Home Attualità Ugo Ranieri in giro per il mondo a lavorare con compagnie d’eccellenza.

Ugo Ranieri in giro per il mondo a lavorare con compagnie d’eccellenza.

718

UGO RANIERI ha alle spalle una brillante carriera di ballerino presso il teatro di San Carlo di Napoli. Dopo il diploma alla scuola di ballo del teatro si perfeziona con maestri come Zarko Prebil, Vladimir Vassiliev, Maya Plisetskaya, Margarita Trayanova, Gabriel Popescu, Ricardo Nunez, Loipa Araujo, Elisabetta Terabust e tanti altri maestri e coreografi. Danzatore versatile e virtuoso ha interpretato, fin dall’inizio della carriera, ruoli da primo ballerino al fianco di étoile del calibro di Carla Fracci, Ambra Vallo, Viviana Durante in balletti del repertorio classico e neoclassico.   In questi giorni è con tutta la famiglia a Londra dove soggiorna per perfezionare l’inglese ed essere al fianco della figlia che lì studia danza.

Come è avvenuto il passaggio da ballerino a Maître de ballet?

Ho preferito lasciare l’attività nel pieno della mia forma nel 2005, a quaranta anni, prima di iniziare l’inevitabile parabola discendente, ho pensato di dedicarmi all’insegnamento. Sono sempre stato una spugna e ho assorbito tantissimo da ogni maestro con cui ho studiato e da quando ho iniziato ad insegnare, sento il piacere di trasmettere agli altri quello che ho imparato e quello che ho elaborato attraverso la mia esperienza personale. Nei primi momenti ho ricevuto la spinta di una persona speciale: Elisabetta Terabust che allora era direttrice del corpo di ballo del teatro di San Carlo. Le prime lezioni che davo alla compagnia le elaboravo e le sottoponevo ai suoi consigli, mi ha sempre incoraggiato con le sue opinioni, infondendomi sicurezza. Ora, dopo tanti anni di insegnamento, mi sento felice in sala con tanti giovani danzatori che mi seguono.

La sua attività si è anche focalizzata a riallestire balletti di repertorio.

Durante gli ultimi anni della carriera di danzatore ho iniziato l’attività di assistente alla coreografia per numerosi balletti: Il lago dei cigni con la coreografia di Ricardo Nunez, Giselle per la coreografia di Derek Deane, Onegin di John Cranko, La Strada di Mario Pistoni, Without Words, coreografia di Nacho Duato, Zorba il greco coreografia di Lorca Massine, La morte e la fanciulla di Robert North. Successivamente mi sono poi dedicato alla ricostruzione di alcuni balletti, sempre per il teatro di San Carlo, una suite di Don Quixote, Giselle nella versione di Anna Razzi, i balli per la Vedova Allegra. Finito il rapporto di lavoro con il Massimo partenopeo, sono stato invitato a Zagabria a montare la versione dello Schiaccianoci di Derek Deane. E’ nato, in questa occasione, un rapporto professionale di fiducia con il coreografo inglese ed ho iniziato a montare numerose sue produzioni per vari teatri in giro per il mondo. Nella recente primavera ha debuttato la sua versione di Romeo e Giulietta che ho montato per il Colorado Ballet. Dal 3 all’11 agosto è andato in scena il VI Shanghai Ballet Competition con danzatori che provengono da tutto il mondo ed ha aperto la serata  la ripresa del Lago dei cigni di Deane, allestito già nel 2015, che prevede ben 48 cigni di corpo di ballo in scena a cui vanno aggiunti grandi cigni e cignetti. È stato uno spettacolo bellissimo. Sempre per la compagnia di Shanghai, diretto da Xin Lili, ho lavorato per tre mesi sia come Maître de ballet che per l’allestimento della nuova versione di Bella Addormentata di Derek Deane.

Come si lavora in Italia?

In passato ho collaborato molto con tutte le compagnie italiane, all’Arena di Verona, quando era diretta da Renato Zanella, ho lavorato per l’allestimento di sue coreografie: La Sagra della Primavera, L’Uccello di Fuoco, e Alles Walzer. A Palermo, dove spesso vado come Maître, ho allestito con Luigi Bonino L’Arlesienne di Roland Petit. Collaboro anche come docente con il Teatro dell’Opera di Roma, dove ho allestito la Cenerentola di Derek Deane. Il problema delle compagnie italiane è che le loro produzioni restano in scena per poche repliche e poi non si ripetono. All’estero quando si investe economicamente per una produzione coreografica, questa resta in repertorio per anni e viene riproposta per un numero di repliche che permette il recupero economico dei costi di allestimento, in Italia, dopo cinque, sei repliche, tutto il lavoro spesso va perduto.

Con quali compagnie le piace lavorare?

L’esperienza a Shanghai è stata bellissima perché c’è tanta attenzione nella direzione a rendere agevole il lavoro di tutti i professionisti, tanta disciplina nei ballerini, manca un po’ il  nostro temperamento latino ma c’è una grande precisione  in scena. Un’altra compagnia dove ho sempre lavorato con grande piacere è quella dell’Opera di Bucarest che ha un complesso di altissimo livello. È bellissimo girare l’Europa, e non solo, a conoscere tante realtà diverse, sono stato ad Atene, Lisbona, Zagabria, ma un’altra compagnia indimenticabile è quella dello Staatsballet di Vienna diretta dal grande Manuel Legris, già étoile dell’Opéra di Parigi. È una compagnia straordinaria con un repertorio ricchissimo che spazia dal classico al contemporaneo più innovativo.

Progetti per il futuro, mai pensato alla coreografia?

Durante la direzione del San Carlo di Gioacchino Lanza Tomasi, mi fu proposta la cura delle coreografie per la Traviata con la regia di Massimo Ranieri. Fu un’esperienza interessante ma non resto mai soddisfatto di quello che creo e penso di doverlo rivedere e migliorare continuamente, invece in sala, a dare lezione, mi sento molto più a mio agio. In fondo ora voglio scegliere solo il lavoro che veramente mi piace e mi soddisfa. Ci sono varie prospettive su nuovi orizzonti di cui ancora non posso parlare, di sicuro desidero continuare a fare ciò che amo: lavorare giorno per giorno in sala e vedere crescere gradualmente uno spettacolo che ho il compito di far rivivere.

 

Roberta Albano

iscriviti alla newsletter di Campadidanza