“Ogni ballerino può compiere sia movimenti simmetrici che movimenti asimmetrici. Nella danza classica, intesa nel senso più puro, è richiesta necessariamente la simmetria. Nella danza classica, non hanno nessuna importanza (né devono essere presi in alcuna considerazione) né gli umori, né le emozioni, né quant’altro di caratteristicamente personale che possa in qualche modo compromettere l’equilibrio del ballerino”.        (Ninette De Valois)

Allieva del I corso accademico. Centro Studi danza Ceccano diretto da Fabiola Pasqualitto

Cosa è il piazzamento? In una classe di danza classica l’insegnante non può esimersi dall’utilizzare questo termine, sia che abbia di fronte allievi alle prime armi alla sbarra, sia che stia tenendo la lezione a danzatori professionisti magari impegnati in un grande adagio o una difficile combinazione di salti al centro. Per quanto questo termine possa sembrare alle nuove generazioni di danzatori contemporaneo e prettamente tecnico in realtà non è così: esso, oltre che designare alcuni dei principi fondamentali della tecnica classica già di notevole considerazione nel Seicento, porta con se, seppur velatamente, concetti di ordine artistico (forma e interpretazione). Provo a darne di getto una definizione entrando subito nel vivo dell’argomento:

 ⁎PIAZZAMENTO: (ossia allineamento) disposizione del corpo su una linea ideale che si può chiamare anche linea centrale di equilibrio e cioè un asse immaginario perpendicolare al suolo su cui si allinea la testa, il torace e i piedi (o un solo piede portante nel caso il danzatore stia lavorando su una gamba) su cui vengono regolati tutti i passi e gli atteggiamenti della danza classica. Una linea ideale che da fermi è perpendicolare alla base di appoggio, ma che naturalmente si sposta di continuo nel succedersi dei passi e che inoltre cambia ad ogni posa, ad ogni passo ad ogni movimento. Quest’ asse verticale passante per il centro del corpo, riguarda in particolare i piedi, il bacino, la schiena e le scapole, punti di sostegno determinanti per stare in posizione retta. Al principio di allineamento si ricollega quello di una corretta postura del corpo del ballerino sia in fase statica che dinamica. La postura del ballerino classico o impostazione del corpo viene indicata anche come POSIZIONE DI PARTENZA ed è sostanzialmente il raggiungimento di uno stato corporeo ottimale riguardante la colonna vertebrale quindi anche il coccige, il bacino, le spalle, la muscolatura di tutta la parete addominale e dorsale, l’appoggio a terra dei piedi, lo spostamento del peso corporeo la posizione delle braccia e la testa. La posizione di partenza con tutte le sue implicazioni è ampiamente trattata ad esempio nel libro di Flavia Pappacena: Tecnica della danza classica.L’impostazione.

Allieve del VI corso accademico. Centro Studi danza Ceccano diretto da Fabiola Pasqualitto

l PIAZZAMENTO per Joan Lawson. Ne I principi della danza classica, uno dei testi più importanti di Joan Lawson, ballerina e famosa insegnante della Royal Ballet School, il PIAZZAMENTO trova sistematica trattazione e non in modo isolato. In particolare la Lawson fa un’analisi del PIAZZAMENTO mettendo in relazione tale principio con altri due principi altrettanto importanti e ad esso correlati e cioè: l’ALLINEAMENTO e l’EPAULEMENT. Attenzione quindi poiché per la Lawson l’Allineamento è solo un’aspetto del Piazzamento! Il Piazzamento è quindi qualcosa di più! Joan Lawson scinde l’argomento in tre parti: 1-PIAZZAMENTO/simmetria;2-PIAZZAMENTO/allineamento; 3- PIAZZAMENTO/épaulement. 1-PIAZZAMENTO/simmetria.Premettendo che il corpo umano è già di per se simmetrico (il lato destro è di uguale forma e uguale peso rispetto al lato sinistro e la testa è posta al centro della verticale della schiena) con un peso distribuito sui piedi che posti in en dehors costituiscono una base ancora più solida e che la testa e il busto dovranno rimanere ben centrati sui piedi anche quando il peso è su piede solo, è importante che:

