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Praga ha festeggiato 25 anni di danza contemporanea con la Czech Dance Platform

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Picture by: Klára Zahrádková

Si è svolta a Praga dal 1 al 4 aprile 2019 la Czech Dance Platform che quest’anno ha celebrato i 25 anni dell’intera storia della danza contemporanea in Repubblica Ceca.

Nel 1980 Praga viveva un momento di fervore ed entusiasmo. La cultura ufficiale riconosceva come espressioni artistiche nel campo della danza nient’altro che la danza folkloristica e il balletto classico della scuola Russa. I giovani coreografi in quel momento erano alla ricerca di nuovi codici estetici e si recavano all’Ambasciata Americana o all’Istituto Francese, rischiando letteralmente le loro carriere, per poter assaporare, attraverso la visione di film di danza contemporanea, il flusso delle nuove tendenze artistiche provenienti dall’Europa e dall’America.  Un sentimento naturale, spontaneo, spiense questi stessi artisti a dare il via alla Rivoluzione di Velluto – quel movimento politico che tra la il novembre e il dicembre 1989 condusse alla dissoluzione del regime comunista cecoslovacco – lanciandosi fuori dalla realtà Ceca in uno stato di grande euforia. Arrabbiati, ingenui e felici, divorando eventi e ispirati dalla scena europea, questi pionieri svilupparono una nuova visione della danza contemporanea nella propria nazione. Invitarono persone da tutto il mondo per essere edotti sulle nuove pratiche coreografiche e nel 1995 presentarono al Duncan Center un primo tentativo di condivisione attraverso una piattaforma internazionale.

Grazie ad un sindaco illuminato, Hradec Králové, i coreografi furono inviati successivamente ad organizzare un mini-festival primaverile “Entrée to Dance” che permise anche questa volta di invitare artisti ospiti da tutto il mondo. Dal 1996 questo evento fu ripetuto per 4 anni, divenendo sempre più importante ed esteso e trasformandosi in ciò che oggi è il TANEC PRAHA Festival. Il 2000 fu senza dubbio un anno significativo per la scena di danza contemporanea Ceca dal momento che fu costruito il primo teatro professionale della danza: il PONEC, aperto quello stesso anno per il festival primaverile che per la prima volta cambiò il nome in Czech Dance Platform. Il festival, oggi, è organizzato dal Tanec Praha come uno dei primi indipendenti non-profit NGOs nella Repubblica Ceca. Quest’anno la Czech Dance Platform è stata ospitata in diverse venue: dal Ponec alla National Gallery, dallo Studio ALTA allo Studio Hrdinů; da LA Fabrika al DOX Centre for Contemporary Art al Motus Alfred ve Dvoře. Una giuria internazionale composta da esperti della danza contemporanea – Roberto Casarotto (IT); Dieter Jaenicke (DE); Elena Slobodchilkova (RU); Sven Till (DE) – è stata invitata per premiare e fornire feedback importanti per lo sviluppo delle capacità artistiche individuali delle compagnie in gara. Premi speciali anche per il disegno luci e l’Arts Manager dell’anno.

In questa cornice così prestigiosa, ho avuto la possibilità di assistere a tre performance che qui vi racconto.

In scena a La Fabrika, lo spettacolo THE WATCHER della compagnia 420PEOPLE è stato presentato il 2 Aprile. Uno show di danza e un concerto di musica rock della band Please The Trees, frutto della collaborazione tra il direttore della compagnia di danza Václav Kuneš (erede della tradizione del Netherlands Dance Theatre, e assistente di Jiří Kylián) e il leader della band Václav Havelka. Il lavoro si è posto l’obiettivo di rispondere ad alcune domande relative all’uso della tecnologia nella vita contemporanea: how to cope with the fast-forwardness of our era in which cutting edge technology creepily suppresses the essence of human existence? How come we find it hard to be without a mobile signal? How come we lose it over something as simple as signal issue?

L’osservatore, soggetto primario nella visione coreografica di Kuneš, sa che non esiste nulla che può competere con la tecnologia del nostro corpo. La danza così mostra dei corpi virtuosi, acrobatici, visioni oniriche che scaturiscono dalla musica live.

Al DOX – Center fo Contemporary Art ha avuto luogo il 3 Aprile invece lo spettacolo REFUGE di Viliam Dočolomanskỳ direttore della compagnia Farm in the Cave, laboratorio di teatro internazionale che da 16 anni mira a sviluppare un linguaggio espressivo basato sul dialogo tra performance fisica e musicale. La piece si inspira alle testimonianze raccolte intervistando una comunità di Londra composta da giovani soggetti che hanno sofferto condizioni di vita drammatiche.

We hit the bank, we will not drown,
We will just remain insane. Just
Strange. Memory, a handful of coins in
A burning lake.ùand najed unprotected
Desire.
Become a rock, not feel. (recita una performer durante il corso dello spettacolo)

La performance si compone di un particolare equilibrio tra i linguaggi drammatici al limite tra il teatro fisico e il concerto jazz. Interessante l’uso performativo degli strumenti, la presenza fisica e le qualità di movimento dei danzatori/performer purtroppo spesso schiacciata dal numero incombente di elementi scenici e da una linea drammaturgica non molto chiara in alcuni punti.

