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Dance Composition /4: Laban dal multiforme ingegno

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La capacità di Rudolf Von Laban di comprendere il movimento umano ha anticipato, esplorato e dato inizio ad una visione completamente nuova della danza, ampliandone gli ambiti e le discipline. La ricerca del movimento per Laban infatti non si dirige esclusivamente verso il Tanztheatre e verso lo studio di una disciplina che un danzatore professionista deve intraprendere per arrivare ad una rappresentazione di fronte ad un pubblico, ma è anche e soprattutto Tanztempel, quindi il movimento e la danza con le sue potenzialità sociali, comunitarie, pedagogiche. Il suo ampio ed intenso lavoro di ricerca è stato sempre guidato da un approccio globale e trasversale del movimento umano, all’interno del quale si trova la danza come espressione artistica, estetica, sociale, educativa, simbolica. Laban ha inteso la danza per quello che è, un bisogno ed una forma primaria ed allo stesso tempo privilegiata dell’espressione umana.

“Gli studi di Laban hanno avuto un’influenza profonda anche fuori dal campo della danza: per il teatro, per gli studi sulla comunicazione non verbale, l’ergonomia, la psicoterapia, la pedagogia, la medicina della riabilitazione, lo sport e perfino il comportamento animale.”(1)

Laban e la Danzaterapia

Le ricerche di Laban hanno valorizzato le capacità creative di ogni individuo al di là ed al di fuori della “tecnica” e dei condizionamenti classico-accademici dando un contributo importante, tra i tanti, alla nascita della danzaterapia ed influenzando la psicoterapia corporea di Wilhelm Reich (1897/1957). Infatti durante la Repubblica di Weimar in Germania era attivo un movimento berlinese di consapevolezza corporea di cui facevano parte Elsa Gindler (1885/1961), lo stesso Laban, Elsa Lindenberg (1906/1990) compagna di Weilhem Reich ed allieva e danzatrice di Laban al Teatro dell’Opera di Stato Berlino nello stesso periodo in cui Laban ne fu il Direttore della sezione danza (1940/1934). la Lindenberg rappresenta l’anello di congiunzione tra Laban e Wilhelm Reich che negli stessi anni sta già dirigendo le sue ricerche sulla libido e la sessualità. Lo stesso Reich partecipa ad uno corso di danza estivo in Norvegia, esperienza che gli consente di conoscere con maggiore precisione gli atteggiamenti del corpo.

Danza movimento terapia

“….. (il) saggio di Viktor Amacher, Elsa Lindenberg e Wilhelm Reich. La danzatrice espressiva e lo psicoanalista…….rivela l’incidenza sullo sviluppo del giovane Wilhelm Reich della danza moderna di Rudolf Laban, alla cui scuola apparteneva l’allora compagna di Reich, Elsa Lindenberg. Il contatto con la danzatrice espressiva ha insegnato a Reich a vedere il corpo, a studiare dettagliatamente i suoi movimenti e a cercare di liberarne il “movimento espressivo naturale”. E grazie alla sua formazione psicoanalitica Reich alla fine è riuscito a fondere insieme due differenti significati o livelli del corpo: il corpo come traccia verso il passato (nella tradizione di Sandor Ferenczi), e il corpo come mezzo espressivo (nella tradizione di Rudolf Laban). Questa duplice ramificazione è rimasta fondante anche per il setting dell’analisi bioenergetica.”  (2) Per cui possiamo dire che “Reich ha preso da Laban il risalto dato dalla scoperta del movimento espressivo naturale, lo ha trasferito in un setting di psicoterapia e ha poi modificato, nel corso degli anni, il modo di usare le tecniche fisiche per conseguire questo scopo. (George Downing 1994) “ (3).

Laban e la riabilitazione dei feriti di guerra

Ma non si ferma qui. Trasferitosi in Inghilterra nel 1938 Laban impiega le sue conoscenze sul movimento per la riabilitazione dei feriti di guerra, approccio che ricorda quello che aveva già avuto Joseph Hubertus Pilates (1880/1967) durante la Prima Guerra Mondiale, sempre in Inghilterra, quando viene internato nel campo di prigionia dell’isola di Man. E’ in quel campo di prigionia che Pilates sviluppa la concezione delle sue “macchine” sperimentando l’azione delle trazioni proprio con i letti dei feriti di guerra, che in questo modo potevano riabilitarsi rimando sdraiati.

