Presentata la settima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, che si svolgerà dal 6 al 22 giugno. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival e firmata per il quarto anno consecutivo dal direttore artistico Luca De Fusco anche quest’anno da spazio alla danza.

Su trenta spettacoli previsti (in grandissima parte prime assolute e prime italiane), quattro le coreografie. Tre prime assolute e una prima italiana.
Il Napoli Teatro Festival Italia inaugura al Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa propriomcon uno spettacolo di danza, “Reshimo” della Vertigo Dance Company, che torna per il terzo anno consecutivo dopo il successo napoletano del 2012 e 2013 che l’ha resa famosa in Italia e in Europa. Oltre a “Reshimo” (prima assoluta) la compagnia israeliana (che dopo Napoli volerà per la prima volta a New York e in Cina) presenterà “Mana”, una delle loro coreografie storiche.
La grande danza sarà presente al Festival anche con “Addio alla fine”di Emio Greco, coreografo tra i più interessanti del momento, da pochi mesi nominato direttore del Balletto nazionale di Marsiglia, la storica compagnia di Roland Petit.

Infine La Fondazione Campania dei Festival e Ars Progetti presentano uno spettacolo nell’ambito del progetto di cooperazione e assistenza alle istituzioni culturali del Kosovo Culture for All. Titolo “She -Ra -Zade” ideazione, regia e coreografia di Alessandra Panzavolta. In scena il National Ballet of Kosovo.

RESHIMO 
coreografia di Noa Wertheim
musica Ran Bagno
light design Dani Fishof – Magenta
costumi Rosie Canaan
con Yael Cibulski, Micah Amos, Tomer Navot, Sian Olles, Marija Slavec, Eyal Vizner, Emmy Wielunsk, Yuval Lev
produzione Vertigo Dance Company
luogo Arena di Pietrarsa
date 6, 7 giugno 2014
paese Israele
PRIMA ASSOLUTA
La Vertigo Dance Company torna a Napoli dopo il grande successo di “Null” e “Birth of Phoenix” presentati nel 2012 e “Vertigo 20” presentato nel 2013. Quest’anno la compagnia israeliana presenta “Reshimo”. Lo spettacolo inaugura la settima edizione del Napoli Teatro Festival Italia.
Reshimo trae ispirazione dal testo ebraico della Kabbalah e dai suoi insegnamenti esoterici intesi a spiegare il rapporto tra l’ immutabile, eterno e misterioso (ciò che è “senza fine”) e l’universo mortale. Vuoto e pieno, vita e morte. La coreografia è fatta di grandi contrapposizioni e in essa si riconoscono i segni identificativi di Noa Wertheim: fluidità, energia e precisione. Otto i danzatori in scena. Le musiche ancora una volta sono firmate da Ran Bagno.
Dopo Napoli, la Vertigo Dance Company volerà a New York per esibirsi per la prima volta al Lincoln Center e poi in Cina.

MANA
 coreografia di Noa Wertheim
musica Ran Bagno
light design Dani Fishof – Magenta
costumi Rosie Canaan
con Yael Cibulski, Micah Amos, Tomer Navot, Sian Olles, Marija Slavec, Eyal Vizner, Emmy Wielunsk, Yuval Lev
produzione Vertigo Dance Company
luogo Pietrarsa Sala dei 500
date 8, 9 giugno 2014
paese Israele
PRIMA ITALIANA

Al Napoli Teatro Festival Italia 2014 la Vertigo Dance Company presenterà anche un riallestimento di una coreografia storica, Mana, il cui debutto risale al 2009. Mana significa, in molte lingue austronesiane della Melanesia e della Polinesia, “forza sovrannaturale”.
La scena è in bianco e nero. Tra la luce e l’ombra si svolge lo spettacolo che è un viaggio mistico filosofico. Sullo sfondo il disegno stilizzato di una casa che simboleggia, è scritto nelle note, la separazione borderline tra esterno e interno. In questa atmosfera i danzatori si muovono come in una cerimonia tribale.

