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Susanne Linke usa la danza per denunciare il disastro climatico: Heisse Luft/Aria Fritta

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L’uomo che corre verso la fine, l’uomo incapace di vedere oltre se stesso, l’uomo che spasmodicamente e inconsapevolmente agisce per automatismo. Spostamenti di massa, migrazioni, fughe. Gesti vuoti, ricordi di un tempo, di sensazioni assenti e di emozioni confuse che sprofondano in un freddo abisso. L’uomo muto. L’uomo sordo. L’uomo anaffettivo. L’uomo ipnotizzato da uno smartphone che pensa solo al proprio tornaconto personale (il selfie). L’uomo che è disposto a calpestare la propria dignità per soldi. L’uomo menefreghista che  butta una carta per terra pensando: “vabbè non sarà mica una catastrofe!”. L’uomo vittima e artefice di un sistema nemico. Un sistema capace di assuefare le persone al punto da spingerle ad ignorare il problema, ad evitare la battaglia per salvare il nostro mondo.
Non una semplice performance, ma un manifesto politico di denuncia ha ospitato il Teatro Nuovo di Napoli il 19 e il 20 ottobre 2019 mettendo in scena Heisse Luft/Aria Fritta di Susanne Linke.
Un lavoro in cui la danza regna sovrana, dove i corpi dei danzatori ci parlano di ciò che purtroppo non abbiamo il coraggio di accettare. Perché purtroppo non siamo capaci di credere di aver causato proprio noi il disastro climatico, non siamo consapevoli di restare immobili ad osservare come spettatori assenti alla fine della nostra umanità. Eppure mentre le pagine dei giornali e i social network ricorsivamente tendono a divinizzare le persone e non le azioni che compiono, un menefreghismo assordante ferisce il nostro pianeta.

Susanne Linke decide allora di parlare e denunciare la gravità della situazione attuale attraverso la danza, e lo fa con grande raffinatezza. Erede della tradizione del Tanztheater di Pina Bausch, sceglie le parole di Blaise Pascale come concept per intraprendere la sua battaglia:

L’inizio e la fine delle cose saranno sempre un mistero per l’uomo che è anche incapace di vedere il nulla da cui proviene, di riconoscere l’infinito che lo inghiottirà. Corriamo spensieratamente verso l’abisso, non prima di aver messo qualcosa tra noi e lui, per impedirci di vederlo.

E ci presenta così uno spettacolo pregno di humor tedesco che sarcasticamente si fa specchio dell’atteggiamento “take it easy” che contraddistingue l’uomo in questo momento (come Susanne Linke racconta nell’intervista a Raffaella Tramontano, http://www.campadidanza.it/susanne-linke-la-danza-e-innanzitutto-energia-e-contenuto-qui-in-italia-siete-easy-su-tutto.html) . Ma in quanto tempo questo “take it easy” ci porterà a corpi ricoperti di plastica?

Una co-produzione Borderlinedanza di Claudio MalangoneASMED-Balletto di Sardegna che si avvale di eccellenti danzatori, capaci di andare oltre il respiro per toccare la coscienza del pubblico che lascia la sala perplesso e con un ronzio fastidioso nelle orecchie… “sto per morire?!?”

Letizia Gioia Monda

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