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Pubblichiamo degli interventi dei vincitori del bando My lesson, my body _ Nuovi codici della danza ed. 2017. Una iniziativa nata da un bando indetto da Movimento Danza, con l’obiettivo di dare la possibilità ai giovani insegnanti di esprimere la propria tecnica di danza attraverso la ricerca e la sperimentazione di nuovi linguaggi del corpo. 

La danzatrice e insegnante Lidia Marinaro, una delle vincitrici del bando My Lesson, My Body _ Nuovi codici della danza 2017, ci ha raccontato la sua esperienza di vita e come questa l’abbia fatta avvicinare alla DanceAbility,  lezione proposta per la Giornata Mondiale della Danza 2017.

La DanceAbility è un metodo di studio del movimento basato sull’improvvisazione che permette a tutte le persone, con e senza disabilità, di danzare insieme. Nasce 1987 dalla mente del danzatore e coreografo americano, Alito Alessi, il quale elabora questa tecnica partendo dai principi base della Contact Improvisation adattati per non escludere nessuno; usa anche vari principi provenienti dall’Aikido, dal Tai Chi, da tecniche di meditazione, ginnastica e danza.

Questo approccio sperimentale supera le barriere che non permettono alle persone con disabilità di fare esperienze nell’ambito artistico, o più semplicemente di godere dei benefici della danza intesa anche come momento di incontro con l’altro. Lo scopo di questa disciplina è quello di creare un terreno comune per comunicare con il corpo: un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti. La disabilità non è solo una condizione di menomazione fisica o cognitiva oggettiva, ma può anche configurarsi come il pregiudizio negativo che si ha verso se stessi, quindi siamo tutti potenzialmente disabili in quanto la nostra mente e la società possono farci credere di non essere capaci di fare determinate cose. La mia ricerca come danzatrice si fonda sulla volontà di comprendere come il corpo possa interpretare, attraverso il movimento, forme differenti della realtà, una realtà composta non solo da strutture materiali, ma soprattutto da corpi: la danza come movimento consapevole che parte dall’interno e si esprime attraverso ogni piccolo gesto abitato dalla coscienza.

Dopo gli studi universitari in Scienze dell’educazione, decisi di partire per fare un’esperienza lavorativa all’estero, precisamente in Ecuador ed il destino ha voluto che incontrassi la danza anche in Sud America: inizio a studiare danze folkloriche per poter insegnare alle bambine della scuola per la quale lavoravo.

L’anno trascorso in Ecuador ha cambiato la mia visione del mondo e ha rafforzato la mia convinzione che la danza può essere uno strumento privilegiato per la formazione umana ed un linguaggio universale. Tornata in Italia comincio a Roma un importante percorso sulla DanceAbility che mi ha portato, il 29 Aprile 2017, a tenere una lezione presso Movimento Danza in occasione della Giornata Mondiale della Danza. E’ stato un immenso piacere, ma soprattutto un’opportunità per continuare a far conoscere questa disciplina a Napoli, con l’obiettivo che più danzatori possano arricchire la propria esperienza nella danza. Come spesso accade si è creata una splendida atmosfera partecipativa: mi piace molto quando il gruppo è composto da danzatori professionisti e da amatori perché secondo me l’apprendimento e la comunicazione diventano più densi.

Il carattere sociale della danza credo sia messo poco in rilievo nella nostra città mentre tante persone, invece, in questo momento storico, hanno bisogno di potersi esprimere e di trovare contesti in cui farlo liberamente, senza essere giudicati per la loro forma fisica.

Ho compreso che la cosa più importante per rendere libero un uomo è insegnargli ad esprimere se stesso. La DanceAbility rende possibile ciò che è difficile in altri ambiti della nostra società, ovvero la totale integrazione tra persone normodotate e disabili. Quello che mi interessa perseguire attraverso l’insegnamento di questa pratica è dare dignità alle persone con disabilità, permettendogli di poter studiare una tecnica di danza al pari di chiunque altro.

Scrive una mia allieva dopo aver iniziato a studiare Danceability: ” (…) nella DanceAbility i corpi di ognuno di noi, abili e meno abili vanno a scomparire lasciando ad ognuno di noi la possibilità di esprimere attraverso la danza il nostro sentire ed il nostro essere. È quello, che inaspettatamente, sta succedendo a me da quando abbiamo iniziato a fare lezione. In quella stanza, siamo, semplicemente, due corpi, due anime, che esprimono il proprio sentire. Nulla è giusto nulla è sbagliato”.

Lidia Marinaro

Lidia Marinaro

Inizia gli studi di modern-jazz e danza classica a Napoli e nel 2015, grazie alla formazione con il maestro Alito Alessi, consegue il titolo di DanceAbilityTeacher®, acquisendo competenza nella tecnica dell’improvvisazione e della composizione istantanea. Si laurea in Scienze dell’Educazione e a Dicembre 2016 consegue il Master di I Livello in Pedagogia dell’espressione approfondendo la ricerca sul ruolo dell’espressione artistica negli ambiti della formazione umana.

 

 

Foto di copertina: Fonte Lidia Marinaro

Foto nel testo: Pasquale Ottaiano

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