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Traces_#62 uno spettacolo bello a metà!

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Fotoprobe, traces_#62; Tanzcompagnie RUBATO Berlin; 2019

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Dall’11 al 13 ottobre, presso gli Uferstudios di Berlino è andato in scena traces_#62, ultimo lavoro della Tanzcompagnie Rubato.

Al centro del palco, dal quadrato disegnato dalle luci di Fabian Bleisch, parte la musica travolgente di Alexander Nickmann – compositore originario di Dresda – che dà il via allo spettacolo. Accompagnati dal ritmo incalzante della sua batteria, entrano in scena prima Dieter Baumann e subito dopo Jutta Hell, che si muovono all’indietro lungo le due diagonali di luce che attraversano il palco. Inizialmente i movimenti dell’uno sono indipendenti da quelli dell’altra. In modo diverso, però, la danza di entrambi si accorda alla musica e, in questo modo, le due performance si legano tra loro. Poi, i due protagonisti si pongono ai lati di Alexander Nickmann, che continua a combinare suoni elettronici e percussioni dal vivo, e iniziano a muoversi con la stessa dinamica, con lo stesso fronte e alla stessa velocità. Poi camminano verso il proscenio come spostando una forza che li spinge all’indietro finché la musica non torna a salire d’intensità. Di nuovo il pezzo cambia atmosfera. Un tremore attraversa la gamba e poi il corpo di Dieter Baumann e Jutta Hell, i quali, dopo diversi minuti di ‘vibrazioni’, iniziano una danza fatta di piccoli gesti eseguiti all’unisono, prima di scomparire nel buio.

Fin qui lo spettacolo è molto coinvolgente e mantiene vivo l’interesse del pubblico.

Quando i due artisti tornano in scena, hanno l’uno la maglietta che prima indossava l’altra, ma a parte questo cambio, niente di nuovo succede più sul palco. Sebbene continuino a offrire alcune belle immagini e a esplorare la loro gestualità per renderla comunicativa, è come se non riuscissero a sviluppare e a portare a un altro livello la loro ricerca.

Traces_#62, sessantaduesimo pezzo della Tanzcompagnie Rubato, è un lavoro bello, ma bello a metà.

From October 11th to the 13th, at the Uferstudios in Berlin, traces_#62 – latest work by Tanzcompagnie Rubato – was on.

At the center of the stage, from the square space designed with the lights by Fabian Bleisch, the sound of the terrific music by Alexander Nickmann – composer originally from Dresden – kicked off the show. Accompanied by the chasing rhythm of the drums, Dieter Baumann and, immediately after, Jutta Hell went on stage moving backwards along the two diagonals of lights that cross the stage. Initially, the movements of one were independent from those of the other. In a different way, however, the dance of both matched the music binding in this way to each other. Then, the two protagonists standed at the sides of Alexander Nickmann – who continued to combine electronic sounds with live percussion – and began to move with the same dynamic, with the same front and at the same speed. Then they walked towards the proscenium, as if they were moving a force that pushed them back, until the music increased again. And again the piece changed the atmosphere. A tremor crossed the performers’ legs and then their bodies. After several minutes of ‘vibrations’, a dance made of small gestures began. They performed in sincro, until they disappeared in the dark.

So far the show was very engaging and kept the audience’s interest alive.

When the two artists went back to the stage, they were wearing the shirt that the other one wore first, but apart from this change, nothing new happened. Although they continued to offer some beautiful images and explore gestures to communicate something through them, it was as if they couldn’t develop and take their research to another level.

Traces_#62, sixty-second piece of the Tanzcompagnie Rubato, is a beautiful work, but beautiful halfway.

Photo credit: Dirk Bleicker 

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