Joseph Pilates

Sappiamo che Laban e Pilates si ritrovarono ambedue ad Amburgo tra la fine dell’agosto 1923 e la fine del 1925. Non è certo che si siano incontrati. Se questo avvenne probabilmente non lo sapremo mai, poichè non esiste traccia in nessun archivio di questo possibile incontro, anche in virtù del fatto che molti degli archivi di Laban e della Scuola di Amburgo furono in parte distrutti. E’certo che ambedue si interessarono alla riabilitazione dei feriti di guerra. E’ probabile che Laban abbia provato gli esercizi e le macchine di Pilates o abbia assistito ad una dimostrazione ed una spiegazione del metodo fatta da Pilates, il che spiegherebbe l’affermazione di Pilates : “Laban prese nota di quello che facevo” (4).

Laban e “la ricerca sul movimento industriale

Sempre in Inghilterra Laban intraprende lo studio di un protocollo per il coordinamento dei movimenti degli operai nelle industrie. “Con l’industriale Frederic Charles Lawrence, si occupa della relazione tempo-movimento nell’industria studiando la disposizione degli strumenti di lavoro più efficaci ma anche i movimenti più corretti per ridurre la fatica.”(5)  Infatti su richiesta di Lawrence, management consultant nel campo industriale, dal 1941 Laban è invitato a lavorare alla necessità di riqualificare le donne per lavori abitualmente ricoperti dagli uomini, che avevano dovuto lasciare i posti di lavoro per andare al fronte di guerra. Lawrence gli propose di studiare i ritmi del movimento in una rilevazione sistematica delle forme, un sondaggio tra motivazione e metodo nella creazione di una azione umana, attraverso la progettazione di un “allenamento”, un metodo di lavoro da cui fosse possibile ricavare ed ottenere maggiore efficienza, piacere e soddisfazione, fino all’elaborazione di esercizi correttivi per i lavoratori dipendenti nelle fabbriche.

ll risultato di questa collaborazione è stato “Effort – Economy of Human Movement”, un libro pubblicato congiuntamente da Laban e Lawrence nel 1947.Una indagine a cui Laban si riferisce come “ricerca sul movimento industriale” con nuove concezioni sulle componenti del movimento di spazio, peso, tempo e flusso.

Laban e la Danza Moderna Educativa

Ma non basta. E’ Laban il precursore della danza moderna educativa a cui dedica una ricerca specifica ed una pubblicazione “Modern Educational Dance “nel 1948. Nella nota preliminare di questo testo afferma che “La convinzione che un insegnamento della danza ispirato ai principi della ricerca contemporanea del movimento, sia di grande valore educativo in quella fascia di età in cui la naturale urgenza del danzare del bambino…….” (6) era diventata una opinione già ampiamente diffusa in Gran Bretagna, come quella che l’insegnamento della danza dovesse essere preso in considerazione nell’educazione scolastica. “Negli anni Cinquanta le teorie di Laban sul movimento si diffondono rapidamente all’interno delle istituzioni scolastiche del Regno Unito e la modern educational dance entra a far parte dei programmi di molti istituti secondari e di numerosi colleges.” (7)

 Per Laban mentre i movimenti della quotidianeità sono diretti al raggiungimento di uno scopo, la danza, come il gioco, non ha un fine secondario se non il movimento stesso. Ancora una volta Laban si avvicina con le sue ricerche alle scienze psicomotorie quando si chiede “Da dove proviene l’impulso del movimento? L’impulso che è trasmesso dai nostri nervi e muscoli e che fa muovere le articolazioni dei nostri arti, prende origine da effort interiori” (8).

Rudolf Von Laban e Lisa Ullmann

Già nel 1941, in occasione di uno storico Simposio alla presenza dall’Ispettorato di Sua Maestà, Laban e Lisa Ullmann (1907/1958) compagna ed instancabile collaboratrice di Laban dal 1938, presentarono una lezione dimostrativa che illustrava i concetti dell’educazione alla danza e il suo potenziale come materia nel sistema educativo statale. Il Board of Education stabilì una direttiva secondo cui una lezione alla settimana di “Modern Educational Dance” doveva diventare un requisito del curriculum di ogni allievo nell’educazione britannica, poiché grazie al suo approccio fenomenologico nell’ apprendimento, all’intreccio di teoria e pratica, alla sfida all’azione creativa che sviluppa sicurezza e capacità di risoluzione dei problemi, la danza rappresenta un mezzo potente che migliora la vita dei bambini.

