Da Berlino riceviamo e pubblichiamo una testimonianza sull’emergenza Covid-19 di Nicola Campanelli danzatore, istruttore di Pilates e collaboratore di Campadidanza.it (https://www.campadidanza.it/un-nuovo-debutto-a-berlino-con-body-play-by-chaim-gebber-open-scene-dove-il-corpo-e-vera-democrazia.html ).

I primi di marzo del 2020, quando in Italia erano già state adottate tutte le misure di sicurezza per cercare di contenere il numero dei contagi da Covid–19, a Berlino tutto procedeva come sempre. Sebbene le notizie che arrivavano da Bergamo e Brescia fossero spaventose e il numero dei morti avesse già assunto proporzioni importanti, in Germania sembrava non ci fosse nulla di cui preoccuparsi.

Era il 7 marzo quando, all’Haus der Berliner Festspiele, ho assistito allo spettacolo Enter Achilles. Fino ad allora, ad essere annullati erano stati solo gli eventi che prevedevano la partecipazione di più di 5.000 persone.

Gli unici ad adottare delle precauzioni e a sperare in qualche intervento governativo, prima che fosse troppo tardi, erano solo gli italiani residenti a Berlino.

A Berlino sottovalutata la portata del problema

Se in principio anche noi avevamo sottovalutato la portata del problema, con l’aggravarsi e il diffondersi del contagio, che oramai riguardava tutte le regioni dello stivale, e a seguito delle informazioni che ci arrivavano da parenti e amici, che erano già chiusi in casa a cantare dai balconi per farsi compagnia, ci siamo resi conto, molto prima dei tedeschi, che era necessario far qualcosa per proteggerci.

La prima iniziativa presa in concerto con altri danzatori italiani è stata quella di cancellare la nostra partecipazione agli eventi di danza in calendario tra marzo e aprile. 

Per qualche inspiegabile ragione, infatti, se a Berlino il passo seguente è stato quello di chiudere  le scuole e i teatri più grandi, le strutture con meno di 500 posti a sedere, almeno sino alla meta di marzo, erano ancora autorizzate a funzionare.

Fino al 22 marzo aperti centri di danza, yoga e pilates”

Altra fonte di preoccupazione era il fatto che – sebbene l’organizzazione mondiale della sanità avesse già dichiarato il Covid-19 una pandemia – sino all’ordinanza del 22 marzo i centri di danza, yoga e pilates erano ancora aperti. Molti di noi, quindi, sono stati costretti a lavorare in sale gremite di persone quando oramai tutto il mondo, sebbene in misura e con percentuali molto diverse, fosse già stato colpito dal coronavirus.

Abbiamo dovuto aspettare il 2 aprile perché misure di contenimento e restrizioni più efficaci fossero adottate.

Ora, sebbene la gestione e lo sviluppo della pandemia siano stati molto diversi in Germania rispetto all’Italia, è interessante notare come il mondo della danza abbia reagito al lock down.

Anch a Berlino molti artisti tengono corsi su zoom, skype, Fb

Alcuni dei colleghi e degli amici che normalmente tengono corsi in scuole di danza, classi per professionisti o amatori, si sono organizzati autonomamente. Attraverso zoom, skype, dirette su fb o su Instagram continuano a tenere lezioni adatte a spazi molto ristretti.

Lo stesso hanno fatto centri di danza come il Tanzfabrik, che dal 23 marzo offre lezioni di Pilates, Yoga, Gaga, Feldenkrais, danza contemporanea e classica, il Marameo, che dal 30 marzo offre quotidianamente 2/3 lezioni online, o il Dock11, che ha sospeso gli abbonamenti e ha attivato una scuola online con classi live e video. Ma sono anche moltissimi, purtroppo, coloro che hanno dovuto sospendere completamente la loro attività.

A tutti i freelancers un contributo di 5mila euro

In considerazione di ciò, tutti i freelancers che ne hanno fatto richiesta, hanno ricevuto un contributo di 5.000 euro per far fronte alla crisi.

Per quanto riguarda le compagnie di danza, se lo Staatsballett Berlin ha sospeso tutti gli spettacoli in programma ad aprile, molte hanno trovato soluzioni più originali per il periodo di chiusura dei teatri. La SashaWaltz&Guests ogni giorno pubblica un video in cui un componente della compagnia interpreta in modo assolutamente personale un breve solo tratto da piece della coreografa tedesca.

La cie.toula limanios ha un fitto calendario di dancefilm e documentari della compagnia che vengono trasmessi ogni giorno. Molti ballerini o danzatori di altrettanto importanti compagnie, improvvisando ognuno da casa propria, hanno creato video divenuti famosi su Facebook e YouTube.

Il mondo della danza per stare in vita si concentra sulla creatività

Insomma, in un momento drammatico, che sta segnando la storia e il futuro dell’Europa e non solo, il mondo della danza, pur se colpito molto duramente dagli effetti e dalle conseguenze della pandemia, trova proprio nella sua propria creatività il modo di restare in vita, continuare a intrattenere il suo pubblico e spingere la gente a sognare ancora.

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Nicola Campanelli
Danzatore per la Compagnia di danza contemporanea “Connecting Fingers”, di base a Berlino, dove collabora con coreografi e direttori artistici di fama internazionale. E’ inoltre istruttore di Pilates.