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Danza in città: la bella kermesse salernitana si chiude sotto la pioggia

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SALERNO- Danza in città è la tre giorni organizzata da RaID Festivals, network nato da un’idea di Borderline Danza di Claudio Malangone per la circuitazione delle compagnie e la creazione di nuovi spazi di comunicazione artistica tra festivals, artisti e territori.

Dal 25 al 27 settembre, presso il teatro del Centro Sociale di Pastena, Salerno, si è potuto assistere a diverse proposte: compagnie residenti in regione, realtà provenienti da altre regioni d’Italia, scuole di danza e gruppi emergenti che destinano parte della loro programmazione formativa allo studio della danza contemporanea nelle sue molteplici sfumature.

Danza in città: la prima serata è “in casa”

Il 25 settembre è la serata che ha aperto il weekend e la programmazione offerta al pubblico è un vero e proprio made in Campania. Interno 5, Art Garage, ARB Dance Company e Benedict Dance Company sono le realtà che hanno presentato i propri lavori.

Il pubblico ha potuto godere della visione di Antigone (dream on) di e con Angelo Petracca presentato da Interno 5 di Antonello Tudisco, un lavoro suggestivo e probabilmente elitario per gli spettatori. Tenuti lì fermi, con gli occhi spalancati, hanno prima accompagnato lo sventolio di una gigante bandiera bianca e successivamente hanno sospeso il fiato dinanzi alle “difficoltà” esecutive e i movimenti reiterati del giovane autore. Un lavoro ammiccante, generatore di un lento ma efficace processo empatico con lo spettatore.

Poi è stata la volta di ARB Dance Company con Le città invisibili, un lavoro firmato da Roberta De Rosa, danzato da Martina Fasano accompagnata dalla meravigliosa interpretazione attoriale di Michele Casella; e Art Garage con Studio su Klee, lavoro firmato da Fabrizio Varriale e ricco di suggestioni e reminiscenze circa il pittore Paul Klee, astrattista e artista polivalente.

Danza in città: la seconda serata con Lazio e Toscana

Movimento in Actor, Twain Physical Dance Theatre, Movimento Danza e Arte Danza Project sono le realtà che si sono avvicendate il 26 settembre. Una serata tutta al femminile dove a farla da padrone sono state le donne, quattro per la precisione, in scena con quattro assoli. Leila Ghiabbi con Me pareva na favola, lavoro di matrice autobiografica a narrazione di un’esperienza malsana avuta con l’uomo amato, troppo geloso e morboso di possesso. E’ lei l’autrice presentata da Movimento in Actor.

Nothing to declaire è il lavoro firmato da Yoris Petrillo e danzato da Carolina Loiseau, presentato da Twain Physical Dance Theatre. Un lavoro interessante e un interprete di livello. Un palcoscenico pieno di zaini di diversa dimensione e un pubblico proiettato lì, al gate, in aeroporto. Un lavoro sull’abbondanza vuota e la ricchezza effimera. Riempire per svuotare, svuotare per riempirsi.

Poi c’è Sonia Di Gennaro, interprete del lavoro Polvere: minutissime particelle incoerenti di Gabriella Stazio, al debutto assoluto. Un lavoro che nasce da un piccolo estratto coreografo di un precedente lavoro di Movimento Danza, compagine campana scelta per gli onori di casa, che regala al pubblico l’estro performativo di una danzatrice forte, vigorosa, virile e femminile allo stesso tempo. Una danzatrice dalla carta di identità over 35, ma che dimostra di avere ancora stimoli, verve e dote. Una scelta vincente di Gabriella Stazio, il miglior interprete per il suo criptico lavoro.

Danza in città: la chiusura con le isole e il Veneto

L’ultimo giorno è la volta di Naturalis Labor, Petranura Danza ed Estemporada, rispettivamente Veneto, Sicilia e Sardegna, con i giovani studenti dell’ASD Mattox.

La proposta artistica della compagnia veneta di Luciano Padovani, si intitola In Between, firmata e interpretata da Michal Mualem e Giannalberto De Filippis. Gesti delicati si intrecciano con tocchi sopraffini, dinamiche vigorose trovano riposo di fronte a sguardi intensi, sorridenti e ricchi dell’amore che unisce i due interpreti e i due autori; danzare amorevolmente con i figli piccoli belli comodi in platea non ha prezzo e probabilmente, rappresenta il cardine motivazionale di un lavoro che eleva poeticamente la relazione.

Laura Odierna e Salvatore Romania sono gli autori di Tempo 3.1, lavoro proposto dalla compagnia siciliana. La musica dal vivo incontra, accompagna, riceve, sublima e sostiene la meravigliosa danza di Salvatore Romania, interprete perfetto capace di alternare momenti di solo a momenti di duo con il gonfiabile umano presente sulla scena, tutt’altro che inerme e passivo.

Interessante anche la proposta sarda, Interferenze 1.0, lavoro di Livia Lepri danzato egregiamente dalle due giovani interpreti Noemi Ravot e Marta Bullitta. Una selezione musicale e una scelta stilistica totalmente in contrasto con le proposte delle precedenti compagini menzionate.

A chiudere la serata, la scuola di danza di Manuela Conte, Lorenzo Polimene e Marilù Cavallo, che presenta Politi…Che?, esito performativo di un progetto di formazione condotto da Luigi Aruta.

Per concludere

RaID Festivals è presente dal 2010 sul territorio salernitano. Progetto attivato e realizzato da Borderline Danza, negli anni è riuscito a portare a Salerno compagnie e interpreti di qualità, accreditati a livello mondiale. La tornata danzante del 2020 però non si chiude con Danza in città, ma si arricchisce di altre due serate. In collaborazione con il Teatro d’Europa di Avellino, il 31 ottobre e il 14 novembre andrà in scena RaID Off Incursioni in Irpinia con altre interessantissime proposte.

Per saperne di più, visita il sito www.raidfestivals.com .

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Luigi Aruta
Danzatore, docente di danza e chinesiologo. Opera come performer e giovane autore in Borderline Danza di Claudio Malangone e collabora come danza-educatore con enti e associazioni. Attivo nel campo della ricerca pedagogico-didattica, porta avanti un'indagine sui vantaggi della danza come dispositivo di adattamento cognitivo e sociale.