Il teatro di San Carlo ha presentato  la  stagione 2019/2020 di Opera, di Concerti e Danza  che, per le scelte artistiche operate, potremmo definire “glamour”. Per quanto riguarda l’opera, quindici titoli per circa settantasei  recite,  prevalgono infatti importanti opere di tradizione, La Tosca, Norma, Il Flauto Magico, Carmen, La vedova allegra, Aida  e Traviata. Si affiancano due capolavori del Settecento in omaggio alla storia musicale napoletana, La Serva Padrona di Paisiello e Il Maestro di Cappella di Domenico Cimarosa, due opere russe, La dama di picche di Ĉaikovskij e L’amore delle tre melarance di Prokof’ev e due opere meno note quali   La Rondine di Puccini e Maometto II, una delle principali opere serie del periodo napoletano di Rossini. Si tratta di titoli convenzionali e di cassetta che nella maggior parte vanno incontro al gusto di un pubblico poco interessato alle novità, come quello cittadino, e che possano attrarre la grande massa di stranieri che sempre più affollano Napoli e che avranno la possibilità di assistere ai prestigiosi allestimenti del più antico teatro lirico al mondo ancora in attività.  

Anche per quanto riguarda la danza si è andato sul sicuro proponendo titoli ed protagonisti di sicuro appeal: Schiaccianoci e Cenerentola, entrambe nella coreografia di Giuseppe Picone e Don Quijote, con  splendidi interpreti. Per Lo Schiaccianoci, che andrà in scena dal 21 dicembre al 5 gennaio 2020,  tornerà nel ruolo del Principe, Vadim Muntagirov, stella del Royal Ballet  già più volte apprezzata a Napoli, il ruolo di Fata confetto sarà danzato da Maia Makhateli, bella protagonista del  Lago dei cigni nella presente stagione. A lei si affiancheranno Tatiana Melnik, dell’Opera di Stato Ungherese, e Luisa Ieluzzi, che ha con successo debuttato nel ruolo di protagonista nella ripresa di questi giorni del Lago dei cigni, e ancora Claudia D’Antonio e Anna Chiara Amirante, stelle ormai affermate della compagnia.

Don Quijote, con la coreografia di Aleksej Fadeeĉev, sarà programmato dal 29 febbraio al 3 marzo. Si tratta della ripresa della bella versione proposta  già con successo cinque anni fa con Svetlana Zakharova. Questa volta la protagonista sarà Maria Kochekova, star dell’American Ballet e del San Francisco Ballet e avremo la straordinaria opportunità di vederla danzare con uno dei suoi partner prediletti,  Daniil Simkin, da poco osannato a New York in una stupefacente interpretazione del Corsaro con l’American Ballet.

Ad aprile andrà in scena l’unica nuova creazione della stagione di danza, realizzata  dal giovane Juliano Nuňes,  Amadè, dedicato al grande Amadeus Mozart. Nato nel 1990 il coreografo Nuňes è in  grande ascesa e, a seguito del successo ottenuto nel 2017 con Back Forwoard Back per il Balletto delle Fiandre, ha iniziato  a collaborare con alcune delle principali compagnie europee come L’Opéra di Parigi, il National Ballet of Canada, il Royal Ballet di Londra. I protagonisti principali saranno la splendida Polina Semionova, apprezzatissima anni fa nel ruolo di Odette, che ritornerà al San Carlo, e Friedemann Vogel.

Nella prossima stagione estiva, luglio-agosto 2020 sarà presentata Come un respiro di Mauro Bigonzetti, creato alla Scala su musiche di Haëndel e riprodotto al Bolshoi di Mosca in versione ridotta, la coreografia  vedrà il ritorno a Napoli della grande Svetlana Zakharova.  Nella stessa serata sarà presentata una delle prime coreografie di Picone, Bolero, su musica di Maurice Ravel, presentata al Teatro Antico di Taormina nel 2015.

Chiuderà la stagione dal 9 all’11 ottobre 2020 Cenerentola, sempre di Giuseppe Picone che avrà come protagonista Marianela Nuňez, per il terzo anno di seguito al San Carlo, ballerina davvero molto amata per la sua straordinaria bravura e versatilità. In coppia con lei Vadim Muntagirov, anche lui ospite fisso nella compagnia napoletana. A loro si alterneranno nei suoli dei protagonisti, Claudia D’Antonio e Alessandro Staiano, ormai elementi di spicco della compagine del teatro San Carlo che il direttore Picone ha saputo far crescere e valorizzare. Non si contano, infatti, le performances aggiuntive che il corpo di ballo del San Carlo è riuscito a fare in questa stagione, ricordiamo a memoria Bologna, Salerno, Ischia e tante  altre città italiane, permettendo un’intensa attività di palcoscenico che è l’unica possibilità che i ballerini hanno per crescere tecnicamente e artisticamente. A questo proposito si deve notare, in contrasto alla grande attività di direzione della compagnia da parte di Picone, la mancata presenza per il quarto anno di seguito,  di qualunque partecipazione alla programmazione del teatro, della scuola di ballo del San Carlo che, a parte il saggio di fine anno, non porta in scena i suoi allievi se non in pochissime unità coinvolte in poche  partecipazioni agli spettacoli della compagnia principale. Le matinée e gli spettacoli per le scuole che gli allievi della scuola di ballo interpretavano negli scorsi decenni, e che pure hanno permesso la crescita di coloro che oggi sono i protagonisti della compagnia, sono ora un lontano miraggio.

Non si può trascurare lo sciopero del corpo di ballo che ha fatto saltare la prima del 15 giugno del Lago dei cigni. Si tratta di una scelta dolorosa che i lavoratori del comparto coreutico hanno adottato per attirare l’attenzione sulle precarie condizioni contrattuali nelle quali si trovano a dover lavorare. I ballerini della compagnia sono quasi tutti precari con contratti che potrebbero non essere rinnovati e la conseguente perdita di un patrimonio professionale ed artistico, creato in questi anni. Entro il 29 giugno sarà approvato in Senato il Decreto Crescita e non è ancora chiaro se saranno approvate normative che sblocchino la situazione dei lavoratori precari delle Fondazioni lirico- sinfoniche.

 Roberta Albano

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