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Venom e Asemica, i due assoli dei coreografi Nyko Piscopo e Annalisa Morelli, chiudono in bellezza la rassegna Second Hand alla Galleria Toledo.

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NAPOLI – I tre giorni di danza dedicati ai giovani coreografi emergenti, la storica rassegna Second Hand (Di Seconda Mano), ideata da Gabriella Stazio e giunta alla diciassettesima edizione, si è conclusa lo scorso 3 ottobre con due assoli interessantissimi.

Il primo, “Venom, esperimenti su un corpo già perfetto”, interpretato dal bravissimo Leopoldo Guadagno, prende spunto dal mito della caverna di Platone e mette in scena, con grande intensità, la continua ricerca di integrazione nel mondo e di accettazione di se stessi. Ricerca che è di tutti, che non ha mai fine, e che viene comunicata molto efficacemente. Dal lento risveglio alla dolorosa presa di coscienza della propria solitudine e della propria limitatezza nel comprendere il mondo esterno, il danzatore reagisce agli stimoli della musica e delle luci, quasi vittima inconsapevole di un mondo che non controlla. Qui l’improvvisazione ha una funzione chiave, come spesso accade nelle coreografie contemporanee. Non si tratta di una totale libertà di invenzione, come poteva essere intesa tempo fa, ma dell’espressione di energie stimolate e fatte crescere all’interno di un concept definito, con l’attenta guida del coreografo Nyko Piscopo.   Formatosi a Napoli e attualmente danzatore per la compagnia Ballet-ex di Roma e direttore artistico del teatro Ateneo di Napoli, Piscopo ha già rappresentato questa coreografia a Napoli nel 2017 e si appresta a presentare una rivisitazione del Lago dei Cigni al Piccolo Bellini per la prossima stagione. L’assolo si chiude con il danzatore che si avvicina alla propria ombra, ingigantita, in un estremo tentativo di conoscenza e riconoscimento. Non l’ombra degli oggetti, come nel mito, ma l’ombra di sé.

Nel secondo assolo è la stessa Annalisa Morelli la poliedrica interprete della sua coreografia: Asemica. Qui sembra di essere all’interno dell’io della danzatrice. La quarta parete è una finestra aperta direttamente sul mondo interiore, dove vediamo senza filtri le emozioni e gli stati d’animo, provocati da stimoli esterni o da necessità e pulsioni invisibili. Anche il viso di Annalisa Morelli, esaltato nell’espressività di occhi e bocca dalla colorazione bianca tipica del mimo, danza con lei e sotto i nostri occhi scorre una vastissima galleria di sentimenti, cui viene dato corpo con notevole inventiva: noia, attesa, esasperazione, rabbia, determinazione, stanchezza. Morelli, diplomata in teatrodanza alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano, ha iniziato a lavorare come coreografa con la guida di Ariella Vidach. Data la prova di Asemica, l’augurio è che continui questo percorso: non deluderà certamente le attese.

Mara Fortuna

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