Home News C’era una volta Lo Schiaccianoci

C’era una volta Lo Schiaccianoci

216
Moscow Classical Russian Ballet
Moscow Classical Russian Ballet

“Chissà cosa ci avrà regalato il padrino Drosselmeier! non faceva che ripetere Marie.

(Dal racconto Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi di E. T. A. Hoffmann)

In questo particolare anno, la tradizione del balletto natalizio per eccellenza, scorre più di ogni altro tempo lungo il filo della memoria, mantenuta viva attraverso il racconto della fiaba più ballata al mondo.

Sotto l’albero, una magica fiaba danzata

Addobbi di Natale, fiocchi di neve, doni, dolciumi e magie sono gli ingredienti del balletto per grandi e piccini più rappresentato al mondo durante le festività natalizie ovvero Lo Schiaccianoci. La favola tardo-romantica per eccellenza, i cui protagonisti non appartengono al mondo soprannaturale, come le silfidi o villi, ma sono tratti dal mondo reale. Il mondo fantastico ora è quello onirico di una bambina borghese che nel sogno incontra il suo principe con il quale intraprende un viaggio in un mondo fiabesco dei dolciumi.  

La fiaba natalizia di Čajkovskij e Petipa

La prima dello Schiaccianoci, ballet féerie in due atti e tre scene, fu al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il 18 dicembre 1892. Dopo il successo de La Bella addormenta Peter Ilich Čajkovskij e Marius Petipa si trovarono di nuovo a collaborare grazie anche al Principe Vsevolozskij, allora sovraintendente dei Teatri Imperiali, che propose come soggetto Nussknacker und Mäusekönig (Schiaccianoci e il re dei topi) di E.T.A Hoffmann, che aveva letto nella versione ridotta di Alexsandre Dumas padre.

La prima del balletto, il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

La musica di Čajkovskij

Čajkovskij, che conosceva già il soggetto ma non ne era molto entusiasta, lo riteneva poco adatto alla scena. Fu Petipa a convincerlo elaborandone un libretto un po’ diverso dalla fiaba originale. Per l’occasione il compositore decise di introdurre alcuni strumenti per bambini come la trombetta, il tamburo, i piattini, il cucù, i sonagli e i richiami per gli uccelli. Inserì poi anche dei piccoli tamburi da far suonare ai personaggi in scena, ma la novità assoluta, dal punto di vista strumentale, fu l’introduzione della celesta di Mustel. Čajkovskij aveva visto lo strumento a Parigi l’anno prima e volle assolutamente introdurlo nell’organico strumentale, inserendolo in alcuni passaggi del secondo atto, associandolo al personaggio della Fata Confetto (Passo a Due e Apoteosi). Lo strumento venne utilizzato anche nella suite, il poema sinfonico contemporaneo del balletto che venne eseguito in forma di concerto come anteprima della successiva realizzazione. Per la durata di circa venti minuti la suite utilizzava la stessa orchestrazione del balletto e fu diretta personalmente da Čajkovskij a San Pietroburgo il 7 marzo 1982, con enorme successo.

Costumi originali di Mamma Cicogna e i pulcinella, ad opera di Vsevoložskij per la prima del balletto, 1892
Bozzetto originale di Konstantin M.Ivanov (non parente del coreografo) per la prima del balletto del 1892

La coreografia di Petipa

I lavori di coreografia affidati a Petipa passarono in corso d’opera a Lev Ivanov. Petipa dovette assentarsi spesso per malattia e a Ivanov, che era il suo assistente, toccava spesso il compito gravoso di completare i lavori. Per la prima il ruolo della protagonista Clara (o Maša, diminutivo per i russi di Maria) fu affidata a una bambina della scuola mentre la Fata Confetto fu interpretata da Antonietta Dell’Era che pur essendo tecnicamente molto preparata non rese molto a livello espressivo, tanto che lo stesso Čajkovskij gli attribuì la scarsa resa del secondo atto. In realtà fu la numerosa presenza di bambini in scena, allievi della scuola di ballo, a creare un certo disequilibrio ma di questo non si accorse lo zar Alessandro III che invece rimase colpito dall’opera che elogiò con critiche molto positive. Passarono alcuni anni prima che i teatri d’Occidente avessero in cartellone Lo Schiaccianoci. La prima europea avvenne solo nel 1934 a Londra firmata Nikolaj Sergeev, quattro anni dopo in Italia, alla Scala di Milano.

Ol’ga Preobraženskaja (La Fata Confetto) e Nikolaj Legat (Il Principe) in Lo schiaccianoci (circa 1900)

A teatro, segui Lo Schiaccianoci

Atto I

Scena prima

1 L’ornamento, la decorazione e l’illuminazione dell’Albero di Natale

2 La marcia

3 Il Galop dei bambini – Arrivo degli ospiti

4 Arrivo di Drosselmeyer – Danza delle Bambole Meccaniche – Consegna dello Schiaccianoci a Clara

5 Lo Schiaccianoci – Danza del nonno

6 La partenza degli ospiti – La Notte

7 La Battaglia

Scena seconda

8 Una foresta di abeti in inverno

9 Valzer dei fiocchi di neve

Atto II

Scena prima

10 Il Castello Magico sulla Montagna dei Dolciumi

11 Arrivo di Clara e dello Schiaccianoci

12 Divertissement:

     La Cioccolata – Danza spagnola

     Il Caffè – Danza araba

Schiaccianoci di Amedeo Amodio. Danza araba

     Il Tè – Danza cinese

     Trepak – Danza russa

     Danza dei flauti

     Mamma Cicogna e i pulcinellini

13 Valzer dei fiori

  Scena seconda

Teatro San Carlo, Lo Schiaccianoci-2017_foto:FSqueglia

14 Pas de deux:

       Il Principe e la Fata Confetto

– Entrata

 – Variazione 1: Tarantella

  – Variazione 2: Danza della Fata Confetto

Lauren Cuthbertson è la Fata Confetto. (c) ROH – Tristram Kenton

     15 Valzer finale e Apoteosi

Iscriviti alla Newsletter


Fabiola Pasqualitto
Giornalista e critica di danza, danzatrice, coreografa, docente di materie pratiche e teoriche della danza, docente di Lettere e Discipline Audiovisive. Laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo e specializzata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Dal 1990 è direttore artistico e insegnante del Centro Studi Danza Ceccano e curatrice del ”Premio Ceccano Danza". E’ inoltre direttrice e coreografa della CREATIVE Contemporary Dance Company.