissero. Abbiamo bisogno di stupirci perché, ahimè, credo abbiamo smesso di farlo da un po’.

GRUPPO e-motion – Foto: Paolo Porto

Spettacoli sì e spettacoli no

Gli spettacoli che avevate in programma sono stati annullati o riprogrammati?

In parte sono stati annullati e in parte riprogrammati.

Le coreografie in scena nei prossimi mesi sono state riadattate alle nuove norme dello spettacolo? Nei prossimi mesi porteremo in scena solamente soli o duetti riadattati con la musica dal vivo. Rispetteremo le regole riguardo il distanziamento sociale

La fase 3

Si parla della fase 3 ma lo spettacolo sembra non essere ancora entrato in questa fase. Cosa ne pensa?

Penso che il nostro paese deve dare allo spettacolo dal vivo la stessa attenzione che dà allo sport. Trovo assurdo che si possano fare alcuni sport di contatto, si possa ballare in discoteca e non si possa danzare se non si rispettano le distanze di sicurezza. La legge deve essere uguale per tutti.

Secondo Francesca La Cava quanto tempo ci vorrà per colmare questo gap?

Spero poco ma ho paura che non sarà così.

GRUPPO e-motion. Foto: Paolo Porto

Il covid-19 non ha cambiato la mia direzione

La sua ricerca, già indirizzata a tematiche sociali e culturali della nostra epoca, avrà certamente subito l’influenza dall’ attuale situazione; le chiedo allora se il suo lavoro stia prendendo nuove strade, si spinga cioè in direzioni differenti da quelle fino ad ora seguite, verso una nuova estetica.

Il lavoro della compagnia non ha preso direzioni differenti. Abbiamo iniziato le nuove produzioni rispettando il distanziamento ma non debutteranno nel 2020 appunto perché non vogliamo andare in direzioni differenti ma rispettare la ricerca e la drammaturgia sulla quale avevamo iniziato a lavorare all’inizio dell’anno. In questo mese abbiamo iniziato la creazione Without color con due danzatori africani ma francesi di adozione e Bach to dance, una nuova creazione sulle sei suite per violoncello di J.S. Bach.

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