Educazione

SALERNO – Proseguono gli incontri di Ra.I.D. Festivals – Talk About. Giovedì 13 maggio, infatti, si è svolta la seconda serata. Nuovi importanti ospiti per parlare del ruolo della danza nell’educazione dei giovani.

Il ruolo della danza nell’educazione

Dopo l’interessante primo appuntamento, proseguono gli incontri di Ra.I.D. Festivals – Talk About, il festival diretto da Maria Teresa Scarpa e di cui Campadidanza è partner.
Lo scorso giovedì 13 maggio, infatti, si è discusso del ruolo che l’arte e la danza svolgono dell’educazione delle giovani generazioni, affrontando le tematiche, individuando le emergenze e proponendo gli interventi a riguardo.

Ospiti di questa seconda serata sono stati: Maria Luisa Iavarone, docente di Pedagogia Sperimentale presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”; Eirene Campagna, dottoranda in Visual and Media Studies presso lo IULM di Milano; Daniele Ninarello, coreografo e danzatore.

L’evento, che volge sempre un occhio alla contemporaneità, ha visto anche la partecipazione di Raffaele Vitale presidente di FEDAS – Federazione Aziende dello Spettacolo.

Danza è empatia

Ha aperto la serata la professoressa Maria Luisa Iavarone, affermando quanto sia importante la danza nella crescita dell’individuo. Discipline quali la danza educativa e la danza terapia, appunto, possono aiutare a risolvere problemi dello sviluppo e disturbi relazionali. E ciò vale non soltanto per quei ragazzi che nascono in contesti socio-familiari difficili, ma per tutti i giovani.

Inoltre gli adolescenti, sempre più coinvolti nel mondo virtuale dei social, dopo un anno di didattica a distanza hanno rinunciato ad apprendere dal vivo. Ma l’apprendimento, sottolinea la docente, ha bisogno del corpo, della dimensione fisica. Senza si è molto più poveri.

Ecco dunque che la danza viene in soccorso: partecipare a laboratori artistici può aiutare questi ragazzi a colmare deficit di empatia. Può insegnare loro a riconoscere le proprie emozioni, a esprimerle e controllarle al meglio. A canalizzare le energie, che sono molte a quest’età.

Mantenere viva la memoria attraverso l’arte tersicorea

La dottoranda Eirene Campagna, che si occupa di museologia della Shoa, ha poi raccontato la realizzazione di alcuni spettacoli tersicorei a partire dalle testimonianze sull’Olocausto.

Il suo intervento, quindi, si è avvalso dell’ausilio di alcuni video relativi allo spettacolo Showup – come posso ricordare il volto che non so dimenticare, di cui la Campagna ha curato la regia. Si tratta di una produzione di MV danza Factory mentre le coreografie sono firmate da Simone Liguori.

Tale spettacolo nasce dalle testimonianze dei figli e nipoti di sopravvissuti al campo di concentramento che era presente a Campagna (SA), città di provenienza della dottoranda. Attraverso lettere scritte dai detenuti e altri documenti, quindi, le interpreti di Showup hanno avuto la possibilità di immedesimarsi, dando voce ai sopravvissuti attraverso il linguaggio tersicoreo.

Danzare per combattere il bullismo

Il danzatore e coreografo Daniele Ninarello, inoltre, ha riportato la propria esperienza con i ragazzi dell’istituto “Primo Levi” di Torino, coinvolti nel progetto Nobody nobody nobody – it’s ok not to be ok. Tale progetto si è svolto l’anno scorso durante il primo lockdown quando l’artista stava riflettendo sulla cultura della violenza, tristemente diffusa oggi.

Il laboratorio, quindi, è nato proprio dall’intento di voler trovare modalità per esprimere il malessere causato dal bullismo e da ogni forma di violenza in generale. Nel periodo in cui la didattica a distanza ha iniziato ad affermarsi, e forse anche per dare ai ragazzi un’alternativa ad essa, un gruppo di studenti ha svolto questo laboratorio dal vivo, in totale sicurezza e nel rispetto delle norme anti-Covid.

Giovani, quindi, che non erano abituati a danzare hanno elaborato le loro emozioni attraverso il proprio corpo, individuando gesti, posture e movimenti che potessero contrastare la cultura della violenza. Hanno avuto, così, la possibilità di confrontarsi con gli altri e soprattutto con se stessi, acquisendo maggiore consapevolezza.

La protesta dei tecnici dello spettacolo

Il secondo appuntamento di Ra.I.D. Festivals – Talk About si è concluso con l’intervento di Raffaele Vitale. Questi ha fatto notare che i lavoratori dello spettacolo hanno conquistato una certa visibilità mediatica nell’ultimo anno, visibilità che si è riflessa anche sui tecnici, categoria ancor più invisibile agli occhi dello Stato.

Ma, le aziende che danno lavoro ai tecnici sono, purtroppo, ancora ignorate dal Governo e non possono beneficiare dei ristori. Fedas chiede dunque di poter sedere ai tavoli di discussione in modo da poter ottenere certezze. Il lavoro del mondo dello spettacolo ha bisogno di pianificazione, di programmare tempi e modalità di ripartenze e ciò coinvolge anche le aziende dei tecnici.

Raffaele Vitale, dunque, invita tutti a scendere in piazza il prossimo venerdì 21 maggio per protestare insieme ai tecnici dello spettacolo. “453 giorni senza lavoro” ripetono i lavoratori e per questo porteranno in piazza, con un flashmob, luci ed effetti scenici, in poche parole la loro professione.

La scuola ha bisogno della danza

Da questo denso evento, infine, è emerso che la scuola deve cambiare: l’attuale sistema scolastico non è più sufficiente. Potrebbe essere migliorato introducendo laboratori artistici e di danza che aiutino i ragazzi a esprimersi e crescere. E molte scuole, per fortuna, si stanno già riorganizzando in tal senso.

Bisogna ricordare che l’arte è di tutti, e non appartiene a un gruppo ristretto di privilegiati. È anche attraverso l’arte che si esprime la democrazia e per tale motivo la danza dovrebbe vivere nei luoghi pubblici e non soltanto a teatro.

L’appuntamento, dunque, è giovedì 27 maggio con l’ultima imperdibile serata della seconda edizione digitale di Ra.I.D. Festivals – Talk About per parlare insieme di danza, arte e società.

È appunto possibile seguire il prossimo appuntamento in diretta streaming alle 19,30, sui canali social, Facebook Youtube e Instagram, del festival.

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Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.