  • Ogni singola parte del corpo deve essere mantenuta in una relazione naturale con le altre parti del corpo e con la linea centrale di equilibrio.
  • Il braccio e la gamba non devono attraversare né troppo né troppo poco la linea centrale del corpo.
  • La testa, che è la parte più pesante del corpo, deve essere sempre quella che ne guida il movimento. Conseguentemente, è la testa che il piede o i piedi devono seguire. Non è mai la testa che segue i piedi. In altre parole, è la testa che anticipa sempre la linea del movimento e la direzione da prendere.
  • Le braccia non devono mai venire a trovarsi dietro le spalle. Se così fosse il peso verrebbe troppo spostato all’indietro.
  • 2-PIAZZAMENTO/allineamento. Alla definizione del PIAZZAMENTO () all’inizio la Lawson aggiunge altre considerazioni. Essa parla anche delle Linee che il danzatore deve tener presente durante il movimento sulla scena tenendo conto del pubblico.  Egli deve continuamente immaginare di essere al centro di un ipotetico quadrato disegnato sul pavimento intersecato da otto linee tutte irradiantesi dal centro che è rappresentato dal punto di equilibrio del ballerino. Ogni posa o passo deve svolgersi lungo una delle linee direttrici rappresentate da queste linee. Ogni danzatore ha il suo quadrato immaginario che porta con se durante gli spostamenti sulla scena ridisegnando continuamente le sue linee. Sebbene si usi comunemente il termine Quadrato, esso non è appropriato in quanto il ballerino si muove attraversando uno spazio, e non una superficie, attraversando più dimensioni. E’ più esatto dire che egli si muove all’interno di un cubo o una sfera in cui egli trova tutte le coordinate necessarie (profondità, altezza, larghezza) per far fluire il movimento all’interno. Dobbiamo a Carlo Blasis, grande danzatore e maestro dell’Ottocento italiano, la numerazione degli otto punti del quadrato stabilendo come “necessario” l’allineamento di tutte le parti del corpo su di esso. La Lawson sottolinea anche che dal Novecento altri danzatori, per primo Fokine, hanno allargato la gamma dei movimenti espressivi con un conseguente ampliamento del campo d’ azione del ballerino.
  • 3- PIAZZAMENTO/épaulement. ALLINEAMENTO significa anche épaulement ma non deve essere confuso con esso. Potremmo dire che l’épaulement e l’allineamento non sono la stessa cosa ma convivono indissolubili durante la danza. Il significato del termine épaulement sui dizionari francesi ne limita il riferimento in ambito tersicoreo. Derivante da èpaule, in italiano spalla, esso è un termine usato in ambito militare: épauler vuol dire infatti imbracciare un fucile, s’ épauler (spalleggiarsi). La Lawson però riporta una definizione del termine più consona alla danza che ne dà il maestro di lingua francese della Royal Ballet School: “Un movimento rotatorio delle spalle eseguito in armonia con un contemporaneo movimento delle braccia e/o delle gambe, la cui estensione, in stretta relazione con il contesto, deve essere valutata con molta precisione. E’, in effetti, più che altro uno stato d’animo”.  (Peter Davie). Questa sfumata inclinazione della spalla, peculiare nel port de bras, permette un movimento dalle linee più morbide e fluide. L’épaulement indica quindi un atteggiamento espressivo. Nel Balletto Romantico molti coreografi, hanno ricercato atteggiamenti e movimenti che fossero più possibili portatori di stati d’animo ed emozioni. Filippo Taglioni fu tra i primi coreografi a sperimentare ciò nel balletto La Sylphide (1832) da cui derivò lo stile romantico. Successivamente alla scuola francese anche i maestri danesi e russi intrapresero questa ricerca.

