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Dino Verga con l’Accademia Nazionale di danza in Mozambico

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Dino Verga, Gloria Giordano, Elisabeth Sjostrom con la Companhia Nacioal de canto e Companhia Nacional de Canto e Dança

            L’Accademia Nazionale di Danza è stata selezionata a partecipare a due progetti artistico culturali in Africa, all’interno del programma  Italia, Africa Culture del Ministero degli Affari Esteri (MAECI), con il supporto del MIBAC e con i finanziamenti dell’Unione Europea per  Erasmus+ KA107, la possibilità cioè di scambi di studenti e docenti anche con Paesi al di fuori dell’Unione.

I due paesi africani con cui si sono realizzate le relazioni artistico didattiche sono il Senegal e il Mozambico. A Dakar, presso la la Ecole des Sables , fondata da Germaine Acogny, Cavaliere dell’Ordine al Merito, Ufficiale dell’Ordine delle Arti e Lettere della Repubblica francese e Cavaliere dell’Ordine Nazionale del Leone del Senegal, storica interprete del coreografo Maurice Bejart, è stato elaborato Sables Mobili, percorso che ha previsto la partecipazione di due docenti dell’AND (tecnica contemporanea e percussionista accompagnatore) e tre studentesse del 3 triennio compositivo che hanno partecipato, insieme ad un gruppo di otto danzatori senegalesi,  alla creazione del coreografo Giorgio Rossi, già ospite in AND con il brano Circolarità nei Percorsi della scuola di Coreografia (prod. Artistica 2019).

In Mozambico,  invece,  l’AND ha partecipato  ai festeggiamenti della Companhia Nacional de Canto e Dança  per il quarantesimo Anniversario dalla sua fondazione, con un progetto didattico concordato che ha coinvolto tre docenti impegnati in lezioni di tecnica contemporanea, composizione e relative metodologie. Gloria Giordano, docente di Teoria della danza ha proposto lo studio del saltarello come danza tradizionale italiana, Elisabeth Sjostrom si è occupata di composizione coreografica, materia di cui è docente in Accademia, e Dino Verga, docente di tecnica contemporanea si è impegnato nella didattica della propria disciplina.

Abbiamo chiesto al professore Verga di raccontare la sua esperienza, umana e professionale:

Si festeggiavano, a Maputo in Mozambico, i quaranta anni della Compagnia Nacional de Canto e Danca che è l’unica compagnia statale in Mozambico e quindi siamo stati invitati a fare lezioni di tecnica e metodologia ai danzatori professionisti. Da lì abbiamo preso contatti con l’ ISARC, l’Istituto Superiore di Arte e Cultura che è un college a Machava, vicino a Maputo. Si trattava di un incontro di presentazione, ma dopo la prima lezione, visto l’entusiasmo dei ragazzi, si è trattato di un workshop che è durato per tutto il periodo del nostro soggiorno lì con alcuni studenti dell’ISARC. Nel college studiano ogni tipo di danza, dalla classica alla contemporanea, e sono interessati ad ogni tipo di nuova proposta coreica.

È stata un’esperienza emozionante?

Si il loro entusiasmo ci ha coinvolto ed emozionato. La voglia di conoscere dei ragazzi è stata sorprendente, ma anche i professionisti della compagnia hanno manifestato una grande curiosità ed attenzione anche per i dettagli. Loro ovviamente sono adulti e benché siano improntati alle danze tradizionali,  sono stati attentissimi ad ogni particolare che gli veniva proposto. Le lezioni erano sia di tecnica che di composizione per creare un laboratorio che è servito alla loro formazione.

Era la prima volta che andava in Africa?

No c’ero già stato con i progetti Erasmus+ ed all’inizio ero perplesso perché pensavo che il nostro lavoro fosse troppo estraneo ai loro corpi e soprattutto alla loro cultura. Invece ho scoperto che è molto importante lasciare in il seme di una cosa nuova, una proposta di movimento che non avevano mai fatto prima. È stato bellissimo vedere in loro la scoperta e l’acquisizione di una novità che sicuramente sarà preziosa per il  lavoro futuro, ma anche per un arricchimento personale, così come lo è stato per noi. Non è la prima volta che, trovandomi in Africa, mi capita di fare molte più lezioni del previsto, più do e meglio mi sento. Anche le colleghe, con cui abbiamo sempre lavorato in compagnia e collaborazione, sono state ricambiate da molto entusiasmo. Ad esempio è stato bellissimo vedere con quanta attenzione hanno imparato e re-interpretato il saltarello, insegnato loro da Gloria Giordano, che potrebbe sembrare semplice a confronto con le loro danze super ritmate, molto fisiche e pluridirezionali, ed invece è stato studiato con interesse e attenzione anche per i piccoli particolari.

Questo progetto si è concluso con questo seminario?

Per ora sarebbe terminato ma abbiamo lasciato grande interesse e il direttore dell’ISARC è motivato ad organizzare ulteriori scambi tra studenti e docenti. Ovviamente è un problema economico che è complesso sia per noi che per loro. Il dialogo è aperto e quindi speriamo di strutturare nuovi contatti per il futuro anche se delle relazioni culturali già esistono. Mentre eravamo lì c’era una rassegna internazionale  di danza contemporanea a Maputo Kinani International Contemporary Dance Platform, e abbiamo incontrato Roberto Castello che era lì con la sua compagnia. Si stanno lanciando le basi di rapporti che sia sulla formazione, con l’Accademia di danza, che per lo spettacolo, con il Mibac, diano vita a future stimolanti collaborazioni.

Roberta Albano