“Senza la coordinazione nessun passo diventa di per sé danza.

                                                                        Joan Lawson

La danza classica si basa su principi fondamentali che danno vita a leggi che regolano il talento creativo. I principi della danza classica è anche uno dei testi più importanti di Joan Lawson, ballerina, famosa insegnante della Royal Ballet School e scrittrice britannica, scomparsa nel 2002 all’età di 95 anni. Nel suo testo, edito per la prima volta in Italia nel 1980, sono elencati e ben descritti i sette principi fondamentali della danza classica, a suo dire il settimo, il più importante, è la coordinazione. “Senza la coordinazione nessun passo diventa di per se danza” scrive la Lawson e con una descrizione metaforica e suggestiva ci inserisce ad uno degli argomenti più significativi della tecnica classica dal quale ogni buon insegnante non può esimersi dall’affrontare. Ma in pratica cosa intendiamo quando parliamo di coordinazione nella danza classica? La coordinazione è il movimento contemporaneo di tutte le parti del corpo in armonia con le linee della danza e con le note della musica. Quindi nella danza classica il movimento è pensato sempre come il sincronismo di più movimenti delle singole parti del corpo. Testa, arti superiori, busto, arti inferiori. A proposito della testa, quando si dice a un allievo: “Non si balla solo con le gambe, ma con la testa!” non è solo un modo di dire.  Nella tecnica classica la posizione della testa è fondamentale, in essa sono racchiusi i principali “sensi” tra cui la vista. Lo sguardo è il principale strumento di espressione del corpo, precede sempre la direzione del movimento ed è fondamentale nella coordinazione di esso. Quando si parla di movimento della testa quindi si sottintende anche lo sguardo. Importante è la coordinazione tra gli arti superiori e gli arti inferiori e la sincronizzazione delle singole parti di essi. Quando pensiamo al movimento degli arti superiori non dobbiamo ignorare che esso scaturisce dalla coordinazione delle mani e delle braccia che insieme si accordano armoniosamente con il movimento delle gambe e dei piedi. Quando diremo movimento delle braccia sottintendiamo quindi anche il movimento delle mani. Le braccia e le gambe, in ogni forma di danza sono importantissime, esse danno un tocco di espressività e completezza al movimento. Esse comunicano significati e messaggi emotivi ma non solo questo.  Importante è il loro ausilio nelle forme maggiormente estetiche come le pose e i port de bras in quelle più virtuosistiche come i salti e i giri ma entreremo nello specifico nei prossimi appuntamenti. Torniamo alla coordinazione alla quale la Lawson associa piacevolmente il termine “fluidità”, un movimento eseguito fluidamente sta per movimento coordinato, lo scorrere del movimento è nella danza l’elemento più musicale. Anche muovendosi nel silenzio della sala il danzatore deve far percepire a chi lo guarda una melodia che, lo spinge in avanti, nel tempo e nello spazio. La lezione al centro richiede un impiego di esercizi di coordinazione. Negli enchainements (legazioni di passi) ad esempio, è richiesta la massima coordinazione di tutto il corpo (braccia, gambe, busto, testa), Una legazione al centro, se ben eseguita in tutti i suoi aspetti è paragonabile ad una melodia di una canzone, affiche ciò accada, essa deve essere eseguita rispettando i tempi e i modi del fluire del movimento. Importante è quindi la conoscenza dei fattori strettamente musicali come il ritmo, il tempo, il fraseggio e gli accenti.  Per rendere fluida la legazione, inoltre, il danzatore dovrà conoscere bene le leggi dell’adagio, del piccolo allegro, del grande allegro, del grande sbalzo e quant’ altro. Nella tecnica della danza classica la coordinazione implica anche una particolare organizzazione del movimento nel tempo e nello spazio attraverso la combinazione di vari tipi di posizioni e di passi. Arriviamo quindi a parlare di un aspetto più tecnico della coordinazione introducendo il concetto di: coordinazione formale e coordinazione funzionale trattato da Flavia Pappacena nel suo testo Tecnica della danza classica (la coordinazione). Per coordinazione formale si intende la coordinazione nel movimento delle braccia ossia nel “port de bras” insieme, naturalmente, al busto e alla testa e alle gambe. Esistono diverse tipologie di ports de bras, essi si dividono principalmente in due grandi blocchi: 1) Ports de bras di preparazione e 2) Ports de bras di base. Nel primo blocco sono inclusi: 1) il port de bras di preparazione nella posizione preparatoria; 2) il port de bras di preparazione nella seconda posizione. Nel secondo blocco sono inclusi: 1) il port de bras di base in relazione al movimento del corpo; 2) il ports de bras di base in relazione all’ apertura e alla chiusura della gamba libera; 3) il port de bras di base in relazione ad un rond della gamba libera; 4) il port de bras di base in relazione ad un rond en dedans della gamba libera. I ports de bras sono dettati da regole generali di coordinazione che includono tassativamente i movimenti della testa che durante l’esecuzione di essi può assumere diverse posizioni che tengono in considerazione oltre il movimento di per se anche la posizione del danzatore nello spazio rispetto alla posizione del pubblico. Per coordinazione funzionale si intende la coordinazione richiesta durante i salti dalle braccia, insieme delle gambe, al busto e alla testa. Nella coordinazione formale le braccia, pur essendo parte integrante del movimento, non rivestono un ruolo tecnico fondamentale, ma una funzione di completamento e di definizione della forma. Diversamente accade invece nella coordinazione funzionale dove esse partecipano attivamente alla realizzazione dei salti e dei giri determinandone la qualità e l’entità. Delle braccia forti, vigorose e tempestive aiutano a sostenere la pirouette ad esempio, o potenziano l’elevazione del salto, mentre se usate in modo scoordinate rispetto alle gambe esse ne intralciano l’esecuzione compromettendone la buona riuscita. Di grande ausilio è il lavoro di schematizzazione che Flavia Pappacena fa dei salti analizzandone la coordinazione. Essa li divide in sei gruppi al fine di renderne più rapida e facile la comprensione della coordinazione funzionale, tralasciando di proposito tutti i particolari e i tempi di esecuzione di essi e scegliendo nella rosa dei passi di sbalzo solo quelli più indicativi e più comuni.

