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Da mercoledì 5 novembre alle ore 21.30, su canale nazionale 237, fino allo scorso mercoledì è andato in onda il programma televisivo “Ti va di ballare?” ideato da Mario Guadagno insieme a Ciro e Gianfranco Sannino.

Giunto alla sua terza edizione, il programma si è riproposto di diffondere danza di qualità e di tutti gli stili con il giusto spirito agonistico per sviluppare un pizzico di competitività.

In giuria nomi quali Irma Cardano per la sezione moderno-contemporaneo, Luigi Ferrone per la sezione classico e Pako Capuano per l’hip hop. Inoltre, quest’edizione, ha visto il ritorno alla direzione artistica di Mario Guadagno che, dopo un anno di pausa a causa di altri impegni lavorativi, ha rimesso mani e cuore alla sua creazione ed ha seguito tutte le selezioni, che quest’anno sono state molto ricche.

Durante la scorsa ed ultima puntata, dunque, sono stati nominati i vincitori: per il primo posto solista ha vinto Emanuele Torre, primo posto passo a due Imma De Santis e Mario De Vivo, primo posto gruppi scuola il Balletto di Bayadere di Antonietta Addeo. I vincitori assoluti della trasmissione sono stati Mario De Vivo ed Imma De Santis, che si sono aggiudicati l’ambito premio di 1.500 euro.

Ho chiesto, dunque, a Mario che, oltre ad essere un promotore della danza è egli stesso un danzatore, di rispondere ad alcune domande e lui si è mostrato subito entusiasta di poter avere uno spazio per dire la sua.

Mario guadagno, infatti, ha concluso i suoi studi come ballerino classico e moderno all’Accademia dello Spettacolo diretta da Irma Cardano e Virginia Vincenti ed ha studiato con insegnanti e coreografi di calibro nazionale ed internazionale quali: Renato Greco, Lia Calizza, Clarissa Mucci, Massimiliano Petrangeli, Stefano Vagnoli, Manolo Casalino, Maura Paparo, Chet Walker, Bill Hastings, Bruno Valentino Perrillo, Paul Gourdon Emerson, Erika Silgoner, Steve La Chance, Vittorio di Rocco, Simone Lolli, Maurizio Nardi, Alex Atzewi, Michele Oliva, Laura Martorana, Mary Pat Robertson, Douglas Martin, Susan Kikuchi, Mary Barton, Pedro De La Cruz, Emanuel Abbruzzo, Patricia Wilcox, Brad Musgrove. Ha danzato nello spettacolo “Pascià Il musical”, regiadi GAetano LIguori, coreografie di ETtore Squillace,  in scena al Teatro Augusteo. Ed ecco…

 Com’è nata l’idea di “Ti va di ballare?” e con chi?

L’idea nasce così per caso… 2 anni fa ero ballerino e coreografo di una trasmissione televisiva canora e la produzione stessa mi chiese di pensare ad un nuovo format incentrato esclusivamente sulla danza e così, davanti ad una pizza e una birra insieme a Ciro e Gianfranco, produttori della DREAM PRODUCTION, che mi sopportano e supportano, nasce “Ti va di ballare?”.

Il programma porta in tv giovani danzatori che vogliono confrontarsi e cimentarsi in una nuova esperienza artistica. Il nostro è un concorso dove a scontrarsi ci sono tutti gli stili di danza, dove è poi il talento a vincere su tutto.

Cosa pensi dell’immagine della danza in Tv e di come il pubblico ne fruisca?