Il movimento per Laban, così come per le scienze neuromotorie, è un bisogno, un bisogno interiore e primario dell’uomo. In sostituzione dei tradizionali esercizi standardizzati la danza moderna educativa propone ai bambini dei temi, dove ogni tema rappresenta una proposta di movimento in base alle fasi di sviluppo del bambino stesso. Lo studio della danza per i bambini diviene laboratorio di movimento. Laban formula sedici temi fondamentali del movimento: i temi relativi alla consapevolezza del corpo; i temi relativi alla consapevolezza del peso e del tempo; i temi relativi alla consapevolezza dello spazio; i temi relativi alla consapevolezza del flusso e del peso del corpo nello spazio e nel tempo; i temi relativi all’adattamento all’altro; i temi relativi all’uso funzionale degli arti; i temi relativi alla consapevolezza di azioni singole; i temi relativi ai ritmi delle azioni di lavoro. Di questi sedici temi una seconda parte sono definiti “temi di movimento avanzati” come : temi relativi alle forme di movimento; temi relativi alla combinazione delle otto principali azioni di effort; temi relativi all’orientamento spaziale; temi relativi alle forme e agli effort che usano differenti parti del corpo; temi relativi all’elevazione dal suolo; temi relativi al risveglio del senso di gruppo; temi relativi alla formazione di gruppi; temi relativi alle qualità espressive di movimento o mood – caratteri del movimento. Ognuno di questi temi è potenzialmente un laboratorio di composizione coreografica, per qualsiasi età e livello tecnico/formativo. Ancora una volta Laban ci rivela tutta la sua capacità di andare oltre.

La capacità di Laban di essere multiforme, eclettico nella sua assoluta fedeltà al corpo umano ed al movimento, rivoluzionario, trasversale nello studio e nell’applicazione metodologica del movimento e poi della danza  nasce da “…..un’idea abbastanza precisa della correlazione rilevante che Laban intravedeva tra i modelli di movimento del corpo e la vita interiore dell’individuo, tra rappresentazione attraverso il movimento e comprensione della personalità: “la sorprendente struttura del corpo umano con le sue incredibili possibilità d’azione rappresenta uno dei maggiori miracoli dell’esistenza. Ogni fase del movimento, ogni minimo trasferimento di peso, ogni singolo gesto di qualsiasi parte del corpo rivela un aspetto della nostra vita interiore. Ogni movimento ha origine da una sollecitazione interna, causata da un’impressione sensoriale immediata o da una complicata catena di impressioni sensoriali già esperite e fissate nella memoria. Questa stimolazione dà luogo a un volontario o involontario sforzo interiore o impulso al movimento.” E: “la rappresentazione attraverso il movimento è una sintesi, ossia il processo unificante che culmina nella comprensione della personalità nel sempre mutevole flusso della vita”. [2 ] – (9)

E’ il corpo il centro del mondo.

Il movimento

Il precursore della centralità del corpo e della sua capacità di apprendimento del movimento, Rudolph Von Laban è un acuto osservatore dei fenomeni motori. “Laban ha posto il corpo al centro della struttura dell’icosaedro e ha frammentato parti e possibilità di movimento per analizzarne i flussi di energia e le dinamiche del corpo. In accordo con Laban, la danza trova fondamento nella scienza per un suo più autentico risveglio”. (10)

La strenua capacità di investigazione empirica sul corpo ed il movimento portata avanti da Laban, trova oggi ampio riscontro in ambito neuroscentifico ed in particolare dalle ricerche intraprese dopo la scoperta dei neuroni specchio nel 1991 da parte di Giacomo Rizzolatti e del suo team dell’Università di Parma, da cui hanno preso il via nella comunità scientifica molte indagini ed esperimenti su come questo meccanismo si trovi alla base della danza e delle arti performative più in generale. Le scienze cognitive oggi affermano quello che ogni danzatore ha sempre saputo, che la percezione del movimento del mio corpo non accade solo nel mio corpo e nel mio cervello, ma coinvolge tutto il mio essere me stesso, tutto il mio sistema neuromotore, e che questi “contenuti” vengono trasmessi “in diretta” a coloro che sono lì semplicemente a guardarmi, nella pienezza delle sue sensazioni grazie all’effetto “mirror” dei nostri neuroni. Quella che John Martin nel 1933 definisce metacinesi “….un mezzo per trasferire un messaggio estetico ed emozionale dalla coscienza di un individuo a quella di un altro” ( 11)  con il movimento, dove “…correlata a questa cinesi, c’è un presunto accompagnamento psichico chiamato metacinesi, dove la correlazione deriva dalla teoria che il fisico e lo psichico sono soltanto manifestazioni di una stessa realtà”.(12)

Laban Movement Analysis – Moving on Center

L’affermazione di Marleau-Ponty “Se è vero dunque che io ho coscienza del mio corpo mediante il mondo, è anche vero, per la stessa ragione, che il mio corpo è il perno del mondo” (13) appare oggi l’unica possibile, poiché il corpo ed il movimento sono alla base di ogni processo cognitivo.

