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Spellbound Contemporary Ballet, in anteprima regionale, a Napoli al Teatro Bellini, con ROSSINI OUVERTURES

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Dopo le numerose presenze nei maggiori teatri e festival internazionali e reduce da una prestigiosa tournée internazionale (Spagna, Hong Kong, Bielorussia, Hong Kong, Germania, USA, Indonesia, Thailandia), Spellbound Contemporary Ballet, arriva, in anteprima regionale, a Napoli al Teatro Bellini, con ROSSINI OUVERTURES, 23 febbraio alle ore 21.00 e 24 febbraio alle ore 18.00.

Rossini Ouvertures celebra la figura artistica e umana di Gioachino Rossini di cui, nel 2018, sono ricorsi i 150 anni dalla morte. Al suo illustre concittadino, Pesaro, città della Musica, con il suo conservatorio e teatro storico, ha dedicato un ricchissimo calendario di attività artistiche, musicali e letterarie tese a onorare la vita e l’attività artistica del geniale compositore; tra queste si è inserito lo spettacolo creato da Mauro Astolfi a cui la città di Pesaro, insieme al Teatro Rossini, partecipa come co-produttore.

Questa creazione di Mauro Astolfi, realizzata con il contributo del MiBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Lazio  in collaborazione con il Comune di Pesaro & AMAT è stata insignita del premio Siae S’illumina per Tour Internazionali che ne ha permesso un’ampia diffusione su scala europea e non solo, permettendo alla produzione di essere rappresentata oltre che in tutta Italia anche in USA, Thailandia, Indonesia, Azerbaigian, Turchia, Bielorussia, Georgia, Hong Kong e nella prossima primavera in Germania, Serbia, Romania.

“La lettura di Augusto Benemeglio sulla vita di Rossini, su quella “Follia organizzata” è stata per me profondamente e assolutamente illuminante. Sono sinceramente stato sedotto in 24 ore di ascolto continuo e ripetuto dal mondo Rossiniano, da questa genialità così prorompente e inebriante ma che al tempo stesso viveva camminando a braccetto con tante macchie nere, dilaniato da un profondo mal di vivere che, attraverso una fortissima ed energetica personalità, al limite del bipolarismo, ha creato opere musicali di una grazia assoluta ed eterna.

Cercare di toccare tutti i punti di una vita come quella di Gioacchino Rossini sarebbe stato assolutamente impossibile, anche perché per quanto la danza possa e per quanto il movimento sia un altro aspetto del suono, la materializzazione della musica, quello che Rossini ha saputo creare in pochi anni della sua vita… non credo potrà mai essere rappresentato diversamente in modo sinceramente sensato.

Ma l’estrema contemporaneità di questo grandissimo artista è talmente presente e vibrante nella vita che vivo, nella vita che osservo attorno a me, che ho cercato di avvicinarmi alla profonda relazione tra questo presagio, questa consapevolezza, questa paura della morte e la capacità al tempo stesso di generare un’emozione così scintillante, così piena di grazia, di potenza e di divertimento che ogni fine d’opera era un ‘altra opera che si creava.

In questo spettacolo ho immaginato una grande parete, la parete dei ricordi di Rossini, dove nascondeva, dove archiviava il suo cibo, i suoi vini, la casa dove ospitare I suoi grandi amici e compositori, ma anche la gente comune con la quale amava scherzare, giocare e condividere tutti gli aspetti della sua vita… questa “parete” è stata  immaginata come una proiezione della sua mente, piena di sportelli, di ripiani, di nascondigli, una parete che separava un mondo dall’altro. 

In questo spazio si aggirava un inquilino, una figura antropomorfa, nera, una macchia che aveva assunto sembianze umane, che ormai comunicava con lui, che si insinuava nei suoi sogni, strisciava dentro il suo letto e poi spariva ma che era sempre lì, come a scandire il poco tempo, ma anche il lungo tempo passato a combattere contro disagi fisici e psichici di ogni tipo. Questa figura nera era la paura della morte, la sua malattia, ma forse anche il suo consigliere, paradossalmente in alcuni momenti l’unica certezza.

Nelle sue lunghissime notti, sempre più insonni, Rossini viveva ormai in due mondi, che a momenti si avvicinavano, quasi si toccavano, e solo la sua infinita capacità di creare, la sua passione per il godimento fisico, sensoriale, per la cucina, per il sesso, riuscivano momentaneamente ad anestetizzare quello che stava accadendo nel suo corpo e nella sua mente.

La sua era musica estrema. Il segno di una forza e di una energia superiore, e ho volutamente cercato di creare una danza estrema, carica di energia, di vitalità, di incontri, di seduzioni, di suggestioni; ho passato molto tempo pensando come si sarebbe potuto tradurre in movimento la sua genialità compositiva. Non ho sentito di lavorare su un’astrazione, ho cercato e ho ‘sentito’ come raccontare la vibrazione della sua musica: mi sono letteralmente lasciato trasportare, ed è stata un’esperienza unica.

Come scrive Alessandro Baricco: la musica di Rossini è una vera e propria ‘follia organizzata’. Intensità, caos puro, smarrimento, fuga schizoide ma scappando ha creato qualcosa che non avrebbe mai più potuto essere ripetuto dopo di lui.” Mauro Astolfi

Rossini Ouvertures vanta nel cast creativo, oltre alla regia e alla coreografia di Mauro Astolfi, il contributo al disegno luci di Marco Policastro (collaboratore storico della compagnia e affermato free lance, che firma con Astolfi anche il set concept) e la realizzazione delle scene da parte di Filippo Mancini (insieme a CHIEDISCENA di Filippo Tiezzi) già collaboratore di Romeo Castellucci.

Link promo: https://vimeo.com/207023863

Foto: https://www.dropbox.com/sh/iwwju1jk4113f47/AAD2zU3yphsvm44IcNbgv7cda?dl=0

Crediti

coreografia e regia  Mauro Astolfi

danzatori  Fabio Cavallo  Alice Colombo  Maria Cossu  Giovanni La Rocca  Mario Laterza  Giuliana Mele  Caterina Politi  Giacomo Todeschi  Serena Zaccagnini

musiche  Gioachino Rossini

disegno luci  Marco Policastro

set concept  Mauro Astolfi  Marco Policastro

realizzazione scene  Filippo Mancini/CHIEDISCENA Scenografia

costumi  Verdiana Angelucci

assistente coreografa  Alessandra Chirulli

comunicazione e ufficio stampa  Antonino Pirillo

una produzione Spellbound realizzata con il Contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Lazio  in collaborazione con il Comune di Pesaro & AMAT

Spellbound Contemporary Ballet

Nasce nel 1994, dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi che fonda la Compagnia al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini con cui la Compagnia avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti. Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e Festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Cipro, Thailandia, Svizzera, Indonesia, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Messico, Giappone, Singapore, Taiwan, Israele, Inghilterra, Spagna, Svezia, Panama, Canada Russia e Corea). Modernità dei programmi, ricco repertorio sempre attivo, progetti di scambio e network in collegamento con la più fertile scena artistica europea, la rendono una tra le più apprezzate Compagnie italiane sul piano dell’offerta culturale internazionale. L’ensemble si avvicina al venticinquennale di attività, un arco di tempo in cui alla produzione di spettacoli di danza ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.

Teatro Bellini di Napoli

Via Conte di Ruvo, 14 – 80135 Napoli (NA)
PIVA 07483970633 – C.F. 95016130635
Tel. Centralino +39 081.5491266
Tel. Botteghino +39 081.5499688
Fax +39 081.5499656

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