Filosofia e Danza è un progetto presentato in occasione della rassegna Marzo donna 2016, Je sto vicino a te – La forza delle donne tra Comunità e Territori, organizzata dal Comune di Napoli, che si terrà alla Casina Pompeiana (alla Riviera di Chiaia a Napoli) il 1 aprile dalle ore 15 alle 18. 

Il tema del primo incontro di questo nuovo format, che sta affiorando nella città di Napoli e che spera di avere un seguito anche in altri luoghi, è quello di indagare la possibilità di condivisione dello spazio da parte di due o più corpi, laddove “condividere” è il modo di conoscere l’anima propria ed altrui e, come nella Contact Improvisation e nello scambio fisico dei corpi, i principi di suddetto scambio permettono, senza l’uso delle parole, la concretizzazione di azioni che “prendono spazio”, che “prendono iniziativa” e farlo in condivisione ha una risonanza diversa. La danza è uno strumento per parlare alla città, ai cittadini ed all’anima di ognuno, è un linguaggio che permette di riflettere su varie tematiche. L’incontro sarà moderato da Manuela Barbato e la discussione vedrà due relatori insieme a due performers che metteranno in scena la concretizzazione di ciò su cui si discuterà.

Ecco le parole dei relatori riguardo questo primo incontro:
Il concetto di legame col territorio è affrontato a partire dal presupposto che lo spazio in cui si vive non debba mai essere percepito come limite o ostacolo, piuttosto esso va considerato nell’ottica dell’occasione e quindi della realizzazione di un soggetto. Dalla conoscenza del territorio deriva il rispetto di uno spazio che non è soltanto “mio”, ma appartenente ad una intera comunità. Condividere diviene allora il presupposto della reciproca conoscenza e del reciproco rispetto laddove gli spazi devono necessariamente essere considerati come luogo comune di opportunità e scambio. Dal reciproco viversi e conoscersi possono scaturire la consapevolezza e la conoscenza della più profonda natura umana che invece in una vita solitaria rimarrebbe sconosciuta. Così, come accade nella Contact Improvisation, nasce un dialogo tra corpi che risulta essere emblema del rispetto dei reciproci spazi, un intendersi senza neanche parlare, una reciproca comprensione che scaturisce da un legame empatico e spontaneo alimentato dall’osservazione, dallo scambio, dal dono e dal supporto. Conoscersi conoscendo l’altro da sé, riconoscersi guardando chi è posto dinnanzi o accanto. Intendere la propria anima nell’ascolto dell’anima altrui. 

Primo incontro: Il Corpo, lo Spazio, la Contact Improvisation
alla Casina Pompeiana
relatori:
Aurosa Alison, Alessia Scala
moderatore:
Manuela Barbato
Performers:
Sara Lupoli, Marianna Moccia
Coreografia:
Sara Lupoli
Format di:
Manuela Barbato, Sara Lupoli