RAVELLO – domenica 27 luglio –  “Se Dio avesse pensato alla danza, avrebbe creato Svetlana Zakharova”. Con queste poche parole il divino Mikhail Baryshnikov, rende l’idea del talento di questa grandissima ballerina, stella mondiale delle due punte, étoile del Balletto del Teatro alla Scala e del Balletto del Teatro Bol’šoj di Mosca attesissima sul palco del Ravello Festival. Ed è stata davvero una serata magica quella di domenica dove Svetlana Zakharova e i ballerini del Balletto di Mosca hanno incantato il  pubblico, accorso numeroso per uno degli appuntamenti più attesi della sezione danza diretta da Laura Valente, con alcune delle pieces più rappresentative del repertorio, incorniciati dal mare e illuminati dalla luna piena.

L’anima del cigno bianco nella sua morte, creata da Michel Fokine per la grande Anna Pavlova e in scena per la prima volta nel 1905, rivive nel corpo, nei movimenti tremuli e nell’espressione della Zakharova: un’ interpretazione fine e delicata per uno dei personaggi più amati e riusciti della ballerina russa. Di non uguale intensità e spessore il pas de deux tratto da Le Corsaire mentre nell’assolo di Revelation, con le coreografie di Motoko Hirayama, Svetlana sperimenta una nuova e intrigante espressività, con un lirismo che rimane in superficie. Brava e di grande carattere Elena Evseeva del Balletto Mariinsky di San Pietroburgo nella variazione di Odette coreografata da Vaslav Vassiliev, decisa e di grande tecnica nel pas de deux tratto da Le Fiamme di Parigi accanto ad un talentuoso Igor Tsvirko del Teatro Bol’šoj di Mosca, ironico e virtuoso nell’assolo Les Bourgeois, con le coreografie di Ben Van Cauwenbergh. Meno convincente ma altrettanto brava la coppia Anastasia Stashkevich e Denis Rodkin nel pas de deux  tratto da Spartacus con le coreografie di  Yuri Grigorovich, e la stessa in coppia con Mikhail Lobukhin nel pas de deux Il Talismano di Marius Petipa. In chiusura l’ironica piece della coreografa irlandese Marguerite Donlon dal titolo Strokes Through The Tail  sulle note della Sinfonia n.40 di Mozart: cinque uomini (Karim Abdullin, Aleksey Gajnutdinov, Anton Gajnutdinov, Mikhail Lobukhin, Denis Savin) in tutù bianco- sullo stile dei Les Ballets Trockadero de Monte Carlo – accompagnano Svetlana Zakharova. Nessuna angoscia o dramma, solo spirito, umorismo e gioco, opportunamente impostato su Mozart. L’étoile russa è perfetta in questo ruolo: alternando tutù e frac, ordina ai suoi cinque servitori, sistemandoli come tante note su un pentagramma. Una divertente chiusura per una serata di bella danza.

Roberta Bignardi

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