Numerose sono le creazioni  del coreografo cecoslovacco Jiři Kylian, nato a Praga nel 1947, che il Ballet de Lyon ha messo in scena negli ultimi anni.  Non ha quindi destato molto stupore  la sua nomina il 16 marzo scorso  ad Artiste associé all’Opera di Lyon.

Da settembre 2016 per tre anni Kylian donerà alla compagnia francese altri suoi capolavori in aggiunta agli 11 che già sono nel suo repertorio. Nello scorso settembre un’ intera serata è stata dedicata a tre delle opere più rappresentative del coreografo ceco:

Bella figura, Heart’s Labyrinth e 27’52” registrando un ennesimo successo di pubblico.  Dal prossimo autunno  Kilyan metterà in scena One of a kind, creata nel 1998 per il Netherland Dance Teater, la compagnia olandese da lui diretta dal 1975 al 2004, e Sleepless, brano inedito per il pubblico francese realizzato intorno alle suggestioni pittoriche di Lucio Fontana.

La compagnia di Lyon è un insieme di danzatori che risponde alle aspettative di Kylian: si tratta di un gruppo agile di circa trenta danzatori, versatili, provenienti da circa dieci diverse nazionalità, caratterizzati da una grandissima flessibilità e senza gerarchie fisse, nonostante il fatto ci siano elementi  molto giovani ed altri di oltre trent’anni d’età che hanno esperienza ultradecennale nella compagnia. Proprio la grande capacità di comunicazione e di interazione fra tutti i danzatori rende l’atmosfera della compagnia congeniale al coreografo che, per non perdere la ricchezza dell’esperienza professionale dei danzatori più adulti, volle creare NDT III che raccoglieva alcuni elementi storici della compagnia ormai considerati “anziani”.  Il ballet de Lyon vanta circa 90 coreografie in repertorio, di cui 48 creazioni originali, dei principali coreografi degli ultimi quaranta anni  tra cui Mats Ek, William Forsythe, Merce Cunningham, ed ancora, nell’ambito contemporaneo : Maguy Marin, Christian Rizzo, Rachid Ouramdane, Anne Teresa De Keersmaeker.  E’ insomma quel tipo di compagine dalla forte formazione classica ma capace di interpretare le coreografie degli autori della danza e del balletto contemporaneo che tanto manca nel panorama delle poche compagnie rimaste in Italia.  Un esempio da seguire nel momento in cui si sta scegliendo la nuova direzione per la compagnia di ballo del prestigioso Teatro di San Carlo a Napoli?

 

Roberta Albano