Presentato il cartellone DARE Scenario Danza 16/17
in una serata con tripla performances in collaborazione con Ame – Associazione Musicale Etnea

Un grande successo di pubblico per la serata evento organizzata a Scenario Pubblico. Una serata dedicata alla presentazione del cartellone DARE / SCENARIO DANZA 16-17, ma anche un Focus residenze dedicato alle compagnie Petranuradanza e Giovanna Velardi e all’artista Giovanni Scarcella, tutti residenti associati a Scenario Pubblico per il triennio 15/17.

A presentare il cartellone già partito a Favara con l’inaugurazione del nuovo spazio ScenarioFarm all’interno del Farm Cultural Park, in cui ci sono due sale dedicata alla video danza e alle nanonperformances (videobox e nanobox), è stato il Direttore Artistico Roberto Zappalà.

Un cartellone ricco di performances con tanti artisti selezionati di caratura nazionale e internazionale e due serata short time, ovvero con due artisti nella stessa sera, ma anche ricca di video danza con il progetto The Risico Screening, incontri con partners d’eccezione quali l’università di Catania con cui si presenterà il progetto editoriale di Roberto Zappalà – Omnia Corpora – e il progetto RIC.Ci con il critico Marinella Guatterini. Non mancheranno inoltre le lezioni per gli amatori che tanto successo hanno riscontratolo scorso anno, dando il giusto significato al concetto di residenza artistica a Scenario Pubblico che prevede un rapporto di interscambio con la città; open door per assaporare in anteprima gli spettacoli del cartellone e workshop.

Una serata ricca di informazioni, ma soprattutto di emozioni con in scena tre spettacoli diversi che rappresentano allo stesso tempo tre modi di interpretare la danza contemporanea e il rapporto con il corpo e lo spazio.

Ha aperto le danze Giovanni Scarcella, messinese ma trapiantato da molti anni a Bruxelles, che insieme al pianista Ruben Falkowicz si è esibito in una anteprima di CREPUSCOLO. PRELUDIO PER UN PRIMO MOVIMENTO. Una produzione Pororoca project/Scenario Pubblico CZD – Centro di Produzione della Danza realizzata in collaborazione con AME – Associazione Musicale Etnea che l’artista sta realizzando in residenza a Scenario Pubblico. Un progetto in cui il corpo e la musica duettano insieme a volte in sincro a volte no, dove la presenza fisica e il movimento danzato rispondono al ritmo prorompente del virtuosismo musicale dell’opera di J.S. Bach, nella trascrizione di Busoni, come atto ri-generatore. La musica interpretata dal vivo e la coreografia contemporanea tracciano e disegnano una geografia che include il corpo e lo spazio sonoro, una geografia che rispecchia la continua indagine del coreografo Giovanni Scarcella sull’essere umano come riflesso e risultato di pulsioni generate dal suo vivere quotidiano. I gesti e i movimenti sono a tratti quasi impercettibili, altre volte tortuosi e vorticosi. Una performance in inizia la danza in un assolo silenzioso per mescolarsi alla musica e allo stesso tempo differenziarsi.

Ad esibirsi subito dopo in un duo estratto dal lavoro del 2015 FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO, la Compagnia Petranura Danza creata da Salvatore Romania e Laura Odierna. Un racconto passionale e intenso ballato da Romania e Valeria Ferrante sulle note dal video di flauti e sax suonati da Carlo Cattano. Una performance incentrata sulla dialettica Io/Noi, perché ogni volta che siamo in relazione con l’altro mettiamo in atto anche il nostro desiderio di non annullarci nell’altro. Vogliamo essere con l’altro, ma nello stesso tempo, per salvare la nostra individualità, vogliamo non esserci completamente. Di qui quell’esserci e non-esserci, quel rincorrersi e tradire, che fa parte della relazione amorosa. Perché l’amore è una relazione, non una fusione.

Ha chiuso le danze la Compagnia Giovanna Velardi con un duo composto dalla stessa Velardi e Stellario Di Blasi, BREVI RACCONTI TRA UN DIAVOLO E UN SOLDATO. Un’anteprima in forma di studio di un progetto iniziato proprio nelle sale di Scenario Pubblico dove la Compagnia è in residenza artistica fino al 2017. Come suggerisce il titolo si tratta di una parabola del bene e del male raccontata attraverso dei percorsi coreografici, ambientazioni fiabesche, maschere , immagini video che si inseriscono gli uni negli altri durante l’esecuzione. È una lotta tra frammentazione e omologazione, della contrapposizione tra diversità e regola, la lotta per una nuova ricerca della dimensione identitaria, duale anche essa perché non ci si può implicitamente privare del bene o del male.