E’ la scoperta dell’effort, la cui traduzione italiana in “sforzo” è estremamente penalizzante, a rendere la ricerca di Laban una ricerca irrinunciabile e permanante della danze e della coreografia contemporanea. Poiché è l’effort quello che “precede” l’azione, lo spazio tra l’essere ed il fare, quella zona personale incontaminata eppure così densa di attività cerebrale, emotiva, il “salto” verso l’esterno: il movimento. L’effort non è solo l’aspetto interiore del movimento, è lo stato di vuoto, quindi la mancanza che diventa bisogno che procede lo stato di “tensione verso”, e che non è solo uno stato fisico, ma emotivo, affettivo, interamente corporeo che porta il corpo verso il movimento come soddisfacimento di uno stato di disequilibrio interno che ci muove verso l’esterno di noi stessi. E Laban dedica tutto sé stesso alla ricerca del movimento in una prospettiva psicosomatica.

Ne “L’arte del Movimento” la cui prima edizione inglese risale al 1950, Laban inizia le pagine di questo libro con la frase: “L’uomo si muove per soddisfare un bisogno” (14) ed esplora la relazione tra la motivazione interiore del movimento e il funzionamento “esteriore” del corpo.

Lo sforzo può essere il modo in cui identificare la qualità di un movimento, la sensazione che proviamo mentre ci muoviamo o che possono avere per gli altri guardando il nostro movimento e che Laban ha chiamato “Action Efforts”

Laban Effort Graph.

“ Laban called them the ‘Efforts of Action Drive’. In other words, they are the key types of Effort that are expressed when we are motivated to act. Laban named these Effort qualities: Floating, Dabbing, Wringing, Thrusting, Pressing, Flicking, Slashing, and Gliding “ (15)

Per Laban le otto azioni fondamentali di sforzo – fluttuare, scivolare, torcere, premere, scrollare, piccihettare, frustare, colpire –  “rappresentano una successione di combinazioni di peso, tempo e spazio, basata su due principali atteggiamenti mentali che implicano da un lato la funzione oggettiva e dall’altro la sensazione del movimento. Benchè l’uno non esiste mai completamente senza l’altro, vista l’unicità dello sforzo, ciascuno di questi atteggiamenti può diventare così preponderante che, per ragioni pratiche, ci si può riferire ad ognuno per sé.”  (16)

Il fattore di movimento flusso – flow – per Laban è alla base del movimento stesso, per l’importante ruolo che riveste per l’espressività poiché è “in grado di stabilire relazioni e comunicazioni tra l’interno inward , con il proprio sè stesso e l’esterno outward. Quindi è l’ultima e più importante qualità dello sforzo: flusso verso l’interno, flusso verso l’esterno considerando la fluidità del movimento come un continuum che si diversifica in Flow free or bound”. (17)

Il corpo del danzatore “inserito” nell’icosaedro prende coscienza delle direzioni di moto del movimento che combinate allo sforzo, al peso, al flusso ampliano all’infinito le possibilità espressive del movimento stesso.

Di qui la necessità sostanziale di una completa teoria del movimento (Kraft-Raum – Zeit ossia Energia-Spazio-Tempo) che penetri le forze e le tensioni motorie che animano il corpo (Kraft), individui i criteri delle loro direzioni ed espansione nello spazio (Raum) …….e determini e fissi i ritmi dell’interazione energia/spazio e delle sue risultanti dinamiche (Zeit).”(18)

La scoperta delle leggi della nuova danza di Laban procede con la scoperta o l’invenzione di un corpo “consapevole”:

“Improvvisazioni, ed esercizi dinamici soprattutto collettivi permettono di comprendere e guidare i flussi di energia dominati da fattori fondamentali di “tensione e “rilassamento” di distinguere tra movimenti “centripeti” e “centrifughi” tra “impulsi”, “tensioni” e “slanci” tra equilibri e disequilibri e successioni e successioni, di dominare cioè la creazione e l’uso di un articolato livello pre-espressivo del movimento. La dimensione corale delle esercitazioni contribuisce a sviluppare il senso dello spazio, della interazione dinamica, del disegno complessivo del movimento (coreutica), nonché a padroneggiare i ritmi personali e di gruppo. Il livello espressivo, l’immissione di “significati”…..si innesta su questa preparazione di fondo e trasforma il movimento in danza.….La musica …non può avere con questi processo estetico-pedagogico rapporti diretti, ma solo subordinati e anche assai tardivi. All’inizio la ricerca si svolge in silenzio attenta solo alla ricerca dei ritmi interiori; in un secondo tempo quando l’allievo abbia acquisito la coscienza dei propri ritmi, essi possono essere accompagnati e sottolineati da colpi di strumenti a percussione( di solito tamburelli) che incitano il movimento e aiutano la concentrazione; solo in una fase molto avanzata, quando l’allievo non rischia più di usare la musica “come una stampella”,imitandola e lasciandosene guidare, può con prudenza esercitarsi con essa. Il danzatore completo farà nascere da se stesso la propria musica, che rifletterà non solo il ritmo, ma anche la tonalità e l’armonia della danza e che acquisirà nuove possibilità tecniche ed espressive. ” (19)

