Il 25 novembre al Teatro La Fenice di Venezia (Sale Apollinee) si presenta  «Pina Bausch» una santa sui pattini a rotelle di Leonetta Bentivoglio. L’autrice sarà presente con Franco Bolletta responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza della Fondazione Teatro La Fenice 

Più di cinquanta libri dedicati a lei e poi tutta la memoria magnetica, video e film, dei suoi spettacoli, il documentario firmato da Wim Wenders: che altro c’è da dire di più di Pina Bausch? Molto e lo dimostra il piccolo ma ricco libro a cura di Leonetta Bentivoglio Pina Bausch. Una santa sui pattini a rotelle (Edizioni Clichy, pagg. 143, euro 7,90) che della coreografa e danzatrice tedesca diventò amica dopo aver seguito il suo lavoro da giornalista e da critica (un “ruolo”, si capisce dalle pagine, che non le piace, ma in questa veste ha già firmato diverse e interessanti monografie sull’artista). Si parte dal primo incontro, avvenuto alla fine degli anni Settanta, a Wupperthal, la città dove Pina dirigeva dal ‘73 la sua compagnia di ballo, per lo spettacolo Blaubart . Già giornalista e saggista, autrice di inchieste sulle tecniche della danza moderna e in particolare sul rapporto con la “liberazione” del corpo femminile, Leonetta Bentivoglio ne subì, come racconta, «un sortilegio senza scampo». Da questa scintilla, il libro ripercorre vent’anni del teatro-danza di Pina Bausch in un racconto in presa diretta che rispecchia continuità e cambiamenti nel lavoro della coreografa, gli spettacoli, l’esperienza italiana ( Palermo Palermo e la fascinazione per il Sud), i viaggi in Europa, intrecciati all’impegno militante per divulgare quei capolavori e farli conoscere al maggior numero possibile di persone, alle “frasi” di Pina, le foto, la teatrografia e filmografia… ma il “cuore” del libro resta l’amicizia, l’avventura umana accanto alla Bausch che rivela anche aspetti inediti. Divertenti le pagine in cui l’autrice si incarica di cercare una casa-vacanze in Italia per la coreografa, il figlio e il compagno; il piacere di Pina di tirar tardi la sera davanti a un bicchiere di vino; il suo entusiasmo per il nostro paese e l’incontro a Roma con Federico Fellini che proprio Bentivoglio sollecitò. Ammirato il regista disse di lei: “Una santa sui pattini a rotelle” (diventato ora il sottotitolo del libro) e la volle sul set di E la nave va del 1983 nel ruolo della principessa cieca. È una memoria lucida, questo libro, non risucchiato dal “color seppia”, piena di personaggi, storie, scritta con un tocco di ironia e vitale perché sostenuta da molto affetto.