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Salerno riapre alla danza con Borderline/Déjà Donné e Versiliadanza

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Da sinistra: Virginia Spallarossa; Giada Ruoppo; Valentina Sechi e Antonella Iannone. Foto di Corinna Fumo

SALERNO – Dopo il lockdown, la danza torna ad animare il centro storico di Salerno: venerdì 4 settembre Versiliadanza e Borderline Danza, quest’ultima in collaborazione con Déjà Donné, hanno inaugurato la III edizione della Rassegna Danza Incontri organizzata da Antonella Iannone

Due magnifici assoli hanno incantato il pubblico del Teatro dei Barbuti: Retablo – il mio vestito è appeso là!, di e con Valentina Sechi per la compagnia toscana, e Nullos movet aura capillos, coreografia di Virgina Spallarossa di Deja Donnè, interpretato da Giada Ruoppo di Borderline.

Retablo – il mio vestito è appeso là!

Opera prima di Valentina Sechi, con la collaborazione di Paola Corsi e Spartaco Cortesi, Retablo – il mio vestito è appeso là! è un toccante ritratto di Frida Kahlo. La Sechi, che ha debuttato come coreografa con questa creazione l’anno scorso, mette in scena il dolore fisico e psicologico dell’artista messicana che, in seguito a un terribile incidente, ha sofferto tutta la vita indicibili pene. Valentina Sechi ha emozionato il pubblico incarnando con sensibilità artistica e abilità tecnica il travaglio e lo strazio della pittrice sud-americana. In Retablo, l’interprete ha saputo trasformare il proprio corpo in un manichino sconnesso, restituendo così un commovente sguardo su Frida Kahlo.

Valentina Sechi in Retablo – il mio vestito è appeso la! Foto di Corinna Fumo.

Nullos movet aura capillos

La collaborazione fra Déjà Donné, di Virginia Spallarossa, e Borderline Danza, di Claudio Malangone, ha dato vita a questo elegante assolo. Nullos movet aura capillos dalle Metamorfosi di Ovidio: “il vento non ne muove i capelli”. Nato da una suggestione della coreografa Virginia Spallarossa, ispirata dal mito di Niobe e dalle relative sculture agli Uffizi, Nullos movet aura capillos è il pianto straziante di una madre che ha perso i propri figli. Il dolore è tale da trasformarla in pietra ma, sulle suggestive note di musiche settecentesche, la materia marmorea prende vita e si fa aria, soffio vitale. La raffinata l’esecuzione della delicata interprete di Borderline, Giada Ruoppo, ha estasiato il pubblico del Teatro dei Barbuti. Incantevoli movimenti della tersicorea, le cui braccia sembrano cesellate nel marmo.

Giada Ruoppo in Nullos movet aura capillos. Foto di Gilles Toutevoix.

Calorosi gli applausi per le due danzatrici che, in pochissimo tempo, hanno saputo prepararsi al meglio regalando agli spettatori un meraviglioso spettacolo. La serata, che è stata ospitata entro il Barbuti Salerno Festival 2020, fa parte della Rassegna Danza Incontri organizzata da Antonella Iannone. La Iannone, come precedentemente affermato, ha ribadito che le compagnie sono pronte a esibirsi ma mancano gli spazi. Il calendario di Incontri è perciò ancora da stabilire, ma non mancheranno presto altri appuntamenti.

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Mariavittoria Veneruso
Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.