Vai alla prima parte dello speciale “Dance Composition”: Dance Composition /1: siamo tutti coreografi?

Vai alla seconda parte dello speciale “Dance Composition”: Dance Composition /2: The Coreographer’s Toolbox – la cassetta degli attrezzi del coreografo

Vai alla terza parte dello speciale “Dance Composition”: Dance Composition /3: The Laban Technique

Fonti e citazioni

Silvana Barbacci – Labanotation: un linguaggio universale per la trascrizione del movimento Master in Comunicazione della Scienza – SISSA 2002  (1) ;  (5)

Dott. Christoph Helferich – Il progetto: analisi bioenergetica e arti espressive – www.christoph helferich.it (2)

Antonella Marengo – Dalla danza espressiva all’introduzione del corpo nella psicoterapia – 2004 – Danzasi (3)

Javier Pérez Pont – Esperanza Aparicio Romero – Joseph Hubertus Pilates : La biografia – HakaBoooks. Com 20 (4)

Rudolf Von Laban – La danza moderna educativa – tradotto e commentato da Laura Delfini e Franca Zagatti – 2009 Ed. Ephemeria (6); (8)

Nicola Sensale – Breve storia della danzaterapia – Istituto di Formazione RES – (7) ;(9)

Andrea Zardi – La percezione del corpo in scena e lo spettatore – Un approccio neuro-scientifico –2018 journals.openedition.org.mimesis (10)

John Martin – La Modern Dance – 1991 -Di Giacomo ed. (11) ; (12)

 Maurice Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, Milano, Bompiani, 2009 (13)

Rudolf Von Laban “L’arte del movimento”  – a cura di Eugenia Casini Ropa e Antonello Andreani – I libri dell’Icosaedro – 1999 – (14) ; (16)

Eugenia Casini Ropa, a ccura di “La danza e l’agitprop – i teatri-non-teatrali nella cultura tedesca del primo Novecento – il Mulino -1988 (18) ; (19)

labaneffortsinaction.com (15)

Gabriella Stazio – I principi della danza moderna # la forza # 5 / seconda parte – Campadidanza – 2018 (17)

labaninstitute.org

Sandra K. Lauffenburger   – unfetteredmovement.org –

Rudolf Von Laban – wikipedia.org

Vera Maletic – Body – Space – Expression The Development of Rudolf Laban’s Movement and Dance Concepts – Mouton de Gruyter Berlin · New York · Amsterdam 1987 Mouton de Gruyter (formerly Mouton, The Hague) is a Division of Walter de Gruyter & Co., Berlin.

Alessandro Pontremoli – La Danza. Storia,teorie,estetica del Novecento – 2008 – Ed.Laterza

Luís Santos and Jorge Dias – Laban Movement Analysis towards Behavior Patterns–  Instituto de Sistemas e Robótica, Departamento de Engenharia Electrotécnica e de Computadores Faculdade de Ciência e Tecnologia da Universidade de Coimbra Pólo II, Pinhal de Marrocos, Coimbra, Portugal

Nicola Sensale – Il corpo nel lavoro terapeutico in gruppo– Tesi di laurea di psicologia – Università della Valle d’Aosta – 2017 – Docsity

Lisa Ullmann – en.wikipedia.org

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Gabriella Stazio
Direttore artistico, manager ed insegnante del centro internazionale "Movimento Danza”, fondato a Napoli nel 1979 ed accreditato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come "Organismo di Promozione Nazionale della Danza”. Coreografa e direttore artistico della pluripremiata "Compagnia Movimento Danza" e del "Performing Arts Group". Direttore artistico ed event manager di rassegne, festival, eventi e bandi di danza contemporanea. Promotrice italiana e direttore artistico della "Giornata Mondiale della Danza". Editore di "Campadidanza Dance Magazine". Presidente di "Sistema MeD - Musica e Danza Campania", associazione aderente all’Unione Regionale Agis Campania.