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Anche se da qualche anno non è più tra i professionisti di Amici, i fan del talent di Canale 5 non dimenticano Maria Zaffino. Capelli biondissimi ed occhi verdi, nelle prime edizioni del programma è stata una delle ballerine più amate grazie al suo mix di dolcezza e grinta, solarità e sensualità. Oggi Maria è lontana dai riflettori ma non è lontana dalla danza, come ci racconta in questa intervista.
Maria, la danza per lei è stata un “amore a prima vista”?
Sì! Un amore fin da quando ero piccola e, grazie a mia madre, sono riuscita a vivere fino in fondo l’immensa passione per quest’arte bellissima.
Come, dove e con chi è cominciato il suo percorso di studi?
Fin da bambina ho sostenuto gli esami in accademia per capire se fossi idonea per la danza. Ma ho avuto tre grandi maestri a cui devo dire grazie: Laura Brai, Alessandro Santamaria e Marcello Sindici.
In tv quando e come è arrivata?
Ci sono arrivata a diciassette anni vincendo un concorso chiamato Bravissima. Ho fatto un provino di un mese per Buona Domenica, programma le cui coreografie, all’epoca, erano firmate da Marco Garofalo e dove lavoravano Mia Molinari, Fabrizio Mainini e Tony Bongiorno, ovvero i migliori ballerini del momento. Il mio sogno era arrivare lì e, grazie a Dio, ce l’ho fatta!
Degli anni in cui ha lavorato a Buona Domenica che ricordo ha?
Ricordi indelebili e bellissimi, a partire dall’atmosfera che si respirava tra noi colleghi e, più in generale, i bei rapporti con tutto lo staff dello studio, dalla produttrice Marzia Runali a Maurizio Costanzo, una persona davvero meravigliosa, fino a Roberto Cenci, il numero uno.
E dell’esperienza ad Amici cosa le piace ricordare?
Il mio pubblico, che ancora oggi sento vicino. Ma non dimenticherò mai anche tutti i ragazzi che hanno preso parte al programma, per i quali sono stata davvero un punto di riferimento.
Maria De Filippi e Garrison sono due persone che tutti associano alla sua carriera. Può regalarci un suo pensiero o un ricordo per entrambi?
Maria è colei che mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere, che mi ha reso subito protagonista, e per questo la ringrazio ancora. Lei non ha mai nascosto la stima che aveva per me, così come io ho sempre manifestato quella che nutro nei suoi confronti. Garrison è una sorta di papà e, anche se non lo vedo più tanto spesso, continuo a volergli un gran bene. Inoltre, apprezzo il suo essere un eterno Peter Pan.
Segue ancora Amici in televisione?
Si, soprattutto il serale, che guardo ogni volta che posso. I ragazzi sono più bravi del solito e li stimo, ma preferivo le mie edizioni, poiché in quegli anni gli allievi crescevano veramente come accade in una scuola.
Qual è il sacrificio più grande che richiede l’essere danzatore?
Passione e rinunce. Purtroppo la bravura va guadagnata con tanto sudore, il talento, anche quello naturale, va mantenuto al 100% ogni giorno.
C’è un aneddoto, un episodio o un aspetto della sua carriera che nessuno ha mai raccontato e che le va di condividere con noi?
L’incontro con Maria De Filippi, che mi ha scelto per entrare nella scuola di Amici mentre ballavo come assistente per Garrison, non ricordandosi che lavoravo già come professionista con Costanzo e con lei a C’è posta per te, nel periodo in cui ballava con Kledi. E’ stato divertente perché avendomi vista sempre truccata e con la divisa da postina non mi aveva riconosciuta, pensava avessi diciotto anni, mentre ne avevo venticinque ed una figlia di due. Fu Garrison a dirglielo. Lei si avvicinò e si scusò per non avermi riconosciuta, chiedendomi se volessi far parte di Amici. Inizialmente non volevo accettare perché non me la sentivo di lasciare la mia “famiglia” di Buona Domenica, ma poi, grazie a Roberto Cenci, ho capito l’importanza di quel programma ed ho accettato.
Oggi è anche coreografa: cosa stimola la sua creatività e come si accosta alla preparazione e alla creazione di una coreografia?
Sicuramente quando scelgo una musica ci metto tutto ciò che mi trasmette, gioia, rabbia, grinta, in base al testo ed al tipo di ritmo. Ma anche quando non sono io a scegliere la musica cerco di crearci il meglio. E poi, diciamola tutti, quando un coreografo ha degli ottimi ballerini è particolarmente stimolato…
Cosa ama e cosa, invece, non le piace del mondo della danza?
Amo il fatto che quando ballo posso esprimere tutto e mi ritengo fortunata per aver reso, con gli anni, la mia passione un lavoro: credo che sia la cosa più bella. Ciò che non mi piace è la falsità e, purtroppo, ce n’è tanta…
Oggi l’arte della danza quali valori può insegnare ai giovani?
Sicuramente a stare meno tempo sui social ed a vivere più di emozioni.
Vuole lanciare un messaggio o dare un consiglio ai tanti ragazzi che sognano la carriera professionale nella danza?
Dico loro di non smettere mai di credere nei propri sogni e di studiare tutti i giorni per migliorarsi.
Che cos’è la danza per lei?
E’ vita.
Attualmente quali sono i suoi impegni professionali?
Continuo ad insegnare, a fare stage ed a far parte di giurie. Inoltre, insieme al mio collega Marco Calogero ed al presidente dell’AIMB FIDA Italia abbiamo creato un concorso bellissimo, che stiamo facendo crescere giorno dopo giorno. Si chiama Gran Premio Tersicore e l’abbiamo ideato  rispettando tutto quello che c’è di più sano per i giovani: sana competizione, tanto talento e voglia di fare.
Un sogno da realizzare?
Sposarmi e aprire la mia accademia per trovare un’altra piccola Maria Zaffino.

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