Il terzo spettacolo, premiato Dance Piece 2018, è stato presentato alla Nationa Gallery di Praga: Soma #27 di Martin Talaga. La base fondamentale di questo lavoro è il corpo umano in tutta la sua gloria e fragilità. La piece si sviluppa a partire da un vocabolario di movimento prettamente fisico che si costituisce di ciò che il corpo può e non può fare. Il lavoro si interroga dunque su ciò che il corpo può esprimere e su i suoi limiti d’espressione. La performance inizia con due performer al centro dei due lati della scena con le ginocchia al pavimento, in una posizione fetale annodata e ristretta. Il corpo lentamente si libera per esprimersi in una decostruzione armonica. Le luci hanno qui un’importanza drammatica studiata, puntuale e didascalica volta a sottolineare la deformazione del soma che nel corso del lavoro viene gradatamente sempre più alterata integrando nell’azione performativa l’uso di parti di manichini. Perfetti e proporzionati pezzi di plastica vengono assunti dai corpi biologici come protesi del soma per inscenare la contrapposiozione tra il perfetto, freddo, inanimato pezzo di plastica e l’imperfetta vibrante espressione del corpo vivo. Il manichino qui ha la funzione di sollecitare il ricordo del valore reale della bellezza interiore, in opposizione al comportamento robotico e stereotipato che ci conduce a perdere di vista nella quotidianità ciò che ci rende umani. Il messaggio arriva chiaro, ironico e grottesco in alcuni punti, questo anche grazie ai numerosi riferimenti narrativi in cui è possibile riconoscere una citazione all’Après-Midi d’un Faune di Nijinski.

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THE WATCHER

CHOREOGRAPHY: Václav Kuneš a tanečníci

DRAMATURGIC ASSISTANCE: Fabiana Mertová

PERFORMERS: Francesca Amante, Fanny Barrouquère, Veronika Čimborová, Simona Machovičová, Filip Staněk & Please The Trees – Václav Havelka, Jan Svačina, Kryštof Kříček

MUSIC: Please The Trees

COSTUMES: Olo Křížová

LIGHTS: Jan Mlčoch

STAGE DESIGN: Hynek Dřízhal

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REFUGE

CREATED BY: Andrej Petrovič, Rin Kin, Minh – Hieu Nguyen, Hana Varadzinová, Viliam Dočolomanský

CONCEPT, DIRECTOR, CHOREOGRAPHER: Viliam Dočolomanský

DIRECTORIAL AND CHOREOGRAPHIC ASSISTANCE: Andrej Petrovič, Hana Varadzinová, Eliška Vavříková a Juraj Augustín

MUSIC: Viliam Dočolomanský a Marcel Bárta, Hana Varadzinová, Vít Halška, Štěpán Janoušek

MUSIC CONSULTANT: Jan Rösner

RESEARCH: Kate Saunders, Jindra Bromová, Viliam Dočolomanský, Jana Pilátová, Hana Varadzinová

DRAMATURGY: Jana Pilátová

SET AND COSTUME DESIGN: Lucia Škandíková, Tereza Kopecká

LIGHTING DESIGN: František Fabián 

SOUND DESIGN: Eva Hamouzová

TECHNICAL DESIGN: Pavel Kotlík, Hynek Petrželka, Tomáš Vondráček

TECHNICAL SUPPORT: Michal Pospíšil, Vít Škoda, Robert Palkovič, firma Elektronek

STAGE MANAGER: Juraj Augustín

PERFORMED BY: Andrej Petrovič, Rin Kin, Johanna Tengan, Hana Varadzinová, Marcel Bárta, Štěpán Janoušek, Jan Chalupa

PRODUCTION: Václav Hodonický, Zuzana Bednarčíková (Tanec Praha); Barbara Tůmová, Miroslava Kobrtková (Farma v jeskyni); Lucie Špačková (DOX)

PRODUCER: Yvona Kreuzmannová

REALIZED IN FRAME OF THE PROJECT BE SPECTACTIVE! 
SUPPORTED BY THE CREATIVE EUROPE PROJECT 

EXECUTIVE PRODUCER: Tanec Praha z. ú.

CO-PRODUCTION: Farma v jeskyni (CZ), DOX (CZ) CapoTrave / Kilowatt Sansepolcro (IT), Bakelit Multi Art Center Budapest (HU), Domino Zagreb
(HR), LIFT London (UK), Teatrul National Radu Stanca Sibiu (RO), York Theatre Royal (UK)

ALSO SUPPORTED BY: State Fund for Culture, Ministry of Culture of the Czech Republic, Slovak Arts Council and Václav Dejčmar. Johanna Tengan is supported in 2019 by Delegation of the Flanders Government in the Czech Republic.

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SOMA #27

CHOREOGRAPHY: Martin Talaga

PERFORMERS: Radim Klásek, Anton Eliaš, Marek Menšík

MUSIC: Myko

PROFESSIONAL MANAGEMENT: Kara Rooney

LIGHT DESIGN: Karlos Šimek

SCENOGRAPHY: Kateřina Soukupová

PRODUCTION: Dominika Skálová

PHOTOGRAPHY: Petr Kurečka, Michal Hančovský

Letizia Gioia Monda

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