Benessere

SALERNO – Seconda edizione digitale per Ra.I.D. Festivals – Talk About. Il primo appuntamento si è tenuto giovedì 29 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Danza.

Seconda edizione digitale per Ra.I.D. Festivals – Talk About, il festival diretto da Maria Teresa Scarpa e di cui Campadidanza è partner. Quest’anno tre imperdibili appuntamenti per discutere col pubblico di danza e cultura.

La danza come dispositivo di benessere sociale

Il primo incontro si è svolto lo scorso giovedì 29 aprile 2021, in occasione della Giornata Mondiale della Danza. Il tema della serata è stato il ruolo dell’arte come dispositivo di benessere sociale: aspetti storici, attualità e prospettive.

Su questo tema sono intervenuti esperti ospiti quali: Alessandro Pontremoli, docente di Storia della Danza presso l’Università di Torino; Alessandra Passaretti, dottoranda in Analisi dei Processi Sociali ed Economici presso l’Università Bicocca di Milano; Antonello De Rosa, attore, regista teatrale e direttore artistico dell’Associazione Scena Teatro.

Tra danza e scienza

La serata si è aperta con gli interventi dei tre ospiti, che hanno illustrato il proprio punto di vista in merito.

Il professore Alessandro Pontremoli ha riportato un interessante esperimento.

I saperi del corpo, che i danzatori hanno da sempre in se stessi, sono stati di recente confermati da alcune discipline scientifiche. Le neuroscienze, infatti, indagando il corpo e hanno dimostrato che l’esperienza estetica è un’esperienza di benessere psichico e fisico.

A Torino è stato condotto un esperimento con esperti del settore, psicologi, danzatori e studiosi. Quaranta i partecipanti, venti danzatori e venti persone che con l’arte tersicorea non avevano nulla a che fare. Ci si è avvalsi della risonanza magnetica funzionale, un esame non invasivo ma efficace per mostrare cosa accade al cervello quando si stimola il corpo.

Ai candidati sono stati mostrati una serie di video di danza, classica e contemporanea, ma anche scene di movimenti di vita quotidiana. I soggetti hanno risposto alla domanda posta loro: quanto ti sembrava difficile il movimento che hai visto? Le risposte saranno presto pubblicate in uno studio scientifico.

La cultura crea dipendenza

È stato poi il turno della dottoranda Alessandra Passaretti, che ha illustrato il suo ambito di ricerca.

I beni culturali, a differenza di qualsiasi altro bene nella nostra quotidianità, sono gli unici che non si esauriscono nel momento in cui ne usufruiamo, ma continuano a creare bisogni e necessità. La fruizione di beni culturali crea quella che potremmo definire una dipendenza sana. Più si consumano attività culturali e più si desidera consumarne altre.

La cultura e i beni culturali, quindi, non sono altro che un mezzo per dare senso e profondità alla vita. Attraverso la cultura, l’individuo impara a concettualizzare il mondo circostante e a viverlo in modo più consapevole e critico. La danza è un bene di cui fruiamo in compagnia, quindi determina anche un risvolto sociale. Ovvero porta a esprimere sentimenti che riflettono le emozioni di un’intera società.

Dunque la cultura e l’arte, che in Italia sono valutati troppo spesso solo da un punto di vita economico, dovrebbero essere valutati con maggiore attenzione dal punto di vista del benessere. Secondo studi recenti, infatti, l’aspettativa di vita è tre volte maggiore per coloro che fruiscono di beni culturali, rispetto a coloro che non lo fanno.

Danza è conoscenza

Ha chiuso la prima parte della serata l’attore Antonello De Rosa, invitando tutti ad andare a teatro.

Frequentare il teatro genera benessere. Frequentarlo sia come parte attiva – attore, danzatore, scenografo, costumista – e sia passiva come il pubblico. Ma in realtà il pubblico non è mai passivo poiché ha la capacità, attraverso la sua risposta, di cambiare le sorti dello spettacolo. È un dare e un ricevere.

Tutto ciò che è bello – arte, cultura, teatro, danza – genera benessere e dipendenza. Nulla fa sentire così bene come andare a teatro. E il benessere sta nel fatto a teatro si ha la possibilità di esprimersi, di esorcizzare ciò che abbiamo dentro, che ci fa male e che cerchiamo inutilmente di sopprimere. Questo è il benessere per chi sta sul palco e per chi guarda.

Bisogna insegnare alle nuove generazioni che la cultura è la cosa più importante nella vita di ciascuno di noi. Una persona che si nutre di cultura, fa domande, è curioso. Senza conoscenza non si va da nessuna parte, restiamo arenati nell’ignoranza, mentre la cultura ci consente di interloquire con gli altri e capire come la pensano.

Let’s talk about…together!

La serata si è poi conclusa con la partecipazione del pubblico, che avuto l’occasione di porre alcune domande su questo interessante tema rivolgendosi direttamente ai tre ospiti presenti.

Infatti, come per la precedente edizione digitale, anche questa volta gli incontri si concluderanno con l’intervento del pubblico che segue la diretta streaming.

È appunto possibile seguire i prossimi appuntamenti, giovedì 13 e 27 maggio alle 19,30, sui canali social, Facebook Youtube e Instagram, del festival.

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Ballerina, performer e giornalista pubblicista interessata a divulgare la storia e le teorie della danza. Laureata in Discipline della Musica e dello Spettacolo all’Università Federico II di Napoli.