I GRUPPO: Prima posizione nel salto – Posa nella caduta (pas échappé in 4° posiz. croisé – sissonne simple  – sissonne ouverte par développé – grand sissonne ouverte par développé – sissonne tombé – pas ballotté a 45°.

II GRUPPO: Posa nel salto( g. jeté en avant – g. cabriole fermée – g. assemblé porté – g. assemblé en tournant en dedans – g. saut de basque – g. fouetté sauté – jeté entrelacé.

III GRUPPO: Prima posizione in plié – Posa nel salto (sissonne fermé in 3° arabesque – jeté coupé en tournant.

IV GRUPPO: Dalla seconda posizione piccola posa (pas jeté – coupé ballonné – pas jeté en tournant – pas brisé dessus- dessus.

V GRUPPO: Braccia ferme nella posa

VI GRUPPO: Braccia in seconda posizione allongée (pas chassé – pas failli – glissade – pas de bourreèe aperto.

Avremo modo nei prossimi appuntamenti di esaminare qualche salto in particolare e approfondire alcuni aspetti dell’argomento.

 

Fabiola Pasqualitto

Foto di copertina : Vaganova Ballet Academy classical dance exam. 5th Grade. April 2018. Photos by Andrew Lush.”

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:

  • Joan Lawson, I Principi della Danza Classica, Gremese Editore, 1980.
  • Joan Lawson, Lezioni di Danza Classica, Il Castello, 1993.
  • Flavia Pappacena, TECNICA DELLA DANZA CLASSICA. La coordinazione, Gremese Editore, 1985.
  • Blasis, Trattato dell’Arte della danza – Edizione critica a cura di Flavia Pappacena, Gremese Editore, Roma 2008
  • Guatterini, L’ABC del Balletto, Arnoldo Mondadori, 1998.

 

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