Napoli, 23 giugno 2017. Al Politeama, Dimistris Papaioannou  apre la sezione danza del Napoli Teatro Festival Italia, X edizione, con la neonata produzione THE GREAT TAMER. 

Lui è già lì. Tu non te sei accorto: stai pensando a quanto ci sia voluto per sfuggire al caldo dell’affollato foyer, a quale mascherina rivolgerti per ricomporre comodamente la tua figura su una di quelle comode sedie di velluto rosso. Quando finalmente, dopo aver faticato un po’ per giungere al tuo posto, ti accomodi, lo noti. Lui è già lì, ai piedi di una duna nera, disteso con lo sguardo verso l’alto. Oppure non lo hai notato ancora, non prima che lui si sia alzato, e che dopo aver allacciato le scarpe e aver rassettato i  polsini dell’abito, abbia iniziato a guardarti. Ovunque tu sia seduto, lui ti guarda.

Questo atto preliminare, in cui lo spettatore diventa il fatto da osservare, sembra voler suggerire che non esistano parti attive e passive, osservanti e osservate, perché Il Grande Domatore riguarda chiunque.

Lo spettacolo ha inizio. Un uomo disteso nudo, che viene ripetutamente velato con un sudario e rivelato da un soffio d’aria, un soffio di vita. Inizia l’Odissea della vita umana, un viaggio nel tempo con qualche perturbazione, quello proposto da Papaioannou, che avviene attraverso la composizione di una serie di scene e suggestioni familiari: pezzi di cultura non solo artistica e mitologica, ma anche mediatica e fantascientifica. Dall’allunaggio, sulle note del Valzer sul bel Danubio Blu di Strauss, che riporta prepotentemente alla mente 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, alla Venere di Botticelli, per giungere ad ambienti e racconti così antichi da essere mitologici.

Foto di Julian Mommert

Durante questo poema visivo i danzatori si trasformano continuamente: compaiono astronauti che dissotterrano dal suolo lunare un Cristo appena deposto dalla croce, poi creature grottesche, goffe e destinate al disfacimento, allievi del Dottor Tulp che banchettano, titani e divinità primordiali. Se il coreografo greco è noto per essere un artigiano anatomico, in questo lavoro la sua abilità si estende allo spazio. Il palco è sormontato da una struttura a scaglie che appare ondeggiante; tale struttura, accompagnata dal disegno luci, viene plasmata di volta in volta al fine di creare nuove dimensioni, percorsi, strumenti,  ma soprattutto al fine di trasformarsi anch’essa in una metafora. Poetico è il richiamo alla Terra: madre degli uomini, (i danzatori diventano ostetriche, estraendo corpi dal suolo), destinazione delle spoglie, culla della fertilità.

Lo spettacolo si conclude rivelando l’antagonista dello sforzo umano, colui che domina l’esistenza, un professore di fisica lo definirebbe come ciò che può essere misurato con un orologio, Dimitris Papaioannu lo definisce il grande domatore.

Giada Ruoppo

Fotografie di  Julian Mommert

THE GREAT TAMER

ideazione e regia Dimitris Papaioannou
con Pavlina Andriopoulou, Costas Chrysafidis, Ektor Liatsos, Ioannis Michos, Evangelia Randou, Kalliopi Simou, Drossos Skotis, Christos Strinopoulos, Yorgos Tsiantoulas, Alex Vangelis
set designer e collaborazione alla direzione artistica Tina Tzoka
collaborazione artistica per costumi Aggelos Mendis
collaborazione al disegno luci Evina Vassilakopoulou
corraborazione artistica per il suono Giwrgos Poulios
installazione disegno audio Kostas Michopoulos
musiche Johann Strauss II, An der schönen blauen Donau, Op. 314
adattamento musicale Stephanos Droussiotis
disegno sculture Nectarios Dionysatos
costumi e pittura oggetti di scena Maria Ilia
produttore creativo-escecutivo e assistente alla regia Tina Papanikolaou
assistente alla regia Stephanos Droussiotis
direttore prove Pavlina Andriopoulou
direttore tecnico Manolis Vitsaxakis
direttore di scena Dinos Nikolaou
assistente ingegnere del suono Nikos Kollias
assistente scenografo- pittore scene Mary Antοnopoulou
assistente scultore Maria Papaioannou + Konstantinos Kotsis
assistente alla produzione Tzela Christopoulou
tour manager e relazioni internazionali Julian Mommert
assistente produttore esecutivo Kali Kavvatha
produzioneOnassis Cultural Centre – Athens (Greece)
in coproduzioneconCULTURESCAPES Greece 2017 (Switzerland), Dansens Hus Sweden (Sweden), EdM Productions, Festival d’Avignon (France), Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia (Italy), Les Théâtres de la Ville de Luxembourg (Luxembourg), National Performing Arts Center-National Theater & Concert Hall,NPAC-NTCH (Taiwan), Seoul Performing Arts Festival,SPAF (Korea), Théâtre de la Ville – Paris / La Villette – Paris (France)

produttore esecutivo 2WORKS

con il supporto di ALPHA BANK
sponsor AEGEAN Airlines