  Agrippina Vaganova, ne I principi della danza classica, testo tradotto dal russo da Mara Fusco, tratta il Piazzamento, seppur non compaia esplicitamente il termine, nel paragrafo Aplomb- stabilità (pag.33). Aplomb ovvero padronanza del proprio equilibrio, un equilibrio che, attenzione, non è riferito alle pose statiche siano esse con il tallone a terra o in relevé bensì ad un equilibrio generale che il danzatore classico deve tenere sotto controllo alla base di ogni passo eseguito, in ogni istante della lezione. Per essere padroni di un buon Aplomb occorrono anni di lavoro, esso è un principio base della danza da includere nell’impostazione quindi fin dai primi anni di studio. Il lavoro dell’Aplomb (stabilità, ha inizio alla sbarra con esercizi atti alla la percezione del Piazzamento sin dal corso Preparatorio (sbarra a con due mani) e successivamente in tutti gli esercizi eseguiti ad una mano. Con una sola mano, il corpo deve essere ben appoggiato sulla gamba di terra cioè con la giusta distribuzione del peso sul piede della gamba portante (il peso deve essere ben distribuito su tutta la pianta con maggiore attenzione sulle dita, mantenendo una perfetta asimmetria del bacino e delle spalle), si eseguono gli esercizi cosicchè il ballerino possa lasciare in qualsiasi momento la mano della sbarra, senza mai perdere l’equilibrio. La stessa attenzione si richiederà successivamente anche per l’esecuzione degli esercizi sulla mezza punta e sulla punta. Naturalmente non vanno trascurate le braccia la cui corretta posizione contribuisce altamente al raggiungimento di un perfetto equilibrio (nell’adagio, nei salti, nelle pirouettes…) Il fulcro dell’Aplomb (stabilità), è la spina dorsale! Il danzatore deve imparare a controllare il giusto allineamento della colonna vertebrale esplorando le proprie sensazioni muscolari (della schiena) durante l’esecuzione dei passi. Si arriva così ad una presa di coscienza del giusto movimento. Mi piace sottolineare la presa di coscienza corporea è di tipo esperienziale e intuitiva quindi in tutto questo riveste grande importanza la percezione. Percezione, termine che un insegnante di danza non dovrebbe mai sottovalutare. Secondo la mia esperienza d’ insegnamento seppur in ambito privato, il danzatore raggiunge la percezione di se attraverso un lavoro assiduo di ricerca sul proprio corpo: il danzatore dovrebbe sempre ricercare la perfezione attraverso l’esecuzione. La perfezione, anche se potrebbe sembrare paradossale, si raggiunge anche e soprattutto attraverso “l’errore”, vale il luogo comune “sbagliando s’impara” ossia eseguendo più volte lo stesso esercizio che all’inizio potrebbe sembrare di difficile esecuzione, e quindi non eseguito perfettamente, metto l’allievo in condizione di Percepire le sensazioni muscolari che lo condurranno via via al raggiungimento di un il giusto assetto: Piazzamento e Aplomb! Francesca Falcone, studiosa e storica della danza, già docente di Teoria della danza all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, fa una ricerca indietro nel tempo sull’ uso e il significato del termine Aplomb nell’ambito tersicoreo ma di questo avremo modo di parlarne nel prossimo appuntamento.

Fabiola Pasqualitto

Bibliografia di riferimento

  • Joan Lawson, I Principi della Danza Classica, Gremese Editore, 1980.
  • Joan Lawson, Lezioni di Danza Classica, Il Castello, 1993.
  • Flavia Pappacena, TECNICA DELLA DANZA CLASSICA. La coordinazione, Gremese Editore, 1985.
  • Blasis, Trattato dell’Arte della danza – Edizione critica a cura di Flavia Pappacena, Gremese Editore, Roma 2008
  • Guatterini, L’ABC del Balletto, Arnoldo Mondadori, 1998.

FOTO DI COPERTINA: Misty Copeland, ballerina dell’American Ballet Theatre.

 

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