ph. hugo glendinning

BERLINO – Dal 5 al 7 marzo 2020, presso l’Haus der Berliner Festspiele, grazie alla collaborazione con Sadler’s Wells, la Rambert, una delle più antiche compagnie di danza britanniche, è andata in scena con Enter Achilles (1995), iconico pezzo dei DV8 diretto da Lloyd Newson.

Sin dal primo istante in cui si apre il sipario, sembra di essere davanti allo schermo di un cinema: il palco è l’esatta riproduzione di un pub inglese e i dieci performer in scena si comportano proprio come se fossero al bar con gli amici. Tra canzoni pop, scherzi irriverenti e un fiume di birra, i protagonisti di Enter Achiles si muovono con dinamiche fluide, passaggi di contact tra il goliardico e il sensuale, leve e sollevamenti per simulare spintoni amichevoli o danze sfrenate, acrobazie aeree e agili movimenti di giocoleria a cui fanno ricorso per non versare le pinte di birra sul pavimento. In un ritmo – anche emozionale – che diventa sempre più veloce e concitato, il cameratismo che caratterizza le interazioni tra i performer diventa sempre più esasperato, fino a travalicare i confini del politically correct e sfociare in commenti sessisti e comportamenti omofobi. Tra i giovani ‘Achille’ – macho men – che si riuniscono al pub per vedere la partita di calcio c’è anche chi, nella sua intimità, è capace di amare la propria bambola gonfiabile con più tenerezza di quanta alcuni uomini riescano a esprimere per le donne vere, ma in gruppo, tutti si dimostrano privi di pensiero critico: con il branco, anche il più sensibile tra loro, diventa superficiale e aggressivo come tutti gli altri.

Sebbene non manchino momenti di puro divertimento e tante risate, basta guardare le politiche LGBT di molti Paesi dell’Est Europa per rendersi conto che il pezzo di Lloyd Newson, pur avendo compiuto 25 anni, continua ad essere drammaticamente attuale. Notevole la prestazione della Rambert che riesce a ridare vita a un ‘classico’ (diventato anche un film vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui un Emmy internazionale e un Prix Italia), vero capolavoro della danza contemporanea.

ph. hugo glendinning

From the 5th – 7th of March 2020, thanks to the collaboration of Sadler’s Wells, Rambert, one of the oldest British dance companies, presented Enter Achilles (1995) – a DV8 iconic piece directed by Lloyd Newson – at the Haus der Berliner Festpiele.

From the very first moment when the curtain opens, it feels like you’re in front of a cinema screen. The stage is the exact reproduction of an English pub and the ten performers acted as though they were at the bar with some friends. Between pop songs, irreverent jokes and a river of beer, the protagonists of Enter Achilles move through fluent dynamics, transitions of exuberant and sensual contact, levers and lifts to simulate friendly pushes or unbridled dancing, aerial acrobatics and agile juggling movements to avoid pouring pints of beer on the floor. In a rhythm – which is also emotional – that becomes faster and more excited, the camaraderie that characterises the interactions between the performers becomes more and more exasperated, going beyond the edge of political correctness and resulting in sexist comments and homophobic behaviour. Among the young ‘Achilles’ – macho men – who gather in the pub to watch the football game, there are also those who, through their own form of intimacy, are able to love their inflatable sex dolls with more tenderness than some men can express for real women, but in a group, even the sweetest Achilles loses the capacity of critical thinking: with the pack, even the most sensitive among them becomes superficial and aggressive like everyone else.

Although there are moments of pure fun and lots of laughter, one need only look at the LGBT politics of many Eastern European countries to realize that the piece by Lloyd Newson, despite being 25 years old, continues to be dramatically current. The performance by Rambert is remarkable, as they manage to revive a ‘classic’, a true masterpiece of contemporary dance which has also become a film that has won many awards including an international Emmy and a Prix Italia 

Iscriviti alla Newsletter


Nicola Campanelli
Danzatore per la Compagnia di danza contemporanea “Connecting Fingers”, di base a Berlino, dove collabora con coreografi e direttori artistici di fama internazionale. E’ inoltre istruttore di Pilates.