SHE-RA-ZADE
National Ballet of Kosovo
ideazione, regia e coreografia Alessandra Panzavolta
musiche Rimskji-Korsakov e musiche popolari della tradizione kosovara
costumi Samka Ferri
progetto promosso da Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, National Ballet of Kosovo
sostenuto da Culture for All un progetto di EU office in Kosovo implementato da Ars Progetti
luogo Arena di Pietrarsa
date 11 giugno 2014
paese Kosovo
PRIMA ASSOLUTA

La Fondazione Campania dei Festival, che organizza il Napoli Teatro Festival Italia e Ars Progetti presentano uno spettacolo nell’ambito del progetto di cooperazione e assistenza alle istituzioni culturali del Kosovo, Culture for All. La coreografa italiana Alessandra Panzavolta, direttore del Corpo di ballo del Teatro di San Carlo di Napoli, dirige la compagnia di danza del Kosovo all’interno di una iniziativa più ampia volta a sostenere la rinascita culturale di un paese che ha attraversato la guerra, ma che trova nella cultura uno stimolo per affermarsi e presentarsi all’Europa.
Il balletto rappresenta una moderna versione di Sherazade che attraverso il racconto di storie immaginarie e reali riscatta la propria vita. Una metafora con in scena il National Ballet of Kosovo che si è ricomposto e riunito da poco ed è in cerca di quella popolarità internazionale che merita.

ADDIO ALLA FINE
coreografia Emio Greco e Pieter C. Scholten
ideazione e design Pieter C. Scholten
con (da confermare) Dereck Cayla, Quentin Dehaye, Emio Greco, Neda Hadji-Mirzaei, Kelly Hirina, Arnaud Macquet, Helena Volkov
testo Bo Tarenskeen
video Maite Bermúdez, Moises Moricoli
sound design Pieter C. Scholten
luci Henk Danner, Paul Beumer
tecnici Paul Beumer, Maarten Heijdra, David te Marvelde (da confermare)
costumi Clifford Portier
coproduzione ICKamsterdam, Theater a/h Vrijthof e Nederlandse Dansdagen
date 13, 14 giugno 2014
luogo Sala delle locomotive Pietrarsa
paese Olanda
PRIMA ITALIANA

In Addio alla Fine Emio Greco e Pieter C. Scholten ritornano allo stile dei loro primi lavori: poca teatralità, solo corpo e danza come punti di partenza iniziali; in questa produzione i due creatori raffigurano il potere dell’individuo che si sente responsabile e il coraggio di essere vulnerabile.
In una danza intensa interpretata da tutta la compagnia, Greco e Scholten mostrano che è possibile trasmettere dinamica ed energia, basandosi sul principio per cui l’energia passa da un individuo ad un altro che procede grazie ad essa. La coreografia è una ricerca per un punto zero fisico e mentale che sfocia in sfinimento e apre la strada a nuove esperienze, visioni e vigore.
Per la creazione di Addio alla Fine Emio Greco e Pieter C. Scholten si sono ispirati al libro di Hans Boutellier, The improvising society (2013), in cui l’autore sostiene che nella società attuale ogni individuo è pensato per agire all’interno di una rete più ampia. Boutellier afferma che nella nostra società i punti di riferimento morali diventano sempre più fluidi e le persone ridefiniscono i propri standard all’interno delle reti sociali a cui appartengono. Per questo motivo Boutellier propone un nuovo ordine sociale, “the network society”. In tale società la coesione e la collaborazione tra tutte le reti esistenti rappresentano la chiave per scongiurare la complessità della vita. Ma Addio alla Fine si ispira anche al film di Federico Fellini E la Nave Va (1983). Nel film varie celebrità del mondo dell’arte salpano su una nave per l’addio in mare alla più grande cantante lirica di tutti i tempi. Fellini mostra come l’idolatria, la posizione sociale, gli orientamenti politici, la nazionalità, la sete di potere e l’amore possono turbare le relazioni umane. Fellini conclude il suo film con un nuovo inizio inatteso, come un finale “happy ending”, la nave viene silurata e un giornalista rema in barca con un rinoceronte alla ricerca di nuovi orizzonti.