La storica sede dell’Accademia Nazionale di Danza nel giro di una settimana è il centro di importanti eventi culturali: Dance AND Research, convegno internazionale sui percorsi di ricerca nell’arte coreutica e performativa e Il corpo nel suono, convegno internazionale dedicato ai rapporti tra musica e danza e al ruolo del musicista, quale figura chiave di tali relazioni. Si rivela, sotto la guida di Enrica Palmieri, il principale centro di produzione e divulgazione culturale e scientifica sulla danza in Italia che non trascura nessuno dei suoi aspetti, da quelli performativi, a quelli teorici ed educativi.

In tre giorni Dance AND Research ha riunito numerosi studiosi provenienti da tutto il mondo, invitati dal comitato scientifico composto dal direttore  dell’Accademia, Maria Enrica Palmieri e da Liliana Pistoni, Morena Malaguti, Laura Sciortino e Gianluca Bocchino. Le aree tematiche affrontate nei tre giorni di incontri hanno affrontato i seguenti argomenti: Danza, performing art e ricerca: idee e modelli a confronto per il terzo ciclo; Danza, salute e terza missione nella formazione permanente e ricorrente; Nuovi spazi per la danza, dal reale al virtuale; Attraversamenti ritmici dal Mediterraneo ai cinque continenti. Tra i relatori stranieri sono intervenuti: Guy Harris e Zoy Dimitriou e la coreografa indipendente Tara D’Arquian  dalla  Trinity Laban University, Ana Tsoy del T. K. Zhurhenov Kazakh National Academy of Art, Tracy Inman dell’Alvin Ailey American Dance Theatre, Efva Lilja dalla Stockholm Univerity of the Arts, Christina Patsalidou dell’Università di Nicosia, Mohammad Rabah dalla Palestinian Circus School, Eeri Pihlajakari dalla Savonia Univerity, Amancio Gonzalez dalla Forsythe Company, Dilara Shomyeva dall’Almaty Choreographic School in  Kazakistan, Nawel Skandrani coreografo indipendente tunisino, Bouraima Fofana dal Conservatoire des Arts et Métiers Multimédias Balla Fasséké Kouyaté del Mali. Marco Schaufelbeger, Marco Ariano, Gloria Giordano, Luana Poggini, Teresa Rospetti, Elena Viti, Natalia Gozzano hanno rappresentato come docenti, ed anche come neolaureati, le attività culturali di ricerca e didattiche dell’Accademia. Si è trattata di un’importante occasione di confronto internazionale, con uno sguardo anche su realtà e paesi meno noti in cui, però, l’attività di danza e viva e, spesso, più strutturata che in Italia. Tra i vari interventi ha colpito quello di Efva Lilja , tra le più celebri coreografe svedesi del momento, che benchè strettamente connessa con attività di ricerca e di didattica dell’Università di Stoccolma, invita gli artisti e i docenti a ritagliarsi anche uno spazio di critica sociale e “disobbedienza” culturale per produrre slanci di innovazione. D’altro tono ma ugualmente interessante l’intervento di Gloria Giordano, docente di Teoria della danza in accademia ma attualmente impegnata in un PhD europeo PerformArt, ha esposto il programma del progetto che intende riscrivere la storia delle arti dello spettacolo a Roma portando alla luce i documenti delle famiglie aristocratiche romane tra il XVII e il XVIII secolo. La sua esposizione ha avuto anche un piccolo ma efficace momento performativo in cui si sono esemplificate le differenze stilistiche nelle danze seicentesche di scuola francese, spagnola e italiana. Per quanto riguarda le relazioni tra cultura medico-scientifica e danza, Luana Poggini, docente di Anatomia applicata alla danza,  ha raccontato quanto si sia evoluta la sua disciplina e come si sia arricchita di sempre più intensi contatti con medici per approfondire  nuove tecnologie di ricerca e  diagnosi nelle patologie legate alla danza.

Si è appena concluso il quinto appuntamento del convegno Il Corpo nel Suono, un progetto nato anch’esso in seno all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e volto ad approfondire i temi di reciproca interazione di musica e danza nei diversi contesti in cui questa si manifesta, da quello dello studio tecnico a quelli coreografici e performativi. In questo ambito si sono sviluppate  anche le riflessioni sulla notazione e la rappresentazione di musica e movimento, le prospettive coreomusicologiche, storiche e antropologiche di tale relazione e infine, i contributi volti ad approfondire funzione e ruolo del musicista della danza, nonché obiettivi e strategie nella sua formazione. Vi hanno preso parte con performances e lezioni dimostrative di alto valore un gruppo di musicisti e studiosi davvero eccelso: Galina Bezuglaya, dell’Accademia Vaganova di San Pietroburgo; Alberto Bologni, titolare della cattedra di violino dell’ISSM Luigi Boccherini di Lucca; Robert Boston, direttore Musicale del Barnard College Department of Dance; Christian Cherry, professore associato e direttore Musicale del Dipartimento di Danza della University of Oregon; la docente del Liceo Coreutico “Arrigo Boito” di Parma, Barbara Cocconi, pianista accompagnatore; Paolo Demitry, pianista e docente all’Accademia Nazionale di Danza; Arkadiy Figlin, maestro accompagnatore per l’America Ballet; Kriste Foote, danzatrice e  coreografa ricostruttrice del repertorio Limòn; Allen Fogelsanger musicista e docente  della New York University – Tisch School of the Arts; Alan Good, danzatore, coreografo e docente del Merce Cunningham Trust; Guy Harries, compositore, sound artist e performer; Kim Helweg, pianista al Royal Danish Ballet, fondatore e direttore del programma Musical Accompaniment for Dance (MAD) presso il Danish National School of Performing Arts; Christopher Hobson, pianista accompagnatore e direttore del Dipartimento Musicale dell’English National Ballet School di Londra; Stephanie Jordan, ricercatrice e coreologa della University of Roehampton di Londra; Suzanne Knosp, docente  presso la University of Arizona a Tucson; Annika Koskinen, insegnante e coreografa nella compagnia  as-Sayf a Stoccolma; Katarina Lundmark, direttrice del Dipartimento di Danza Jazz presso il DOCH (Scuola di Danza e Circo) dell’Università delle Arti di Stoccolma; Karen MacIver, pianista accompagnatore che collabora assiduamente con lo Scottish Ballet; Juan Mata, pianista e compositore che collabora con le principali compagnie internazionali; Hjalmar Öhrström, musicista e docente svedese; Andy Teirstein, musicista e docente alla Tisch School of the Arts della New York University; Alexandra Time, pianista dell’Accademia Vaganova.

Roberta Albano

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