Innanzitutto credo che chi lavora in televisione abbia una grande responsabilità: ricordiamoci che il piccolo schermo ha un enorme potere mediatico e bisogna stare molto attenti al tipo di messaggio che si vuole inviare a chi c’è dall’ altra parte. A “Ti Va di Ballare?”, ad esempio, i ragazzi, dopo ogni selezione, devono presentare una nuova coreografia. Questo per dirti che da loro pretendiamo il meglio, li stimoliamo alla continua ricerca e creazione, gli facciamo capire che, ogni volta, è una prova, bisogna essere sempre al cento per cento, sempre pronti, preparati, decisi e desiderosi di fare sempre bene! Ovviamente anche noi della produzione dobbiamo fare la nostra parte, e ciò che più desidero, e che poi si promettiamo di trasmettere ai nostri giudici, è quello di essere sempre molto delicati, gentili, cortesi e costruttivi nell’esprimere i propri giudizi nei confronti dei ragazzi, soprattutto perché non vogliamo che si urti la loro sensibilità.

Sei soddisfatto di quest’ ultima edizione e del livello dei danzatori?

Si, Sono assolutamente soddisfatto di quest’edizione, e lo dico con gioia! Quest’anno il livello dei nostri aspiranti danzatori era davvero alto. I nostri giurati e il nostro pubblico ha potuto assistere a perfomances davvero emozionanti, ma soprattutto di gran tecnica. La cosa che mi fa più piacere è che finalmente in quest’edizione siamo riusciti a portare in Tv la danza classica. Ci sono stati assoli e passi a due dal repertorio classico eseguiti in maniera elegante, graziosa e meritevole. Durante la finale, che si è tenuta lo scorso 17 Dicembre, ricordo ancora con quanta difficoltà i giurati hanno premiato i vincitori: la scelta è stata davvero ardua e difficile.

Cosa pensi della situazione della danza in Italia?

La situazione della danza in Italia? …. non saprei da dove iniziare. I problemi sono tantissimi. In particolare non capisco cosa lo Stato e i sindacati facciano per la danza e, ancora peggio, non comprendo la commercializzazione di quest’arte. Oggi tutti insegnano, oggi tutti danzano, oggi tutti fanno coreografia, oggi tutti aprono strutture di danza: si è creata, purtroppo, una catena di incompetenza e ignoranza nel settore. Vorrei che cambiassero tante cose….Dire tutto è troppo semplice. Forse ci dovrebbero essere più controlli? Non oso pensare quanti genitori affidano il futuro dei propri figli a improvvisati insegnanti, e di questo ne sono veramente triste! Ripeto… Oggi tutti si sentono all’altezza e c’è poca umiltà. Ecco! Forse in Italia sono le nostre coscienze a dover iniziare a cambiare. Occorre essere obiettivi, capire quello che si può e non può fare, non prendere in giro le persone e specialmente noi stessi!

Cosa dovrebbe fare un giovane danzatore e coreografo per affermarsi?

In generale, credo che l’artista per potersi affermare debba mettersi sempre in gioco, avere talento, tanta personalità e possedere quel “qualcosa” inspiegabile che lo contraddistingua.

Credi che i giovani siano ascoltati in Italia e che ci sia una buona predisposizione alle novità?

I giovani in Italia, hanno sempre meno possibilità di emergere. Non basta solo il talento, serve anche altro!

Cos’è per te la danza? puoi dirlo anche con una lettera, una parola o una frase.

È stata ed è la mia ancora di salvezza.

Quale sarà il prossimo step del tuo progetto? E per il futuro? Prossime idee da voler realizzare? Sogni nel cassetto?

Il prossimo step del mio progetto insieme alla Dream Production è quello di portare, questa volta, la danza in Teatro, con una rassegna “Note in Danza” dedicata a tutti i danzatori, coreografi ed insegnanti e soprattutto come sempre a tutti gli stili della danza.

Sogni nel cassetto? Tanti, troppi…

Ti senti ben motivato a fare il tuo lavoro a Napoli? 

Mi sento ben motivato a lavorare qui a Napoli, perché questa città ha da offrire molto, e poi credo, anche se sono di parte, che qui di talenti ce ne sono davvero tanti. Ecco! Gli artisti napoletani hanno quel “qualcosa” inspiegabile che li contraddistingue!

E per ultima cosa, ecco il link dell’ultima puntata di “Ti va di ballare?”

Simona Perrella