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Mara Galeazzi e Lucia Lacarra splendono nell’Anfiteatro di Avella

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Sabato 13 luglio si è svolta la serata conclusiva dell’Abella Danza, manifestazione fortemente voluta e sostenuta con serietà e passione  da Rosa Varriale e Francesco Imperatore, con la collaborazione dell’associazione Artis Suavitas presieduta da Antonio Larizza, al quinto anno di edizione. Da lunedì 8 luglio si sono alternati stages di danza, esibizioni di allievi e concorsi che hanno avuto nel Gala del 13 l’epilogo nel magnifico Anfiteatro Romano di Avella, antico municipio romano con ricchi ritrovamenti archeologici.  Costruito nel primo secolo avanti Cristo, la struttura è molto bella e meriterebbe di essere conosciuta ed apprezzata maggiormente come meta turistica e sede di attività culturali. Nonostante il pericolo di una pioggia incombente,  lo spettacolo ha avuto luogo ed è iniziato con Claudia D’Antonio, Sara Sancamillo e Salvatore Manzo del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, diretto da Giuseppe Picone,  che si sono esibiti  in Pas de trois dal I atto del Lago dei cigni. La produzione che quest’anno è andata in scena nel Massimo teatro partenopeo è stata premiata per omaggiare  Ricardo Nuňez, autore delle coreografie, maestro molto amato a cui, fin dalla prima edizione, è dedicata la manifestazione L’Abella Danza. Brillanti e precisi i tre ballerini non hanno deluso le aspettative. Ugualmente brillanti anche se un po’ più emozionati, data la giovane età, i neo diplomati della scuola dell’Accademia della Scala di Milano, Carlotta di Monte e Samuele Gamba che si sono esibiti nel Gran Pas de deux da Raymonda, premiati come giovani promesse. A seguire hanno danzato Luigi Iannone e Ester Adria Hercovics, lui primo ballerino e lei solista della compagnia ungherese Gyori Ballet, che hanno danzato un bel brano di Valekei Laszlo, Duetto da piano plays, estremamente dinamico e musicale. Il premio per la coreografia e la carriera di docente è stato assegnato a Irma Cardano che negli ultimi anni ha iniziato un’intensa attività di diffusione della danza contemporanea in svariati paesi, dagli Stati Uniti, al Brasile, all’India. La sua compagnia Ivir Danza, in ottima forma,  ha presentato Il silenzio, su Tabula rasa di Arvo Pärt, celebre compositore estone. La sequenza di brani coreici è stata interrotta da Benedetta Imperatore, premiata per la sua carriera di performer, cantante e ballerina, che ha con intensità  interpretato I don’t know how to love him, il celebre brano di Maria Maddalena da Jesus Christ Superstar di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, compositore  della musica.  Sempre per la carriera coreografia e da danzatore è stato premiato Giovanni Napoli, maestro e coreografo siciliano che ha presentato un brano con allievi del suo corso all’ Abella Danza. Tra di loro erano presenti anche gli alunni del Liceo Coreutico Alfano I di Salerno che è stato premiato, nella persona della Dirigente Scolastica, Elisabetta Barone, per  aver creato un polo di diffusione e formazione nel campo coreutico.  Altro artista premiato è stato Raffaele Diligente, esuberante interprete del brano Libertango. Si sono poi esibiti nuovamente i due giovani della Scala, Carlotta di Monte e Samuele Gamba, in Variation for two per onorare la loro docente di danza contemporanea, Emanuela Tagliavia, autrice della coreografia su musiche di Ottolino Respighi. La Tagliavia è stata premiata per la sua intensa e meritevole attività di diffusione del linguaggio contemporaneo per gli studenti dell’Accademia milanese. Il programma della serata è nuovamente virato sul classico con il passo a due dal II atto di Giselle, interpretato da Alessia Gay, già celebre solista del Corpo di ballo del teatro dell’Opera di Roma, ed oggi docente anche per l’Abella Danza, per cui ha preparato un brano per i giovani allievi che l’hanno seguita nei giorni dello stage. Al suo fianco ha danzato Stani Capissi, della compagnia del teatro di San Carlo, premiato con l’Anfiteatro d’oro nella precedente edizione. È stato un grande piacere avere la possibilità di vedere esibirsi altri due premiati, due stelle raramente presenti in Campania, Mara Galeazzi e Vito Mazzeo in Limerence  di Alastair Marriot, primo ballerino nei ruoli di carattere del Royal Ballet ed oggi coreografo in ascesa. Breve, ma stilisticamente ben definito e d’effetto, il duetto ha ancora una volta messo in evidenza la bellezza e bravura di Mara Galeazzi, per oltre venti anni Principal del Royal Ballet e guest star delle più grandi compagnie nel mondo, e l’eleganza e forte preparazione  di Vito Mazzeo, primo ballerino del Dutch National Ballet. L’ultima esibizione della serata è stata quella di una sempre splendente Lucia Lacarra che, con grande sensualità e  genuinità, ha interpretato con Josuè Ullate  il passo a due dalla Carmen nella coreografia di Victor Ullate.  Josuè, ultimo dei tre figli di Victor Ullate, ha studiato nella scuola del padre che ha formato i migliori ballerini spagnoli degli ultimi anni tra cui Tamara Rojo e la stessa Lucia Lacarra. Nel 2013 ha ricevuto il Premio Positano come miglior ballerino rivelazione della scena contemporanea iberica. Il passo a due, creato dal grande Victor, ballerino molto apprezzato da Béjart e poi per molti anni suo assistente, è passionale ed estremo,  è l’emblema dello stile coreografico di Ullate che è stato premiato insieme al figlio. Assente per impegni personali, il premio è stato ritirato da Lucia Lacarra che ora dirige la compagnia Victor Ullate Ballet- Comunidad de Madrid.  Gli ultimi premi assegnati sono stati quelli a Teresita del Vecchio, per l’organizzazione del Concorso Roma Dance Contest;  a Domenico Iannone per l’organizzazione del Festival Abeliano Danza di Bari;alla rivista online Dance Hall News, diretta da Francesco Borelli e ad Antonio Desiderio,  infaticabile manager di artisti d’pera e balletto, organizzatore di eventi e grande appassionato di danza in tutte le sue espressioni teatrali e culturali. Si è trattata di una serata agile, presentata da Jacopo Sarno e Benedetta Imperatore, che ha offerto  danza ed interpreti di qualità ed ha riunito nel parterre tanti amici e collaboratori di Rosa Varriale  e Francesco Imperatore che meriterebbero, per la loro dedizione alla cura della manifestazione, maggior supporto istituzionale soprattutto da chi ha a cuore un luogo così particolare come l’Anfiteatro di Avella ed una zona poco abituata ad accogliere stelle della danza come quella della Bassa Irpinia.

Roberta Albano

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